PROFETI DEL ’900

La scelta di testimoniare la fede accanto agli ultimi,
condividendo le privazioni e il dolore di chi abitava le periferie di Parigi,
fanno della religiosa transalpina morta nel 1964 una figura di straordinaria attualità.

RITAGLI   Madeleine Delbrêl, mistica delle "banlieue"   SEGUENTE

A Roma giornata di studio con due sue compagne della prima ora.

MADELEINE DELBREL (1904-1964).

Da Roma, Laura Badaracchi
("Avvenire", 8/3/’06)

La strada come monastero, spendendo la vita nelle periferie del mondo a fianco di poveri e immigrati, atei e fedeli di altre religioni, in uno stile di testimonianza evangelica trasmessa nella semplicità dei gesti quotidiani. Senza segni particolari di riconoscimento, optando per una missione squisitamente laicale, priva di etichette. Le intuizioni che hanno attraversato l'esistenza di Madeleine Delbrêl, scomparsa nel 1964 e definita dal cardinale Carlo Maria Martini «una delle più grandi mistiche del XX secolo», continuano a vivere nelle sue «compagne della prima ora». Due di loro, Suzanne Perrin e Francette Rodary, sono arrivate a Roma per la prima volta, invitate dalla Libera Università Maria SS. Assunta per una giornata di studio incentrata sulla figura di una donna cristiana vissuta nella banlieue operaia e comunista della Parigi di inizio Novecento. L'incontro si svolgerà stamane presso la Sala Giubileo in via di Porta Castello 44 sul tema «Madeleine Delbrêl: servizio sociale e testimonianza cristiana nella periferia della città secolarizzata». Nel pomeriggio, un altro appuntamento alle 15.30 presso la Pontificia Università Antonianum (in via Merulana 124); alla conferenza interverranno nuovamente Suzanne, 88 anni, responsabile delle «Equipes Madeleine Delbrêl», insieme a Francette, membro delle Equipes.
Il percorso di fede della Delbrêl è stato tormentato, in salita: educata in un ambiente borghese e scristianizzato, a circa vent'anni incontrò alcuni giovani cristiani «ai quali Dio pareva essere indispensabile come l'aria», scrisse. Scelse di pregare, rimanendo «letteralmente abbagliata» dal Signore, e decise di entrare nel Carmelo. Dovendo rinunciare al monastero a motivo della cecità del padre, grazie all'aiuto della sua guida spirituale capì che la sua vocazione era un'altra: nel 1933, quando l'unica scelta per Dio era ancora all'interno di un'istituzione religiosa, coraggiosamente partì con un gruppo di ragazze alla volta di Ivry, sobborgo parigino operaio e marxista, con l'obiettivo di mettere tutto in comune in mezzo ai poveri, nella povertà, nel lavoro, nella testimonianza del Vangelo. I vicoli si trasformarono per l'originale comunità in una terra di missione; la porta della loro casa era sempre aperta, rimanendo ogni giorno «gomito a gomito» con la gente. Madeleine lavorò come assistente sociale, battendosi per i diritti degli operai e dei minori sfruttati; animatrice di movimenti e associazioni ecclesiali - fra cui la Joc (Jeunesse Ouvrière Catholique) e l'Azione cattolica - , frequentò attivamente anche il sindacato. Insieme a lei, Suzanne, che dopo la laurea scelse di lavorare in fabbrica; nel '61 partì per la Costa d'Avorio, dove all'attività di bibliotecaria affiancò quella di animare gruppi islamo-cristiani. Francette, invece, fu assistente sociale e domestica nella banlieue parigina e dal '51 accanto alle giovani donne in Algeria, promuovendo la loro formazione nei villaggi e incentivando a sua volta il dialogo interreligioso.
Dopo la sua morte, un anno prima della conclusione del Vaticano II, gli scritti della Delbrêl hanno accompagnato in tutto il mondo la ricerca spirituale di intere generazioni. Non solo: le sue compagne sono ancora presenti a Parigi e Amiens; un comitato di «Amici di Madeleine Delbrêl» raccoglie un gruppo di oltre 500 persone, in Francia e altrove, continuando a diffondere la sua spiritualità. Dietro l'organizzazione delle conferenze odierne nella capitale, c'è il gruppo di simpatizzanti italiani di Madeleine, coordinato dall'archeologo Sandro Luciani: «Ho conosciuto questa figura oltre dieci anni fa tramite i suoi libri: ne sono rimasto colpito e cerco di diffondere il suo pensiero, di far conoscere la sua esperienza apostolica e mistica; infatti lei si è tuffata nel mondo così come si è tuffata nella preghiera. Il suo messaggio è molto attuale e colpisce tanti giovani: il suo stile di dialogo non creava barriere».