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«Chiedete a noi Sacerdoti ciò per cui il Signore ci ha chiamati a collaborare con lui:
"catechesi", "liturgia", "carità", "Sacramenti"».

Don Nicolò Anselmi
Responsabile del Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile
don.nico@libero.it

Sono veramente felice che il 19 Giugno 2009 – Venerdì – inizi l’"Anno Sacerdotale" voluto dal Santo Padre, e non vedo l’ora che il 19 Giugno 2010 si celebri a Roma l’incontro mondiale dei Sacerdoti! Nella mia giovinezza ho incontrato molti Sacerdoti dai quali ho ricevuto tantissimo; avrei bisogno di un "libro" per ringraziarli tutti, raccontando mille episodi e avventure vissute insieme. Alcuni di loro abitano già nella "Casa del Padre", e quindi mi è più facile parlarne.
Vorrei ricordare in particolare
Monsignor Francesco Macciò, Parroco di "San Siro" di Nervi, uno degli assistenti del gruppo "scout" "Genova Levante" in cui sono cresciuto.
La cosa che più mi aveva colpito di questo Sacerdote che, quasi ogni giorno, alle 18,30, dopo aver celebrato la Messa, si sedeva sulla scalinata della Chiesa insieme a noi giovani, era il modo con cui parlava a Dio e di Dio; spesso gli chiedevamo di pregare i "Vespri" insieme con lui.
Quando celebrava l’"Eucarestia" o spiegava il "Vangelo" non modificava il tono della voce, né utilizzava parole inusuali. Trattava con Dio come con un amico; un "compagno" abituale; talvolta mi ricordava un po’ la freschezza quotidiana del Don Camillo di Guareschi, depurata dagli aspetti comici e "grotteschi"; trattava la Chiesa come se fosse una "casa", pulita, bella ed accogliente, e si relazionava con i parrocchiani come se fossero suoi famigliari.
Era generoso con i giovani e non si risparmiava mai. Un giorno gli chiesi di venire a confessare un gruppo di "scout", un Sabato sera; partì con la sua "Mini Innocenti" dopo la Messa "pre-festiva"; fece molti chilometri su una strada di montagna, per giungere in Val d’Aveto e ripartì verso l’una di notte, perché tanti ragazzi si erano accostati al "Sacramento" della "Riconciliazione".
Quando gli comunicai il mio desiderio di fare un po’ di "discernimento" circa la mia "vocazione" al Sacerdozio, mi regalò un libro con la copertina nera, dal titolo: «Psicologia del profondo e vocazione»; non ricordo il nome dell’autore. Era difficile da leggere, ma mi sentii lusingato dal fatto che «Monsignor Macciò», soprannominato «il Maccio», mi avesse stimato in grado di leggere una cosa simile.
Non dimenticherò mai la dolcezza e la chiarezza "paterna" con cui accoglieva i racconti delle mie "cadute" e dei miei "tradimenti"; più di una volta mi veniva in mente la scena in cui Gesù accolse Pietro dopo il triplice "rinnegamento", oppure il modo in cui il Signore avrebbe accolto Giuda qualora fosse ritornato a chiedere perdono.
Quanto tempo e quante energie ha dedicato ai giovani! Cari giovani, vi chiedo un regalo per quest’"Anno Sacerdotale": aiutateci ad essere generosi, fedeli al nostro compito; chiedeteci soprattutto ciò per cui il Signore ci ha chiamati ad aiutarlo: "catechesi", "liturgia", "carità"; proveremo a farlo con amore. E... pregate per noi! Noi ogni giorno, come possiamo, lo facciamo per voi! Grazie!

("Avvenire", 16/6/’09)