CHIESA IN ITALIA

Si è aperto ieri in Toscana
il nono "Convegno nazionale dei direttori degli Uffici diocesani per la pastorale sanitaria" sul tema: «La presenza ecclesiale nella fragilità dopo Verona 2006».

RITAGLI    Betori: sanità, tutelare sempre la dignità umana    DOCUMENTI

Dalla prossimità al malato, alla bioetica, al testamento biologico,
nell’intervento del segretario Cei.
Merisi: cattolici, agire concordi.

Da Chianciano Terme (Siena), Massimo Benicchi
("Avvenire", 27/6/’07)

È una sfida decisiva per la missione evangelizzatrice della Chiesa italiana, quella posta dai tempi che stiamo vivendo. Ed il servizio ai malati e ai sofferenti è parte integrante e fondamentale di tale missione. Nell'intervento che ieri a Chianciano Terme ha aperto il nono "Convegno nazionale dei direttori degli Uffici diocesani per la pastorale della sanità", il segretario generale della "Conferenza episcopale italiana", il vescovo Giuseppe Betori, ha sottolineato le sfide e le domande che il mondo della salute pone alla comunità cristiana, esprimendo la gratitudine della Chiesa italiana per quanti si spendono per testimoniare la carità in questo delicato e fondamentale settore.
«Si richiedono risposte intelligenti e forti, scelte chiare e coraggiose - ha detto Betori - sia per arginare la progressiva "erosione" della tradizione cristiana e l'incalzare del relativismo, sia per ricucire lo "iato" tra la fede e la vita che rischia di ridurre all'insignificanza l'annuncio di Cristo». Una sfida che gli uffici diocesani raccolgono e rilanciano quotidianamente, «incontrando e, in molti casi, stimolando o condizionando, il naturale processo di rinnovamento interno alla realtà ecclesiale».
Insomma, un'ottica di dialogo e di confronto con le trasformazioni in atto. Ed alle esigenze di accompagnamento e sostegno delle persone che vivono situazioni critiche di fragilità o di infermità si aggiungono sfide «nuove sul fronte della ricerca "bio-medica", delle applicazioni terapeutiche e delle ricadute sociali e legislative, senza dimenticare i problemi legati alla distribuzione delle risorse e la regionalizzazione della sanità». Non ultimo il tema del cosiddetto testamento biologico, che «rischia di costituire - ha sottolineato ancora Betori - o almeno così noi lo viviamo, il primo passo verso la cultura della eutanasia».
Sul tema della fragilità, del resto, si pone la riflessione di questo appuntamento «La presenza ecclesiale nella fragilità. Prospettive per la pastorale sanitaria dopo Verona» che raccoglie e rilancia contenuti e metodi emersi nell'ultimo "Convegno ecclesiale nazionale". E nel presentare il nuovo direttore dell'"Ufficio nazionale Cei" - don Andrea Manto subentrato a monsignor Sergio Pintor, divenuto vescovo di Ozieri - il segretario generale della Cei ha accennato alle urgenze presenti, che vanno dalla «costruzione di una cultura della salute e dell'assistenza sanitaria che tuteli e promuova la dignità dell'uomo, all'incremento del numero e della qualificazione degli operatori pastorali».
Temi ripresi dal vescovo di Lodi,
Giuseppe Merisi, delegato per la sanità della "Commissione episcopale carità e salute", che si è soffermato sulla necessità di «implementare i tavoli regionali della sanità cattolica», coordinare e meglio collegare le diverse realtà, in particolare quelle associative e più in generale «tutte le espressioni della presenza ecclesiale nella sanità», per renderla più fruttuosa ed incisiva.
Scendendo nel concreto della realtà diocesana cui è riservato l'incontro nella cittadina termale toscana, Merisi ha parlato di metodo, di pastorale integrata e di come far fruttare l'esperienza maturata a
Verona. «Certo - ha proseguito - è necessario un ufficio diocesano, una commissione», insomma livelli di organizzazione, ma gli ambiti e le opportunità di intervento non possono restare isolati tra loro. Ogni realtà, che sia parrocchiale o di presidio medico-ospedaliero, per quanto piccola, grazie alla ricerca e strutturazione di spazi, "forum" e quant'altro, può diventare elemento essenziale della formazione ed espressione dell'impegno e della credibilità dei laici, snodo «storico» delle future sfide. E siamo appena al primo dei tre giorni di lavori.