VIAGGIO APOSTOLICO A COLONIA
IN OCCASIONE DELLA
XX GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTÙ

Venerdì 19 Agosto           Sabato 20 Agosto           Domenica 21 Agosto

RITAGLI   Giovedì, 18 agosto 2005   DOCUMENTI

Benvenuto all'aereoporto

Battello sul Reno

Banchina del Poller Rheinwiesen

Cattedrale di Colonia

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TOP  CERIMONIA DI BENVENUTO
ALL'AEROPORTO INTERNAZIONALE DI COLONIA/BONN

DISCORSO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI

Signor Presidente della Repubblica,
illustri Autorità politiche e civili,
Signori Cardinali e Venerati Fratelli nell’Episcopato,
cari cittadini della Repubblica Federale,
carissimi giovani!

Con profonda gioia mi trovo oggi per la prima volta, dopo la mia elezione alla Cattedra di Pietro, nella mia cara patria, la Germania. Con viva emozione ringrazio Dio che mi ha concesso di iniziare le visite pastorali al di fuori dei confini dell’Italia proprio con la visita alla Nazione che mi ha dato i natali. Vengo a Colonia in occasione della XX Giornata Mondiale della Gioventù, che da tempo il mio Predecessore, l’indimenticabile Papa Giovanni Paolo II, aveva programmato e predisposto. Sono sinceramente grato a tutti voi qui presenti per la calorosa accoglienza che mi è stata riservata. Il mio deferente saluto va innanzitutto al Presidente della Repubblica Federale, Signor Horst Köhler, che ringrazio per le cortesi parole di benvenuto rivoltemi a nome di tutti i cittadini della Repubblica Federale di Germania. Estendo questo mio rispettoso e grato pensiero ai Rappresentanti del Governo, ai Membri del Corpo diplomatico e alle Autorità civili e militari. Con affetto fraterno saluto poi il Pastore dell’Arcidiocesi di Colonia, il Cardinale Joachim Meisner. Insieme con lui saluto gli altri Presuli, i sacerdoti, i religiosi, le religiose e quanti prestano la loro preziosa collaborazione alle diverse attività pastorali nelle Diocesi di lingua tedesca. Desidero in questo momento abbracciare col pensiero e con l’affetto tutti gli abitanti dei diversi Länder della Repubblica Federale di Germania.

In questi giorni di più intensa preparazione alla Giornata Mondiale della Gioventù, le Diocesi della Germania e, in particolare, la Diocesi e la Città di Colonia si sono animate per la presenza di tanti giovani, provenienti da diverse parti del mondo. Ringrazio quanti hanno offerto la loro competente e generosa collaborazione per l’organizzazione di questo evento ecclesiale di portata mondiale. Il mio pensiero riconoscente va alle parrocchie, agli istituti religiosi, alle associazioni, alle organizzazioni civili ed ai privati cittadini per la sensibilità dimostrata nell’offrire una calorosa e adeguata ospitalità alle migliaia di pellegrini qui convenuti dai vari continenti. La Chiesa che vive in Germania e l’intera popolazione della Repubblica Federale Tedesca possono vantare una vasta e consolidata tradizione di apertura alla mondialità, come testimoniano, tra l’altro, le tante iniziative di solidarietà, in particolare a favore dei Paesi in via di sviluppo.

Con questo spirito di sensibilità e di accoglienza verso quanti provengono da tradizioni e culture diverse, ci apprestiamo a vivere in Colonia la Giornata Mondiale della Gioventù. L’incontro di tanti giovani col Successore di Pietro è un segno della vitalità della Chiesa. Sono felice di stare in mezzo ai giovani, di sostenerne la fede e di animarne la speranza. Al tempo stesso, sono certo di ricevere anche qualcosa dai giovani, soprattutto dal loro entusiasmo, dalla loro sensibilità e dalla loro disponibilità ad affrontare le sfide del futuro. A loro, e a quanti li hanno accolti in queste giornate ricche di eventi, giunga fin d’ora il mio più cordiale saluto. Oltre agli intensi momenti di preghiera, di riflessione e di festa insieme con i giovani e con quanti prenderanno parte alle diverse manifestazioni in programma, avrò l’opportunità di incontrare i Vescovi, ai quali rivolgo fin d’ora il mio fraterno saluto. Vedrò poi i rappresentanti delle altre Chiese e Comunità ecclesiali, farò visita alla Sinagoga per incontrare la Comunità ebraica, ed accoglierò anche i rappresentanti di alcune Comunità islamiche. Si tratta di incontri importanti per intensificare il cammino di dialogo e di cooperazione nel comune impegno per la costruzione di un futuro più giusto e fraterno, che sia veramente a misura d’uomo.

Nel corso di questa Giornata Mondiale della Gioventù rifletteremo insieme sul tema "Siamo venuti per adorarlo" (Mt 2,2). Si tratta di un’opportunità da non perdere per approfondire il significato dell’esistenza umana come "pellegrinaggio", compiuto sotto la guida della "stella", alla ricerca del Signore. Guarderemo insieme alle figure dei Magi che, provenendo da terre diverse e lontane, furono tra i primi a riconoscere in Gesù di Nazaret, nel Figlio della Vergine Maria, il Messia promesso, ed a prostrarsi davanti a Lui (cfr Mt 2,1-12). Alla memoria di queste figure emblematiche sono particolarmente legate la Comunità ecclesiale e la Città di Colonia. Come i Magi, tutti i credenti, in particolare i giovani, sono chiamati ad affrontare il cammino della vita alla ricerca della verità, della giustizia, dell’amore. E’ un cammino la cui meta risolutiva si può trovare soltanto mediante l’incontro con Cristo, un incontro che non si realizza senza la fede. In questo cammino interiore possono essere di aiuto i molteplici segni che la lunga e ricca tradizione cristiana ha lasciato in modo indelebile in questa terra di Germania: dai grandi monumenti storici alle innumerevoli opere d’arte sparse sul territorio, dai documenti conservati nelle biblioteche alle tradizioni vissute con intensa partecipazione popolare, dal pensiero filosofico alla riflessione teologica di tanti suoi pensatori, dall’eredità spirituale all’esperienza mistica di una schiera di santi. Si tratta di un ricchissimo patrimonio culturale e spirituale che ancora oggi, nel cuore dell’Europa, testimonia la fecondità della fede e della tradizione cristiana. La Diocesi e la Regione di Colonia, in particolare, conservano la memoria viva di grandi testimoni della civiltà cristiana. Penso, tra gli altri, a san Bonifacio, a sant’Orsola, a sant’Alberto Magno e, in tempi più recenti, a santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein) e al beato Adolph Kolping. Questi nostri illustri fratelli nella fede, che lungo i secoli hanno tenuto alta la fiaccola della santità, siano "modelli" e "patroni" della Giornata Mondiale della Gioventù che si sta qui celebrando.

Mentre rinnovo a tutti voi qui presenti il mio più caloroso ringraziamento per la cortese accoglienza, prego il Signore per il futuro cammino della Chiesa e dell’intera società in questa Repubblica Federale di Germania, a me tanto cara. La sua lunga storia e i grandi traguardi sociali, economici e culturali raggiunti, siano di stimolo a proseguire con rinnovato impegno sulla via dell’autentico progresso e dello sviluppo solidale non solo per la Nazione tedesca, ma anche per gli altri popoli del Continente. La Vergine Maria, che presentò il Bambino Gesù ai Magi giunti a Betlemme per adorare il Salvatore, continui ad intercedere per noi, così come da secoli veglia sul Popolo della Germania dai tanti Santuari sparsi nei Länder tedeschi. Il Signore benedica voi qui presenti, come pure tutti i pellegrini e gli abitanti del Paese. Dio protegga la Repubblica Federale di Germania!

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TOP  DISCORSO DI BENEDETTO XVI
PRIMA DI PRENDERE IL BATTELLO SUL RENO

Cari giovani,

la felicità che cercate, la felicità che avete diritto di gustare ha un nome, un volto: quello di Gesù di Nazareth, nascosto nell’Eucaristia. Solo lui dà pienezza di vita all’umanità! Con Maria, dite il vostro "sì" a quel Dio che intende donarsi a voi. Vi ripeto oggi quanto ho detto all’inizio del mio pontificato: "Chi fa entrare Cristo [nella propria vita] non perde nulla, nulla - assolutamente nulla di ciò che rende la vita libera, bella e grande. No, solo in questa amicizia si spalancano le porte della vita. Solo in questa amicizia si dischiudono realmente le grandi potenzialità della condizione umana. Solo in questa amicizia noi sperimentiamo ciò che è bello e ciò che libera" (Omelia per l’inizio del ministero di Supremo Pastore, 24 aprile 2005). Siatene pienamente convinti: Cristo nulla toglie di quanto avete in voi di bello e di grande, ma porta tutto a perfezione per la gloria di Dio, la felicità degli uomini, la salvezza del mondo.
In queste giornate vi invito ad impegnarvi senza riserve a servire Cristo, costi quel che costi. L’incontro con Gesù Cristo vi permetterà di gustare interiormente la gioia della sua presenza viva e vivificante per poi testimoniarla intorno a voi. Che la vostra presenza in questa città sia già il primo segno di annuncio del Vangelo mediante la testimonianza del vostro comportamento e della vostra gioia di vivere. Facciamo salire dal nostro cuore un inno di lode e di azione di grazie al Padre per i tanti benefici che ci ha concesso e per il dono della fede che celebreremo insieme, manifestandolo al mondo da questa terra posta al centro dell’Europa, di un’Europa che molto deve al Vangelo e ai suoi testimoni lungo i secoli.

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TOP  FESTA DI ACCOGLIENZA DEI GIOVANI A COLONIA
 PRESSO LA BANCHINA DEL POLLER RHEINWIESEN

 DISCORSO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI

Carissimi giovani,

sono lieto di incontrarvi qui a Colonia sulle rive del Reno! Siete giunti da varie parti della Germania, dell’Europa, del mondo, facendovi pellegrini al seguito dei Magi. Seguendo le loro orme voi volete scoprire Gesù. Avete accettato di mettervi in cammino per giungere anche voi a contemplare in modo personale e insieme comunitario, il volto di Dio svelato nel bambino del Presepio. Come voi, mi sono messo anch’io in cammino per giungere insieme con voi ad inginocchiarmi davanti alla bianca Ostia consacrata nella quale gli occhi della fede riconoscono la presenza reale del Salvatore del mondo. Insieme, continueremo a meditare sul tema di questa Giornata Mondiale della Gioventù: "Siamo venuti per adorarlo" (Mt 2,2).

Con immensa gioia vi saluto e vi accolgo, cari giovani, qui venuti da vicino o da lontano, camminando sulle strade del mondo e su quelle della vostra vita. Un particolare saluto rivolgo a quanti sono venuti dall’"Oriente", come i Magi. Voi siete i rappresentanti delle innumerevoli folle di nostri fratelli e sorelle in umanità, che aspettano senza saperlo il sorgere della stella nei loro cieli per essere condotti a Cristo, Luce delle Genti, e per trovare in Lui la risposta appagante per la sete dei loro cuori. Saluto con affetto anche quanti tra voi non sono battezzati, quanti non conoscono ancora Cristo o non si riconoscono nella Chiesa. Proprio a voi il Papa Giovanni Paolo II ha rivolto un particolare invito a questo incontro; vi ringrazio di aver deciso di venire a Colonia. Qualcuno tra voi potrebbe forse far propria la descrizione che Edith Stein faceva della propria adolescenza, lei che visse poi nel Carmelo di Colonia: "Avevo coscientemente e deliberatamente perso l’abitudine di pregare". Durante queste giornate, potrete rifare l’esperienza toccante della preghiera come dialogo con Dio, da cui ci sappiamo amati e che vogliamo amare a nostra volta. A tutti vorrei dire con insistenza: spalancate il vostro cuore a Dio, lasciatevi sorprendere da Cristo! Concedetegli il "diritto di parlarvi" durante questi giorni! Aprite le porte della vostra libertà al suo amore misericordioso! Esponete le vostre gioie e le vostre pene a Cristo, lasciando che Egli illumini con la sua luce la vostra mente e tocchi con la sua grazia il vostro cuore. In questi giorni benedetti di condivisione e di gioia, fate l’esperienza liberatrice della Chiesa come luogo della misericordia e della tenerezza di Dio verso gli uomini. Nella Chiesa e mediante la Chiesa raggiungerete Cristo che vi aspetta.

Arrivando oggi a Colonia per partecipare con voi alla XX Giornata Mondiale della Gioventù, mi è spontaneo ricordare con emozione e riconoscenza il Servo di Dio tanto amato da tutti noi Giovanni Paolo II, che ebbe l’idea luminosa di chiamare a raccolta i giovani del mondo intero per celebrare insieme Cristo, unico Redentore del genere umano. Grazie al dialogo profondo che si è sviluppato nel corso di oltre vent’anni tra il Papa e i giovani, molti di loro hanno potuto approfondire la fede, stringere legami di comunione, appassionarsi alla Buona Novella della salvezza in Cristo e proclamarla in tante parti della terra. Questo grande Papa ha  saputo capire le sfide che si presentano ai giovani di oggi e, confermando la sua fiducia in loro, non ha esitato ad incitarli ad essere coraggiosi annunciatori del Vangelo e intrepidi costruttori della civiltà della verità, dell’amore e della pace. Oggi tocca a me raccogliere questa straordinaria eredità spirituale che Papa Giovanni Paolo II ci ha lasciato. Lui vi ha amati, voi l’avete capito e lo avete ricambiato con lo slancio della vostra età. Ora tutti insieme abbiamo il compito di metterne in pratica gli insegnamenti. Con questo impegno siamo qui a Colonia, pellegrini sulle orme dei Magi. Secondo la tradizione, i loro nomi in lingua greca erano Melchiorre, Gaspare e Baldassarre. Nel suo Vangelo, Matteo riporta la domanda che ardeva nel cuore dei Magi: "Dov’è il Re dei Giudei che è nato?" (Mt 2,2).

La ricerca di Lui era il motivo per cui avevano affrontato il lungo viaggio fino a Gerusalemme. Per questo avevano sopportato fatiche e privazioni senza cedere allo scoraggiamento e alla tentazione di ritornare sui loro passi. Ora che erano vicini alla meta, non avevano da porre altra domanda che questa. Anche noi siamo venuti a Colonia perché sentivamo urgere nel cuore, sebbene in forma diversa, la stessa domanda che spingeva gli uomini dall’Oriente a mettersi in cammino. E’ vero che noi oggi non cerchiamo più un re; ma siamo preoccupati per la condizione del mondo e domandiamo: Dove trovo i criteri per la mia vita, dove i criteri per collaborare in modo responsabile all’edificazione del presente e del futuro del nostro mondo? Di chi posso fidarmi – a chi affidarmi? Dov’è Colui che può offrirmi la risposta appagante per le attese del cuore? Porre simili domande significa innanzi tutto riconoscere che il cammino non è concluso fino a quando non si è incontrato Colui che ha il potere di instaurare quel Regno universale di giustizia e di pace a cui gli uomini aspirano, ma che non sanno costruire da soli. Porre tali domande significa poi cercare Qualcuno che non si inganna e non può ingannare ed è perciò in grado di offrire una certezza così salda da consentire di vivere per essa e, nel caso, anche di morire.

Quando all’orizzonte dell’esistenza tale risposta si profila bisogna, cari amici, saper fare le scelte necessarie. E’ come quando ci si trova ad un bivio: quale strada prendere? Quella suggerita dalle passioni o quella indicata dalla stella che brilla nella coscienza? I Magi, udita la risposta: "A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta" (Mt 2,5), scelsero di continuare la strada e di andare fino in fondo, illuminati da questa parola. Da Gerusalemme andarono a Betlemme, ossia dalla parola che indicava loro dov’era il Re dei Giudei che stavano cercando fino all’incontro con quel Re che era al contempo l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo. Quella parola è detta anche per noi. Anche noi dobbiamo fare la nostra scelta. In realtà, a ben pensare, è proprio questa l’esperienza che facciamo nella partecipazione ad ogni Eucaristia. In ogni Messa, infatti, l’incontro con la Parola di Dio ci introduce alla partecipazione al mistero della croce e risurrezione di Cristo e così ci introduce alla Mensa eucaristica, all’unione con Cristo. Sull’altare è presente Colui che i Magi videro steso sulla paglia: Cristo, il Pane vivo disceso dal cielo per dare la vita al mondo, il vero Agnello che dà la propria vita per la salvezza dell’umanità. Illuminati dalla Parola, è sempre a Betlemme - la "Casa del pane" – che potremo fare l’incontro sconvolgente con l’inconcepibile grandezza di un Dio che si è abbassato fino al punto di mostrarsi nella mangiatoia, di darsi come cibo sull’altare.

Possiamo immaginare lo stupore dei Magi davanti al Bambino in fasce! Solo la fede permise loro di riconoscere nei tratti di quel bambino il Re che cercavano, il Dio verso il quale la stella li aveva orientati. In Lui, colmando il fossato esistente tra il finito e l’infinito, tra il visibile e l’invisibile, l’Eterno è entrato nel tempo, il Mistero si è fatto conoscere consegnandosi a noi nelle membra fragili di un piccolo bambino. "I Magi sono pieni di stupore davanti a ciò che vedono; il cielo sulla terra e la terra nel cielo; l’uomo in Dio e Dio nell’uomo; vedono racchiuso in un piccolissimo corpo chi non può essere contenuto da tutto il mondo" (San Pietro Crisologo, Sermone 160, n. 2).

Durante queste giornate, in quest’"Anno dell’Eucaristia", ci volgeremo con lo stesso stupore verso Cristo presente nel Tabernacolo della misericordia, nel Sacramento dell’Altare. Cari giovani, la felicità che cercate, la felicità che avete diritto di gustare ha un nome, un volto: quello di Gesù di Nazareth, nascosto nell’Eucaristia. Solo lui dà pienezza di vita all’umanità! Con Maria, dite il vostro "sì" a quel Dio che intende donarsi a voi. Vi ripeto oggi quanto ho detto all’inizio del mio pontificato: "Chi fa entrare Cristo [nella propria vita] non perde nulla, nulla - assolutamente nulla di ciò che rende la vita libera, bella e grande. No, solo in questa amicizia si spalancano le porte della vita. Solo in questa amicizia si dischiudono realmente le grandi potenzialità della condizione umana. Solo in questa amicizia noi sperimentiamo ciò che è bello e ciò che libera" (Omelia per l’inizio del ministero di Supremo Pastore, 24 aprile 2005). Siatene pienamente convinti: Cristo nulla toglie di quanto avete in voi di bello e di grande, ma porta tutto a perfezione per la gloria di Dio, la felicità degli uomini, la salvezza del mondo.

In queste giornate vi invito ad impegnarvi senza riserve a servire Cristo, costi quel che costi. L’incontro con Gesù Cristo vi permetterà di gustare interiormente la gioia della sua presenza viva e vivificante per poi testimoniarla intorno a voi. Che la vostra presenza in questa città sia già il primo segno di annuncio del Vangelo mediante la testimonianza del vostro comportamento e della vostra gioia di vivere. Facciamo salire dal nostro cuore un inno di lode e di azione di grazie al Padre per i tanti benefici che ci ha concesso e per il dono della fede che celebreremo insieme, manifestandolo al mondo da questa terra posta al centro dell’Europa, di un’Europa che molto deve al Vangelo e ai suoi testimoni lungo i secoli.

Mi farò ora pellegrino alla cattedrale di Colonia per venerarvi le reliquie dei santi Magi, che hanno accettato di lasciare tutto per seguire la stella che li guidava al Salvatore del genere umano. Anche voi, cari giovani, avete già avuto, o avrete, l’occasione di fare lo stesso pellegrinaggio. Queste reliquie non sono che il segno fragile e povero di ciò che essi furono e di ciò che essi vissero tanti secoli or sono. Le reliquie ci indirizzano a Dio stesso: è Lui infatti che, con la forza della sua grazia, concede ad esseri fragili il coraggio di testimoniarlo davanti al mondo. Invitandoci a venerare i resti mortali dei martiri e dei santi, la Chiesa non dimentica che, in definitiva, si tratta sì di povere ossa umane, ma di ossa che appartenevano a persone visitate dalla potenza trascendente di Dio. Le reliquie dei santi sono tracce di quella presenza invisibile ma reale che illumina le tenebre del mondo, manifestando il Regno dei cieli che è dentro di noi. Esse gridano con noi e per noi: "Maranatha!" - "Vieni Signore Gesù!". Carissimi, con queste parole vi saluto e vi do appuntamento alla veglia di sabato sera. A tutti, arrivederci!

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TOP  VISITA ALLA CATTEDRALE DI COLONIA

  DISCORSO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI

Cari fratelli e sorelle!

Sono lieto di essere con voi stasera, in questa città di Colonia che amo per tanti ricordi che ad essa mi legano. Per alcuni anni ho vissuto nella vicina città di Bonn come professore e di là venivo spesso a Colonia dove ho trovato molti amici. Ritengo una speciale disposizione della Provvidenza il fatto che ben presto si sviluppò un rapporto di amicizia con l’Arcivescovo di allora, Card. Joseph Frings, che mi concesse la sua piena fiducia e mi chiamò come suo teologo per il Concilio Vaticano II, così che io potei partecipare attivamente a quell’evento storico. Conobbi anche il successore, Card. Joseph Höffner, che frequentai per lunghi anni come fraterno collega prima nella Conferenza Episcopale tedesca e poi nella comune collaborazione in vari Dicasteri della Curia romana. Un amico sincero è anche il vostro attuale Arcivescovo, il Card. Joachim Meisner, al quale sono grato per le parole di calorosa accoglienza e per l’impegno profuso in questi mesi nella preparazione della Giornata Mondiale della Gioventù. Desidero esprimere la mia sentita riconoscenza per tutto il suo impegno anche al Card. Karl Lehmann, Presidente della Conferenza Episcopale tedesca, e, attraverso di lui, ai Vescovi e a quanti si sono dati da fare per mobilitare le forze vive della Chiesa di questo Paese in vista dell’odierno grande evento ecclesiale.

Ringrazio tutti coloro che per mesi e mesi hanno preparato questo momento forte, tanto atteso da tutti: in particolare, il Comitato organizzatore di Colonia, ma anche le diocesi e le comunità locali che hanno accolto i giovani in questi ultimi giorni. Posso immaginare che cosa significhi tutto questo in termini di energie spese e di sacrifici sopportati e mi auguro che si riveli fecondo per la riuscita spirituale di questa Giornata Mondiale della Gioventù. Tengo infine a manifestare la mia profonda gratitudine alle autorità civili e militari, ai responsabili comunali e regionali, ai corpi di polizia e agli agenti di sicurezza della Germania e del Land Nordreno-Westfalia. Ringrazio nella persona del sindaco di questa città tutta la popolazione di Colonia per la comprensione dimostrata di fronte all’"invasione" di tanti giovani venuti da tutte le parti del mondo.

La città di Colonia non sarebbe quella che è senza i Re Magi, che tanto hanno inciso sulla sua storia, la sua cultura e la sua fede. Qui la Chiesa celebra, in un certo senso, tutto l’anno la festa dell’Epifania! Perciò, prima di rivolgermi a voi davanti a questa magnifica cattedrale, ho voluto raccogliermi qualche istante in preghiera davanti al reliquiario dei tre Re Magi, rendendo grazie a Dio per la loro testimonianza di fede, di speranza e di amore. Partite da Milano nel 1164, le reliquie dei Magi, scortate dall’Arcivescovo di Colonia Reinald von Dassel, superarono le Alpi per giungere a Colonia dove furono accolte con grandi manifestazioni di giubilo. Peregrinando per l’Europa, tali reliquie hanno lasciato tracce evidenti, che ancor oggi sussistono nella toponomastica e nella devozione popolare. Per i Re Magi gli abitanti di Colonia hanno fatto fabbricare il reliquiario più prezioso dell’intero mondo cristiano e, come se ciò non bastasse, hanno elevato su di esso un reliquiario ancora più grande, questa stupenda cattedrale gotica che, dopo le ferite della guerra, è tornata ad offrirsi agli occhi dei visitatori in tutto lo splendore della sua bellezza.

Con Gerusalemme la "Città Santa", con Roma la "Città Eterna", con Santiago di Compostela in Spagna, Colonia, grazie ai Magi, è divenuta nel corso dei secoli uno dei luoghi di pellegrinaggio più importanti dell’Occidente cristiano. Colonia non è, tuttavia, soltanto la città dei Magi. Essa è profondamente segnata dalla presenza di tanti santi che, mediante la testimonianza della loro vita e la traccia lasciata nella storia del popolo tedesco, hanno contribuito alla crescita dell’Europa su radici cristiane. Penso in modo particolare ai martiri ed alle martiri dei primi secoli, come la giovane Sant’Orsola e le sue compagne che, secondo la tradizione, furono martirizzate sotto Diocleziano. E come non evocare San Bonifacio, l’apostolo della Germania, che di Colonia fu eletto Vescovo nel 745 con il consenso del Papa Zaccaria? Ma a questa città è legato anche il nome di Sant’Alberto Magno, il cui corpo riposa qui vicino, nella cripta della chiesa di Sant’Andrea.
A Colonia fu discepolo di Alberto Magno San Tommaso d’Aquino, il quale poi vi fu anche professore. Senza dimenticare il beato Adolph Kolping -morto a Colonia nel 1865 -, che da calzolaio si fece sacerdote e fondò numerose opere sociali, soprattutto nel campo della formazione professionale. Venendo più vicino a noi, il pensiero va a Edith Stein, eminente filosofa ebrea del XXº secolo, che entrò nel Carmelo di Colonia con il nome di Teresa Benedetta della Croce, e morì nel campo di concentramento di Auschwitz. Il Papa Giovanni Paolo II l’ha canonizzata e dichiarata Compatrona dell’Europa con Santa Brigida di Svezia e Santa Caterina da Siena.

Con questi e con tutti gli altri santi, noti e ignoti, noi scopriamo il volto più intimo e più vero di questa città e prendiamo coscienza del patrimonio di valori che ci è stato consegnato dalle generazioni cristiane che ci hanno preceduto. È un patrimonio molto ricco. Spetta a noi esserne all’altezza. È una responsabilità che le pietre stesse degli antichi edifici della città ci ricordano. Sui valori spirituali, del resto, è possibile attivare una comprensione reciproca tra gli uomini e i popoli, tra culture e civiltà anche diverse. Rivolgo in questo contesto un caloroso saluto ai rappresentanti delle diverse confessioni cristiane e delle altre religioni. Tutti ringrazio per la loro presenza a Colonia in occasione di questo grande raduno, sperando che esso possa segnare un progresso sulla via della riconciliazione e dell’unità tra gli uomini. Colonia infatti non ci parla solo di Europa, ma ci apre all’universalità della Chiesa e del mondo.

È qui che uno dei tre Magi è stato visto come un re moro, e quindi come il rappresentante del continente africano. Qui, secondo la tradizione, sono morti martiri san Gereone e compagni, della legione tebana. Indipendentemente dall’attendibilità strettamente storica di tali tradizioni, il culto fiorito nei secoli verso questi santi testimonia l’apertura universalistica dei fedeli di Colonia e, più in generale, della Chiesa cresciuta in Germania in virtù dell’azione apostolica di San Bonifacio. Questa apertura è stata confermata, in tempi recenti, da grandi iniziative caritative quali "Misereor", "Adveniat", "Missio" e "Renovabis". Nate anch’esse a Colonia, queste opere rendono presente la carità di Cristo in tutti i continenti. Ora siete qui voi, giovani del mondo intero, rappresentanti di quei popoli lontani che riconobbero Cristo attraverso i Magi e che furono riuniti nel nuovo Popolo di Dio, la Chiesa, che raccoglie uomini e donne di ogni cultura.

A voi oggi il compito di vivere il respiro universale della Chiesa. Lasciatevi infiammare dal fuoco dello Spirito, affinché una nuova Pentecoste rinnovi i vostri cuori. Mediante voi, i vostri coetanei di ogni parte della terra giungano a riconoscere in Cristo la vera risposta alle loro attese e si aprano ad accogliere il Verbo di Dio incarnato, che è morto e risorto per la salvezza del mondo.

© Copyright 2005 - Libreria Editrice Vaticana