MISSIONE CINA

Al via un anno di iniziative,
per scoprire il volto autentico del Paese che ospiterà le "Olimpiadi":
è la proposta del "Pontificio Istituto Missioni Estere",
presente nell’ex "Celeste Impero" dal 1858.

RITAGLI    Con il "Pime" la Cina è vicina:    SPAZIO CINA
150 anni nel cuore di un popolo

I Missionari del Pime, insieme al Card. Zen, nella Cattedrale di Hong Kong...

Mostre, libri ed esperti a disposizione di chi vuole saperne di più.
Con l’invito a sostenere progetti di solidarietà verso i cristiani cinesi.

Da Milano, Giorgio Bernardelli
("Avvenire", 8/2/’08)

Un anno di iniziative per «avvicinarsi» alla Cina. Perché il grande "gigante asiatico" in questi mesi sarà sotto gli occhi di tutti per le "Olimpiadi".
Ma anche perché nel 2008 ricorrono i "150 anni" dall’arrivo a
Hong Kong dei primi missionari del "Pime" ("Pontificio Istituto missioni estere"). Si spiega così il programma «La Cina di oggi, la Cina di ieri», presentato dal "Centro di cultura e attività missionaria" del "Pime" di Milano. Una serie di strumenti messi a disposizione di centri culturali, parrocchie, istituzioni e singoli per provare a cogliere dall’interno la complessità di una realtà dai molti volti. Proprio la lunga storia dei rapporti del "Pime" con la Cina può offrire una "bussola" preziosa. A partire da quel 10 Aprile 1858, quando Padre Paolo Reina per primo sbarcò a Hong Kong. Aprendo un cammino che – pur nelle difficoltà di una storia travagliata – è sempre stato all’insegna dell’amicizia verso il popolo cinese. «A Hong Kong – ha detto durante la "conferenza stampa" di presentazione Padre Gianni Criveller, missionario nell’ex colonia britannica – in Aprile ricorderemo questi "150 anni" con una "tavola rotonda", alla quale saranno presenti anche studiosi cinesi. Inoltre stiamo preparando un libro che ricostruisce alcune pagine fondamentali di questa storia». Non si tratta – però – solo di celebrare.
Ed ecco allora il "pacchetto" di iniziative pensate per l’Italia. «Si parla tanto degli aspetti economici e politici della Cina, molto meno della sua cultura e della sua società – ha spiegato il direttore editoriale del mensile "Mondo e Missione",
Gerolamo Fazzini – . Noi vogliamo porci in un atteggiamento di "simpatia preventiva".
Che non esime dalla "denuncia", ma guarda anche alle potenzialità».
È il senso – ad esempio – del "servizio speciale" del numero di questo mese di "Mondo e Missione", in cui
Ilaria Maria Sala racconta l’opera di una generazione di attivisti per i diritti umani che sta lavorando per cambiare dal basso questo grande Paese. È il senso dei missionari, dei giornalisti e degli esperti che il "Pime" mette a disposizione delle realtà locali che lo desiderino per serate di approfondimento sulla Chiesa e la società in Cina. Il programma prevede inoltre alcuni importanti "strumenti" culturali: i reperti in mostra presso il "Museo Popoli e Culture" di Via Mosé Bianchi, a Milano; la mostra «Cina perduta nelle fotografie di Leone Nani», missionario fotografo che ha ritratto l’ex "Celeste Impero" di inizio Novecento (l’esposizione farà tappa a Verona agli "Scavi Scaligeri" dal 23 Febbraio al 4 Maggio prossimi); i 2.500 titoli tra libri e riviste sulla Cina consultabili nella "Biblioteca" del "Centro" di Milano (il catalogo è "on line" sul sito www.bibliowin.it/pime).
Infine c’è la proposta di alcuni progetti di solidarietà per una vicinanza concreta con i cristiani e con la gente della Cina: "case-famiglia" per disabili mentali a Guangzhou, un’iniziativa di arte cristiana a Pechino e il restauro di una Chiesa cattolica a Shunde. Per ulteriori informazioni sulla proposta "Cina 2008" del "Pime" è possibile telefonare al numero 02/43.822.317 o inviare una "e-mail" all’indirizzo:
mondoemissione@pimemilano.com.

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Cina e diritti: la lunga marcia

Gerolamo Fazzini
("Mondo e Missione", Febbraio 2008)

Sempre più spesso, i "media" italiani si occupano di Cina, in genere per descriverne lo straordinario sviluppo economico e denunciarne i gravi problemi (politici, sociali, ambientali) tuttora irrisolti. Di rado, però, salvo occasioni contingenti, si dà spazio al racconto di come la Cina sta cambiando dal basso.
Lo "Speciale" che state per leggere parte precisamente da questa insolita prospettiva, cara a quanti - come i missionari - hanno scelto, non da oggi, di rapportarsi a quel Paese in termini di «simpatia preventiva». E presenta il «nuovo che avanza» in Cina raccontando le storie dei tanti attivisti, dissidenti, sindacalisti che si stanno impegnando per condurre il loro Paese a un progresso degno di essere accompagnato dall’aggettivo "umano". Si tratta di figure molto diverse fra loro; ne ignoriamo, in molti casi, la fede religiosa. Ci basta sapere che, per usare una terminologia cara al "Concilio Vaticano II", si tratta di «donne e uomini di buona volontà».
A condurci in questo viaggio non privo di sorprese è
Ilaria Maria Sala, giornalista di "razza" e rara competenza. Bolognese, laureata in cinese e studi religiosi a Londra, ha vissuto negli ultimi quindici anni a Pechino, Tokyo e Hong Kong, dove è presidente del "Club dei corrispondenti stranieri". Collabora con "Le Monde", "Il Sole 24 Ore", "Diario" e altre testate. I lettori di "Mondo e Missione" la conoscono per "Il Dio dell’Asia", un suo libro recente ("Il Saggiatore", 2006), viaggio tra i credenti delle varie fedi del continente. Ma Ilaria Maria Sala - che da tempo si occupa dei "fermenti" della società civile cinese - dieci anni prima aveva tradotto "Rivoluzione e democrazia" di Wei Jingsheng, noto "dissidente" cinese ("Manifestolibri", 1996).
Siamo convinti che le pagine che seguono restituiranno al lettore uno sguardo diverso - più partecipe, ottimista senza ingenuità - sul futuro della Cina e del suo popolo.