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«Nel suo "Messaggio" per la "Gmg" ormai imminente, Papa Benedetto li elenca tutti.
Perché sa che sono i "luoghi" dove siamo certi di trovare sempre il Signore».

Don Nicolò Anselmi
Responsabile del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile
don.nico@libero.it

Nel "Messaggio" ai giovani per la "Giornata Mondiale della Gioventù" del prossimo 5 Aprile, il Papa ha parlato ai giovani dei "Sacramenti" come dei "luoghi" in cui si è certi di incontrare Gesù. Li ha elencati tutti, dal "Battesimo" fino all’"Unzione dei Malati". Recentemente, con un gruppo di giovani, ho fatto un viaggio in Siria; ad Aleppo siamo stati ospitati per alcuni giorni dalla "comunità greco-cattolica". Un Sacerdote, Padre Giulio, ci ha accompagnati a visitare alcuni "siti archeologici", fra cui il Monastero di San Simeone, lo "stilita", e la mitica città di Ebla, con la sua biblioteca di "tavolette" scritte in caratteri "cuneiformi".
Abbiamo parlato di molte cose, anche se il francese non l’ho mai studiato e l’ho usato solo nei "rifugi alpini" di alta quota. Sono rimasto colpito da alcune sue considerazioni sulla "spiritualità". Don Giulio notava, dal suo punto di vista, che la "Chiesa Cattolica" occidentale ha trascurato alcuni aspetti fondamentali della vita cristiana, fra cui la "grazia sacramentale", la "liturgia", gli angeli, il diavolo, la "Comunione dei Santi".
I "Sacramenti" sono un aspetto caratteristico della fede cattolica. A chi si sente abbandonato da Dio, dovremmo ricordare la grazia del "Battesimo" nel quale siamo diventati figli. Quando abbiamo paura di testimoniare la nostra fede, dovremmo pensare al giorno della nostra "Cresima" nel quale abbiamo ricevuto in pienezza lo Spirito Santo. Nella mia "vita sacerdotale", ogni giorno, di fronte alle difficoltà, mi aggrappo al mio "Sacramento" dell’"Ordine"; due miei amici, di cui ho celebrato le nozze e battezzato una bimba, mi hanno chiesto aiuto per il loro rapporto di coppia; il primo consiglio che ho offerto loro è stato quello di attingere forza, per perdonare e dialogare, dal "Sacramento" del "Matrimonio".
Quando il Signore chiama, dona anche la forza per vivere quella "vocazione"; "Eucaristia" e "Riconciliazione" sono due "sorgenti" perenni, a portata di mano, di energia e di amore: senza questi "Sacramenti", non potrei vivere. Il "Sacramento" dell’"Unzione dei Malati" dovrebbe essere un protagonista nelle discussioni sulla sofferenza e sul «fine vita».
Alcuni giorni fa ho ricevuto una "e-mail" da un mio amico, papà di 5 figli; eccone alcune righe… «Caro Nicolò, ho appreso con gioia dai giornali che il Papa ha indetto, a partire da 19 Giugno, un "anno" dedicato ai Sacerdoti. Sarà un’occasione per dirvi grazie del vostro servizio. Ho nel cuore una speranza: che questo anno vi aiuti a capire quanto voi Preti siete importanti per noi. Permettimi di ricordarvi che non abbiamo bisogno di "amministratori" e "organizzatori" ma di maestri di "unità", capaci di costruire Parrocchie che siano delle "seconde case" e delle "seconde famiglie" per i nostri figli; abbiamo bisogno di maestri di vera "dottrina", di preghiera, disponibili ad amministrare i "Sacramenti", per il bene nostro e dei nostri ragazzi».

("Avvenire", 24/3/’09)