PELLEGRINAGGI

RITAGLI    Lourdes, Maria «chiama» l’Europa    LOURDES

Il cardinale Martino: «Il pellegrino impara a vivere con gli altri,
nella diversità delle culture e delle espressioni di fede».
Pellegrinaggi e santuari: cammini di pace, spazi di misericordia.
È il tema del congresso in corso nella città pirenaica,
promosso dal "Pontificio Consiglio per i migranti".

Il Santuario di Lourdes.

Candele sempre accese, alla grotta di Maria...

Cammino in preghiera!

Dal nostro inviato a Lourdes, Lucia Bellaspiga
("Avvenire", 12/9/’07)

È arrivato in aereo, con i treni, sui pullman ma è il «popolo in cammino» di sempre quello che affolla l'enorme piazzale di fronte al santuario di "Notre Dame de Lourdes", lo stesso che una volta arrivava a piedi per venire a pregare sul luogo delle apparizioni. Tutto è smisurato, qui: la maestosità del santuario, la marea di fiori lasciati ogni giorno sotto la grande statua della Madonna, il piazzale della Basilica che accoglie fino a quarantamila persone, il fiume di pellegrini che ogni sera lo percorre alla luce delle fiaccole cantando l'inno a Maria. Ma soprattutto la fede, palpabile, "granitica", che accomuna il popolo di Lourdes accalcato in silenzio davanti al mistero della Grotta. È qui - ai piedi dei Pirenei - che nel 1858 la giovane Bernadette Soubirous, primogenita di nove figli nati in una famiglia poverissima e priva di istruzione, vide per diciotto volte la Madonna. Ed è a lei, nata e vissuta ai margini, che la Madre di Dio scelse di rivelare il proprio nome: «Io sono l'Immacolata Concezione». Da allora sono passati 150 anni, un anniversario che Lourdes si appresta a celebrare con un evento eccezionale: un "Giubileo" che si protrarrà dall'8 dicembre 2007 alla stessa data del 2008. Tappa fondamentale dei preparativi all'anno giubilare, poi, è il quinto "Congresso europeo" - organizzato dal "Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti" e gli itineranti, insieme ai "Santuari Nostra Signora di Lourdes" - che in questi giorni proprio qui vede riuniti i direttori dei pellegrinaggi e i rettori dei santuari di tutto il continente, sul tema «Pellegrinaggi e santuari: cammini di pace, spazi di misericordia», una questione particolarmente attuale nel clima mondiale sempre più teso e bellicoso. Che ruolo hanno oggi i pellegrinaggi - si è dibattuto - , quale la loro funzione sociale e persino politica? Come possono concretamente dare un contributo alla riconciliazione nel mondo? «Il continente Europa vanta comuni radici cristiane, l'Europa è la nostra casa comune dove sempre più liberamente circolano persone e idee - ha ricordato il cardinale Renato Raffaele Martino, presidente del "Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti" - . Questa mobilità in continua crescita è un segno dei tempi che la Chiesa deve interpretare per tenere il passo, promuovendo fratellanza e solidarietà». Parole che ieri, 11 settembre, anniversario delle "Torri Gemelle", risuonavano ancora più forti. «La pace - ha sottolineato il porporato - non è una condizione stabile, ma frutto di un impegno costante, una continua conquista che si acquisisce nuovamente ogni giorno rimuovendo ostacoli e tensioni». È in questa costruzione che «i cristiani sono chiamati a lavorare insieme» ed è a questo punto che si innesta, concretamente, il ruolo dei pellegrinaggi nei santuari, che non sono soltanto un cammino individuale di ricerca o di fede, ma una scuola di vita per l'intera umanità: «Nel pellegrinaggio impari a vivere con gli altri, accetti la grande diversità delle culture e delle espressioni di fede...». Ti guardi intorno, in questo palcoscenico privilegiato che è Lourdes, e vedi che è proprio così. Le poche centinaia di persone disposte 150 anni fa a seguire Bernadette alla Grotta sono ormai sei milioni ogni anno e arrivano da 170 nazioni. Parlano tutte le lingue, ma in fondo la stessa. Non si viene per guarire ma per «stare bene», tutti: sani e malati. Colpisce il numero di carrozzelle, le noti subito, accatastate in aeroporto dove di solito stanno i carrelli per le valigie o a disposizione nelle "hall" di ogni albergo, ma colpisce ancor più la serenità di chi vi è seduto sopra, felice di esserci senza pretendere altro, come testimonia chi ritorna da decenni e non si è mai rialzato: questo è ancora il luogo in cui chi è «ai margini» diventa depositario di un privilegio interiore misterioso quanto evidente. Viene in mente che forse è l'intera esistenza, allora, un grande pellegrinaggio nel santuario dell'umanità, dove «dobbiamo trovare il giusto raccoglimento, come permettevano in passato i lunghi percorsi a piedi, per scoprire Dio nel silenzio del proprio cuore», ha concluso il cardinale Martino. «Il "Giubileo" sarà perciò il momento opportuno per interrogarsi - ha annunciato il vescovo di Tarbes e Lourdes, Jacques Perrier - : qual è la missione di Lourdes per l'uomo di oggi? Non si può semplicemente dire Lourdes è speciale...». Ecco allora «l'impegno scandito in dodici "missioni", dalla pace al dialogo interreligioso, dai malati all'unità dei cristiani, dalla conversione al servire gli altri...». Volta per volta durante l'anno ogni missione sarà sviluppata dai diversi pellegrinaggi, associazioni o gruppi, a seconda della loro specificità, dando vita a quell'immenso «laboratorio di spiritualità» auspicato e ricercato dai direttori dei santuari e dai responsabili dei pellegrinaggi d'Europa, ai quali è giunta attraverso il segretario di Stato vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone, la benedizione di Benedetto XVI.