L'INEDITO

La piccola Chiesa turca è tornata nel mirino:
da Efeso ad Antiochia e Istanbul, un viaggio «mistico» di don Divo Barsotti.

RITAGLI    Turchia, un tesoro per la fede    DON ANDREA SANTORO

«Dopo la Terra Santa, l'Anatolia è la regione che interessa di più il cristianesimo,
anche se lì oggi di seguaci del Vangelo non ce n'è più».

Don Divo Barsotti
("Avvenire", 4/7/’06)

Che cos'è la Turchia per chi la vuol visitare? Una terra col suo carattere, la sua geografia, la natura, la storia civile; e poi il cristianesimo per noi cristiani. Mi sembra che siano questi i proemi fondamentali che dobbiamo tener presenti.
Oggi i cattolici sono pochissimi in Turchia e tendono ad essere sempre meno, perché ai cattolici si rende difficile la vita in modo che rimanga soltanto l'elemento turco. Che ci vadano gli stranieri sì, ma come turisti, perché portano soldi; non si permette mai che ci restino per lavorare e tanto meno per fare proselitismo, e meno ancora per continuare ad avere dei centri cristiani. Sussistono tuttora due diocesi in Turchia: una è tenuta dal Nunzio apostolico a Istanbul; tutti i cattolici a Istanbul saranno 1.000 o 1.500 su una popolazione di due milioni e mezzo: è una città grande come Roma. Ci sono però tante parrocchie. Perché? Perché la Santa Sede chiede che si resista quanto si può, anche se ci sono parrocchie di 10 anime, che ci sia il sacerdote e magari due sacerdoti. È una posizione: una volta uscito, non rientri più!
Io sono stato nella parrocchia italiana di Sant'Antonio, che è al centro di Istanbul, in una delle arterie fondamentali della città. La chiesa è frequentata, ma non soltanto da cattolici; nelle chiese cattoliche frequentano anche i musulmani, forse più che nelle moschee, perché nelle moschee ho trovato pochissimi musulmani che pregavano. Soltanto nella moschea Bejazid ho trovato 4, 5 uomini che pregavano sul serio, in adorazione. Sono stato lì più di mezz'ora: immobili, sempre prostrati, ogni tanto si rialzavano, si mettevano in ginocchio, si prostravano ancora; insomma pregavano sul serio. Ma poi non ho visto altri. Mentre nelle chiese cristiane, continuamente i musulmani vengono, perché lì non hanno da fare tante prostrazioni: accendono magari la candelina alla Madonna, vanno davanti alla statua, pregano un po' a loro modo. I musulmani frequentano molto le chiese cristiane, specialmente poi la casa della Madonna, e la Madonna fa anche molti miracoli ai musulmani. Me lo diceva anche fratel Giuseppe dei Piccoli Fratelli. Però lo Stato turco vorrebbe portar fuori anche la casa della Madonna.
La quale si trova a Efeso a 600 metri, forse anche più, alta sul mare; che è a diversi chilometri ma si vede. Tutto chiuso: "hortus conclusus"; intorno ci sono le montagne verdi di alberi. Dov'è la casa della Madonna si apre sui monti un'apertura sul mare e si vede l'isola di Samo. È uno dei luoghi più santi che abbia riscontrato. Sarà vero, non sarà vero che quella è la casa della Madonna? Ci sono delle probabilità. Che la Madonna poi sia stata a Efeso e sia morta a Efeso è quasi storicamente sicuro. Che sia quella la casa, ci sono molte probabilità. Comunque una cosa è certa: che il luogo è bellissimo, è uno dei luoghi che religiosamente ispirano, sia perché è un luogo aperto sul mare, sia perché non c'è nessuna ostentazione.
C'era soltanto la casa nascosta nel verde dove stavo insieme a due sacerdoti. Un'altra casetta per due suore, che hanno la cura del santuario, un piccolo ristorantuccio e la gendarmeria, e poi questa casetta della Madonna che è molto più piccola di questa stanza, in questo scenario verde, bellissimo.
Sul piano dunque della natura è un bellissimo spettacolo. Ma l'Anatolia e la Turchia sono più importanti sul piano archeologico, sul piano storico. Tutti i popoli sono passati di là. Non è nulla l'Italia e non è nulla la Grecia, perché sia per quanto riguarda l'arte romana sia per quanto riguarda l'arte greca, le cose più grandi sono in Turchia. Pompei stessa non è nulla in paragone a Efeso, perché Pompei è sì più grande ma perché per adesso hanno scavato soltanto la parte centrale di Efeso. Fra trenta o quarant'anni sarà uno spettacolo enorme. Pompei infatti era una piccola città termale, dove andavano i romani in villa, Efeso era una metropoli. E sono 4.000 le città antiche che si trovano in Anatolia: da Troia a Efeso, dalle città ittite alle città cananee, dalle greche alle romane.
A Efeso ho visto, nella città antica, il luogo dove avvenne la sommossa contro Paolo. Vi ricordate Demetrio, l'orefice che faceva le statuine di Artemide? Questo qui converte tutti, dice: «E se si convertono tutti chi prenderà le nostre statue? Allora il nostro guadagno può andare a farsi friggere, questo ci mette alla fame!». Allora tutto il popolo insorse contro Paolo e il proconsole riuscì a salvarlo dal linciaggio e lo misero in carcere. Si vede ancora il carcere che è un torrione delle mura di Lisimaco, che circondavano tutta la città, attraverso i monti. 100 chilometri si conservano ancora di queste mura, in rovina naturalmente.
Per l'aspetto cristiano, dopo la Terra Santa, la Turchia è la terra che interessa di più, anche se oggi di cristianesimo non ce n'è più. Perché lì il cristianesimo, se non è nato, si è sviluppato; appena nato si è trapiantato subito in quella che oggi è la Turchia. Antiochia, dove per la prima volta i discepoli di Gesù furono chiamati cristiani, è in Turchia. Vi dirò che ad Antiochia c'è la prima chiesa cristiana, che è la grotta dove anche Paolo e Barnaba ebbero imposte le mani da parte dei discepoli. C'è la grotta dove, secondo la tradizione, si riunivano i cristiani, perciò anche san Pietro e i primi discepoli. Mentre in Terra Santa non c'è nulla ormai dei primi tempi cristiani e rimangono molto incerti anche i reperti; poi sono stati trasformati i luoghi degli avvenimenti propri del cristianesimo. In Turchia invece questi luoghi si possono ritrovare facilmente perché sono legati di più, come gli Atti degli Apostoli, a resti che hanno importanza anche per l'aspetto artistico e civile.
Per quanto riguarda il cristianesimo, la Turchia è importantissima perché tutta la storia primitiva della Chiesa si è svolta lì: Antiochia di Pisidia, le Chiese dell'Apocalisse, Tiatira, Laodicea e le altre, sono tutte lì. Lì sono nati i primi santi cristiani: Policarpo, Ignazio, Ireneo, Policrate, e lì sono morti. A Smirne è stato martirizzato san Policarpo. Ma non soltanto i primi secoli cristiani, tutto il cristianesimo è lì perché i più grandi dottori della Chiesa orientale sono nati lì, sia della scuola antiochena sia della scuola cappadoce: san Basilio, san Gregorio di Nissa, san Gregorio Nazianzeno, san Cesario, santa Macrina, sono lì, tutti della Cappadocia. E ad Antiochia, san Giovanni Crisostomo, san Teodoro di Mopsuestia, Teodoreto: tutti lì.
Dentro l'Efeso antica, vi sono ancora i ruderi della chiesa dove è stata proclamata la maternità di Maria, durante il concilio di Efeso. E c'è quella che è stata la prima strada illuminata di notte in tutto il mondo. Sopra le colonne c'erano delle lampade a olio, dalla basilica fino al teatro grande, e tutti i vescovi furono portati dal popolo di Efeso osannante alla Madonna con le torce accese e nel teatro si fece una grande festa alla Madonna. Sopra, nella Efeso bizantina, c'è la chiesa di San Giovanni l'apostolo; c'è ancora il corpo di san Giovanni lì, sotto le rovine del presbiterio. Non c'è più l'altare, ma sotto le rovine del presbiterio ci sono le scale che portano giù proprio al sarcofago. Ho visitato poi la prima chiesa dedicata alla Madonna in tutto il mondo. Ecco: una delle prove che la Madonna sia stata ad Efeso e vi sia morta, è il fatto che la prima Chiesa intitolata a lei sia proprio lì. Perché nell'antichità si poteva dedicare a un santo una chiesa solo se c'era il corpo, o se il santo era morto lì.