LE VIE DELLA FEDE

Roma: i lavori dell’"Assemblea generale" annuale
delle "Pontificie opere missionarie".

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tutti i volti dell’annuncio

"Pontificie opere missionarie": oggi a Roma si conclude l’Assemblea annuale,
con i 115 direttori nazionali giunti da tutto il mondo,
per vivere una settimana di preghiera, riflessioni e fraternità.
Da Taiwan alla Bolivia, esperienze a confronto, tra evangelizzazione e dialogo, spiritualità e solidarietà.
Don Cesena ("Cei"): «Crescere nella formazione e nella comunione».

Da Roma, Laura Badaracchi
("Avvenire", 21/5/’08)

Tra le selve amazzoniche o ai piedi delle montagne boliviane, nella Grecia segnata dai migranti in arrivo e da comunità "multietniche", sulle Isole Pescadores vicine a quella di Taiwan dove i cattolici sfiorano l’1 per cento della popolazione. Giovane oppure in minoranza, provocata dal dialogo "ecumenico" o "interreligioso": sono emersi i volti particolari della presenza ecclesiale nel mondo in occasione dell’"Assemblea generale" annuale delle "Pontificie opere missionarie" ("Pom") che si chiude oggi al "Salesianum" di Roma.
Circa 115 i direttori nazionali "Pom" giunti da tutto il mondo; una ventina quelli di fresca nomina, scelti tra il 2006 e quest’anno: tra loro
don Giovanni Attilio Cesena, che nel novembre 2007 ha ricevuto l’incarico di dirigere sia le "Pom" italiane sia l’"Ufficio Cei per la cooperazione missionaria tra le Chiese". «La solidarietà deve trovare fondamento in una solida formazione e riflessione teologica: non sempre la maniera generosa di vedere la missione è evangelica», ha rilevato don Cesena, che individua tra le urgenze pastorali quella di fondare un’azione comune, «che non vuol dire mortificare singoli carismi e capacità, ma compiere un cammino insieme, in comunione sia "ad gentes" che sui nostri territori: il dialogo con le comunità etniche, ad esempio, provoca la nostra fede e le nostre tradizioni».
Il folto gruppo si è ritrovato per una settimana di dibattiti, lavori di gruppo, relazioni, scambio fraterno. Fra loro, don Eugenio Scarpellini, "fidei donum" bergamasco che ha ormai l’accento contaminato dallo spagnolo dopo vent’anni vissuti in Bolivia, dov’è direttore delle "Pom": «Gli animatori missionari sono soprattutto laici e giovani – racconta – , l’età media oscilla tra i 22 e i 23 anni. E non si tratta solo di persone impegnate a livello sociale, ma che vivono un dinamismo spirituale profondo». Le emergenze non mancano: dalla povertà alla denutrizione all’insidia delle "sette". Ma don Eugenio, che a La Paz è impegnato anche come segretario generale aggiunto della "Conferenza episcopale boliviana", è ottimista: «La Chiesa ha una forte attenzione missionaria e i pastori, insieme alle "Pom", collaborano per la missione permanente in America Latina».
Da un Paese in cui i cattolici rappresentano l’80 per cento (cioè otto milioni) della popolazione, a Taiwan, dove scendono all’1 per cento su 22 milioni: una minoranza di 200mila persone, a cui si affiancano però molti buddhisti per realizzare raccolte fondi e iniziative caritative. Lo testimonia il padre "camilliano" Felice Chech, trevigiano, a Taiwan da 36 anni e appena nominato direttore delle "Pom" nell’isola. «Coinvolgerò alcuni sacerdoti come collaboratori e un gruppo di volontari in ciascuna delle sette diocesi: un’"équipe" per sensibilizzare alla missione nella propria zona». Un lavoro capillare compiuto, in tutt’altro contesto, dal 42enne don Mario Rigos, direttore "Pom" in Grecia da cinque anni: «In una comunità internazionale di 300mila cattolici – formata da 60mila greci e italiani, polacchi, tedeschi, albanesi – , siamo chiamati soprattutto al dialogo e all’unità con i fratelli ortodossi». Vivendo lo slancio missionario anche nei confronti dei numerosi migranti iracheni e di altre nazionalità sbarcati sulle coste, "ponte" tra Asia ed Europa, Oriente e Occidente. Fondate nel XIX secolo, le quattro "Pontificie opere missionarie" sono presenti in tutto il mondo: "Propagazione della fede", "Santa infanzia", "San Pietro apostolo" (che sostiene seminari e istituti di formazione religiosa) e "Unione missionaria", attiva tra seminaristi, sacerdoti, religiosi. I partecipanti all’Assemblea delle "Pom" sono stati ricevuti sabato scorso da
Benedetto XVI nella "Sala Clementina" del "Palazzo apostolico vaticano". «La missione è un compito e un dovere di tutte le Chiese, che come "vasi comunicanti" condividono persone e risorse per realizzarla», evidenziò il Papa, rimarcando come ogni Chiesa particolare «è il luogo dove lo Spirito si manifesta con la ricchezza dei suoi carismi, donando a ogni fedele la chiamata e la responsabilità della missione».
La giornata odierna si aprirà con l’intervento di
padre Vito Del Prete, del "Pime", segretario generale della "Pontificia unione missionaria"; concluderà l’"Assemblea generale" 2008 l’arcivescovo Henryk Hoser, segretario aggiunto della "Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli" e presidente delle "Pom".