IN VIAGGIO…

«Il "mondo" non vuole conoscere Dio, per non essere disturbato dalla sua "volontà",
e perciò non vuole ascoltare i suoi "ministri"; questo potrebbe metterlo in "crisi"»
(
Benedetto XVI, "Omelia per l’Ordinazione di 19 Diaconi", 3 Maggio 2009).

RITAGLI     Gerusalemme col cuore dei "giovani"     TERRA SANTA

Perché i luoghi del "Vangelo" attirano un numero crescente di "gruppi"?
La "Terra Santa" riporta la "fede" dentro la "storia".
E colpisce chi è disposto a cercare l’"essenziale".

Betlemme, al confine tra Israele e Palestina! Bambini palestinesi in preghiera, nella Cappella di Santa Caterina, all’interno della Basilica della Natività, a Betlemme... Geusalemme, vista dalla spianata del tempio!

Giorgio Bernardelli
("Avvenire", 5/5/’09)

Perché un Papa che parte per la "Terra Santa" è una notizia che riguarda anche i "giovani"? Vale assolutamente la pena di porsi una domanda del genere, in questi ultimi giorni che precedono il viaggio che Benedetto XVI – da Venerdì 8 a Venerdì 15 – compirà nei luoghi dove Gesù è vissuto. Una prima risposta è molto semplice: quando un Papa va in "Terra Santa" compie un gesto che non è solo "suo"; in qualche modo è tutta la "Chiesa" ("giovani" compresi) a essere chiamata a rimettere al centro le sue origini. Benedetto XVI va a Nazareth, a Betlemme, sul Giordano, a Gerusalemme e – attraverso i suoi passi – noi riscopriamo che i posti di cui sentiamo parlare nei "Vangeli" non sono riferimenti "mitici": sono luoghi ben precisi. E questo ci aiuta a ricordare che essere "cristiani" non è tanto fare qualcosa, ma essere testimoni di una "storia" – quella di Gesù, appunto – che si è svolta davvero in un certo luogo e in un certo tempo. C’è, però, anche una seconda risposta, che tocca più direttamente il "popolo" delle "Gmg": il viaggio del Papa riguarda i "giovani" perché la "Terra Santa" è una meta "giovane". Sono tanti i gruppi di ragazze e ragazzi che ogni anno dalle nostre "Parrocchie" si mettono in viaggio verso Gerusalemme. È un dato di fatto, ma, in un certo senso, è anche una "necessità". Perché è vero: per tutti un viaggio in "Terra Santa" è un’esperienza importante. Ma se c’è qualcuno a cui questo "cammino" può parlare in maniera privilegiata sono proprio i giovani. Quello sulle "orme" di Gesù, infatti, non può essere un viaggio "tranquillo", un itinerario per gente già "arrivata"; è un percorso per chi vuole lasciarsi "stupire", per chi vuole mettersi in ascolto della "Parola di Dio", per chi vuole lasciarsi almeno un po’ cambiare dalla novità del "Vangelo". È il viaggio del "giovane" Charles de Foucauld che, dopo avere percorso queste strade, deciderà che la sua vita dovrà essere «come quella di Gesù a Nazareth». Oppure quello del "pellegrino" Angelo Roncalli, giovane Sacerdote della "Diocesi" di Bergamo, che già nel 1906 al "Santo Sepolcro" rimane colpito dallo spettacolo "desolante" della divisione tra i "cristiani" e prega con le parole «un solo gregge, un solo pastore». Due esempi di che cosa la "Terra Santa" può trasmettere a chi sa ascoltarla con la libertà di un cuore "giovane". C’è, infine, un terzo volto di questo viaggio di Benedetto XVI particolarmente caro al "pianeta giovani": oggi non è possibile percorrere le strade della "Terra Santa" senza incrociare la sua profonda sete di "pace". E Gerusalemme è una scuola esigente su questo grande "ideale". Perché, nonostante la sua apparente normalità, questa città ti porta a toccare con mano le "ferite" del lungo "conflitto" che divide israeliani e palestinesi. Anche se le strade dei "pellegrini" restano ben lontane dai "fronti" più caldi, il "conflitto" lo avverti comunque nelle sofferenze quotidiane delle persone che incontri. In "Terra Santa" capisci che in una "guerra" il dolore non abita mai esclusivamente da una parte o dall’altra. E impari ad andare al di là delle "ricette" facili. Perché la "pace" costa fatica: non viene da sola, occorre prima essere disposti a pagare un prezzo per costruirla.
«Amate i vostri nemici e pregate per coloro che vi perseguitano»: questa è la "pace" di cui parla Gesù. Sulle "orme" di Colui che qui è entrato nella nostra "storia"; disposti a lasciarsi cambiare dalla sua "Parola"; pronti ad accettare la fatica necessaria per costruire un mondo di "pace": è con questo spirito che ogni gruppo di "giovani" si accosta alla "Terra Santa". Chissà che, sulla scia del Papa, qualcun altro non decida presto di mettersi in "cammino".