PRECEDENTE     Se lo "Spirito Santo" ci chiede spazio     SEGUENTE

Don Nicolò Anselmi
Responsabile del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile
don.nico@libero.it

Nel suo recente "Discorso" alla "Curia Romana", il Papa ha parlato delle "Gmg". Ricordando i momenti vissuti nel 2008, fra i quali il "pellegrinaggio" a Sydney, mi ha colpito il fatto che il Santo Padre abbia descritto le "Giornate" anche come un’occasione per mettere a fuoco con i giovani temi importanti della vita cristiana.
In Australia il tema centrale era lo
"Spirito Santo". Nel "Discorso" romano il Papa ha parlato della situazione attuale come di una "nuova Pentecoste", una sorta di "Pentecoste" permanente; l’immagine degli Apostoli raccolti con Maria nel "Cenacolo" e le folle in attesa della loro predicazione mi sembra felice ed efficace. Lo "Spirito Santo", ne siamo certi, opera sempre nella Chiesa attraverso i "Sacramenti", la "Parola di Dio" e in tanti altri modi. Avverto moltissimo la presenza dello Spirito quando i Vescovi si ritrovano insieme, quando il Papa è con loro. Girando per l’Italia noto che la "diocesi", il "popolo di Dio" raccolto intorno al Vescovo, mi sembra goda di una presenza e di un aiuto speciale dello Spirito. Sento l’opera dello Spirito nei "convegni", nei "consigli pastorali", nelle "consulte", nelle "commissioni", nelle riunioni di Sacerdoti che, con Maria Santissima, pregano, ragionano e progettano per rispondere sempre meglio al "mandato missionario" di Gesù.
Spesso mi è capitato di sfruttare male queste occasioni, senza pensare che Gesù stesso ha assicurato la sua presenza, mediante il suo Spirito, quando «due o tre sono riuniti nel mio nome». Non di rado molte riunioni diventano puramente "organizzative", "accademiche", poco aperte al "mistero" dell’amore di Dio. Devo ammettere che non mi è facile ascoltare la "voce" dello Spirito operante nella "comunità cristiana"; la tentazione di fare da soli e in fretta è forte. È importante lasciare spazio e tempo allo Spirito. La mia pur poca esperienza mi dice che nei nostri "consigli" e "convegni" è arricchente che siano presenti giovani, malati, stranieri, donne, poveri, "piccoli", chi è in difficoltà o è senza lavoro, chi vive la sua "testimonianza" nel mondo. Spesso Gesù ha indicato loro come persone particolarmente "animate" dallo Spirito; tutti devono poter parlare ed esprimersi lasciando poi a chi ne ha la responsabilità, in virtù di una "vocazione", il compito di prendere decisioni.
In qualche modo, o con un "rombo di tuono" o con un "vento leggero", lo Spirito si fa sentire. Tutti dobbiamo essere pronti all’ascolto, umili e disponibili a cambiare i "progetti" per lasciarci guidare da Colui a cui nulla è impossibile; come fece la Madre di Gesù!

("Avvenire", 30/12/’08)