IL DOCUMENTO

RITAGLI     Il "Compendio" sulla "Lettera" del 2007     SPAZIO CINA
strumento per costruire l’unità

In 23 domande e risposte,
una «guida» per comprendere le parole inviate dal Pontefice
ai "cattolici cinesi".
Tra le questioni affrontate, anche le nomine dei Vescovi
e il dialogo tra "Santa Sede" e Governo.
Particolarmente forte il richiamo a fare di più per la "riconciliazione".

Giorgio Bernardelli
("Avvenire", 27/5/’09)

La "Lettera" del Papa ai cattolici cinesi del Giugno 2007 riformulata attraverso 23 domande e risposte molto efficaci. Con l’obiettivo di proporre con estrema chiarezza quello che Benedetto XVI pensa riguardo «alle domande che di frequente sono sollevate dai cattolici». È decisamente qualcosa di più che un riassunto il "Compendio" annunciato dalla "Sala Stampa" della "Santa Sede" e diffuso Domenica in inglese e in cinese dal "sito" vaticano. Interessante l’obiettivo: «aiutare a comprendere i punti principali della "Lettera" del Papa». Un’espressione che dice la particolare attenzione della "Santa Sede" verso i cattolici cinesi. Ma dice anche la preoccupazione per alcune ambiguità che permangono nella comunità, soprattutto sul tema dei rapporti con l’"Associazione Patriottica". Ecco allora il motivo di questa ripetizione in una forma ancora più chiara del "Messaggio" lanciato ormai quasi due anni fa. Le domande sono infatti molto dirette: qual è la visione del Papa rispetto al dialogo tra la "Santa Sede" e il Governo cinese? Come guarda il Papa alle tensioni e alle divisioni o alla «situazione dolorosa delle notevoli differenze che coinvolgono i fedeli "laici" e i loro "Pastori"»? Il processo di riconciliazione comporta la necessità di aderire alla comunità cattolica ufficialmente "registrata"? Che cosa pensa il Papa sulle nomine dei Vescovi in Cina?
Su tutti questi punti il "Compendio" non dice ovviamente nulla di nuovo: si limita a riproporre i brani scritti su questi argomenti da Benedetto XVI nella "Lettera". Per cui, ad esempio, si ribadisce che «la normalizzazione dei rapporti con la "Repubblica Popolare Cinese" richiede tempo e presuppone buona volontà da entrambe le parti». Ma non è espressione di una comunità che «ricerca privilegi» e può compiersi solo attraverso l’accettazione del legame tra i cattolici cinesi e la Chiesa universale.
C’è però una "nota esplicativa" interamente nuova molto interessante nella risposta alla "Domanda 9", quella sulle tensioni e divisioni interne alle due "anime" dei cattolici cinesi. Il "Compendio" chiede di fare di più sulla strada della "riconciliazione". «Il Papa – si legge in questa "nota" – riconosce che la "riconciliazione" è come un viaggio che non può compiersi in una sola notte. Tuttavia sottolinea che i passi che vanno compiuti su questa strada sono necessari e urgenti e quindi non possono essere rinviati a causa (o con la scusa) delle difficoltà richieste per il superamento di posizioni e vedute personali. I tempi e i modi potranno variare a seconda delle situazioni locali, ma l’impegno alla "riconciliazione" non può essere abbandonato». Un passaggio in cui è facile leggere l’eco delle tensioni di questi ultimi mesi, dopo le celebrazioni per i 50 anni dell’"Associazione Patriottica".