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L’"altruismo" è un bene sempre più diffuso,
ma sembra che qualche "forza malefica" gl’impedisca di venire fuori
con maggiore forza e frequenza.

Don Nicolò Anselmi
Responsabile del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile
don.nico@libero.it

In una delle Parrocchie dove ho svolto il mio "ministero" di Prete, vive una coppia di giovani sposi; hanno una bimba che ormai ha circa quattro anni. Hanno evidenti difficoltà economiche e qualche problema di salute. Tutta la "comunità" si è mobilitata, in modo più o meno segreto, per aiutarli.
Sono anni che li seguo come posso; la loro vita è costellata di "ricoveri", perdite di lavoro, prestiti e aiuti economici, litigi, "rappacificazioni", "crolli psicologici"; cadute e riprese che sembrano non finire mai. Sono certo che tutti viviamo esperienze simili, tra i parenti o con amici; situazioni di persone singole o famiglie che continuamente aiutiamo e sosteniamo, ma che sembra non riescano mai a uscire definitivamente dai guai. Nel silenzio, a "riflettori spenti", ogni giorno nelle nostre famiglie e nelle nostre Parrocchie avvengono migliaia di piccoli quotidiani "gesti d’amore", donati e ricevuti, che non fanno notizia ma costruiscono il mondo.
Penso che l’"altruismo" sia ben più diffuso e radicato dell’"egoismo"; c’è davvero più gioia nel dare che nel ricevere. Alcune volte ho la sensazione precisa che qualcosa, o meglio, qualcuno, metta i bastoni fra le ruote a chi sta tentando di "rialzarsi". Il "Tentatore", il diavolo, è una realtà della nostra esistenza. Più volte al giorno chiediamo a Dio di liberarci da lui!
La parola finale del "Padre Nostro", «liberaci dal male», è la traduzione di una parola di origine greca che più frequentemente vuol dire «maligno» piuttosto che «male»: Padre liberaci dal "male", cioè dal "maligno". Mi capita spesso di riconoscere l’azione del diavolo nella mia vita e in quella delle persone; si fa presente in prossimità delle scelte, delle "risposte vocazionali", nei momenti in cui la vita sta per "ripartire". È stato così con Gesù, all’inizio della Sua "attività pubblica"; i "Padri della Chiesa" dicono che il diavolo tentò Gesù anche quando si avvicinava alla "Croce", l’estremo atto di fedeltà alla propria "vocazione".
Penso che la cattiveria del diavolo faccia tanto soffrire "Dio Padre" che ne è il "creatore". La "tradizione biblica", la "Genesi" e l’"Apocalisse", ci insegnano che una donna schiaccerà la testa del "serpente antico": la donna è prima di tutto la Chiesa; la "comunità cristiana", l’"amore fraterno" sconfiggeranno il diavolo; la donna è ovviamente un richiamo anche alla Beata Vergine Maria, "icona" della Chiesa; a lei affidiamo tutte le persone sulle quali il "Tentatore" lavora. Molti giovani sanno della potenza della Madonna e pregano «l’antico» "Rosario", magari la sera, dopo aver giocato a "calcetto" o dopo una pizza con gli amici, sullo "scooter" e in bici, per se stessi, per coloro a cui vogliono bene, per tutti, a "riflettori spenti", senza far rumore.

("Avvenire", 10/2/’09)