"GIORNATA MONDIALE DELL’ALIMENTAZIONE"

Il Direttore Generale dell’Agenzia "Onu" lancia l’allarme:
le politiche protettive degli "scambi",
unite alla "crisi finanziaria", pregiudicano gli impegni nella lotta alla povertà.
Il Presidente della "Banca Mondiale" Zoellick ribadisce:
«Già cento milioni di nuovi "indigenti"».

RITAGLI     La "Fao":     MISSIONE AMICIZIA
il "protezionismo" aggrava la crisi del cibo

Jacques Diouf: «Concrete le "minacce" agli aiuti allo sviluppo».
 Oltre metà dei Paesi ha adottato "misure",
per tenere il prezzo dei cereali sul mercato interno più basso rispetto a quello mondiale.
Ban Ki-Moon: «Una "task force" dell’"Onu" contro l’emergenza».


Stefano Basile
("Avvenire", 16/10/’08)

L’impennata dei prezzi delle "materie prime" agricole ha modificato le politiche internazionali degli scambi commerciali con una "virata" verso misure "protezionistiche", in particolare sui cereali. Unito alla "recessione" e alla "crisi finanziaria" internazionale questo "neo-protezionismo" mette a rischio gli impegni globali nei confronti degli aiuti allo sviluppo, tanto che già il prossimo anno si potrebbe tornare a parlare di "crisi alimentare", nonostante la produzione "cerealicola" mondiale 2008 sarà da "record. L’allarme è stato lanciato ieri dal Direttore Generale della "Fao", Jacques Diouf, in occasione della "Giornata Mondiale dell’Alimentazione" che si celebra oggi. Il rischio è rappresentato da un possibile "salto indietro" nella lotta alla fame e alla povertà. «Se questo dovesse verificarsi e se dovesse sfumare la volontà politica di recente riaffermata – ha sottolineato Diouf – verso un maggiore sostegno internazionale allo sviluppo agricolo, sarebbe una vera "sciagura"».
Finanziamenti, prestiti bancari, aiuti allo sviluppo, investimenti esteri diretti e "rimesse" dei lavoratori, tutto, secondo la "Fao", potrebbe essere compromesso dall’aggravarsi della "crisi finanziaria". Secondo l’ultimo rapporto "Fao", quest’anno la produzione alimentare aumenterà del 4,9% raggiungendo la quantità "record" di 2.232 milioni di tonnellate. Nonostante ciò, secondo le analisi dell’Agenzia
"Onu", 36 Paesi avranno ancora bisogno di assistenza esterna. Da un’analisi condotta dalla stessa "Fao" in 77 Paesi, incentrata sul tipo di politiche di scambio commerciale adottate in particolare per il mercato dei cereali, è emerso che, durante il 2007 e la prima parte del 2008, la metà dei Paesi ha ridotto le tasse sull’importazione dei cereali e più della metà ha applicato controlli sui prezzi per tenere il livello del prezzo sul mercato interno più basso rispetto a quello mondiale. Un quarto dei Governi ha applicato restrizioni all’"export" e, nella stessa proporzione, alcuni Governi hanno messo in pratica azioni per incrementare le scorte di cereali. Solo il 16% dei Paesi non ha preso provvedimenti per mitigare l’impatto del vertiginoso aumento dei prezzi.
Nelle intenzioni della "Fao" la "Giornata Mondiale dell’Alimentazione" serve soprattutto a riportare l’attenzione sui problemi connessi allo sviluppo del "Sud del Mondo". Peraltro anche il Presidente della
"Banca Mondiale", Robert Zoellick, parlando della "crisi finanziaria", ha paventato il timore che i Paesi "emergenti" subiscano un pesante "contraccolpo". Dall’inizio dell’anno, ha spiegato Zoellick, il numero dei poveri è aumentato di 100 milioni e il rischio «è che la cifra salga ulteriormente». «I Paesi in via di sviluppo, molti dei quali già colpiti dagli elevati prezzi di energia e alimentari, rischiano di vedere andare in fumo i propri sforzi di miglioramento della qualità della vita della popolazione se ci sarà un prolungato rallentamento della crescita globale e una "stretta" del credito», ha osservato il Presidente della "Banca Mondiale", sottolineando come «sono le fasce di popolazione più povere e "vulnerabili" a rischiare i danni più gravi, in alcuni casi permanenti». Zoellick ha annunciato che la "Banca" sta valutando la possibilità di creare un fondo per aiutare la "ricapitalizzazione" delle banche nei Paesi "emergenti", colpite dalla "crisi finanziaria".
Secondo il Segretario Generale dell’ "Onu",
Ban Ki-Moon, bisogna lottare per mantenere le promesse rappresentate dagli "Obiettivi del Millennio", primo dei quali quello di dimezzare la fame e la povertà. «Le "Nazioni Unite" – ha detto Ban – hanno creato una "task force" di alto livello sulla "crisi alimentare globale", che ha elaborato un quadro "globale" di azione per tracciare una via da seguire per i Governi, i donatori, la società civile e il settore privato. La "Giornata Mondiale dell’Alimentazione" rappresenta un’opportunità per sfruttare questo "slancio", esplorando il tema dei cambiamenti climatici e della "bio-energia" nel contesto della "sicurezza alimentare globale"».