LA TRAGEDIA ASIATICA

Oltre 3,2 milioni di bengalesi sono stati sfollati.
La capitale e molte altre città sono ancora senza energia elettrica.
Interrotte ovunque le comunicazioni.

RITAGLI    Bangladesh: «Le vittime sono migliaia»    MISSIONE BANGLADESH

Cifre catastrofiche: già recuperati quasi 2.400 cadaveri.
Le autorità di Dacca:
«Nessuna informazione da molte aree remote e oggi inaccessibili».
Non si contano i feriti e i senzatetto. Distrutte dai venti vaste aree coltivate.

Francesca Bertoldi
("Avvenire", 18/11/’07)

Era una casa, ora è solo un ammasso di lamiere contorte. Non è la sola: qui – tra i sopravvissuti alla catastrofe che si aggirano sperduti, cercando di recuperare le poche cose ancora salvabili– sorgeva un intero villaggio. Povero finché si vuole, ma comunque era «casa», un rifugio, un tetto. L’intero paesaggio della costa meridionale del Bangladesh è sconvolto. Come se una gigantesca mano si fosse abbattuta, stritolando tutto, portandosi via tutto: vite, affetti, case. "Sidr", il ciclone, ha spazzato tutto quello che incontrava sulla sua rotta. Seminando morte e distruzione. A due giorni dal disastro ambientale che ha colpito il Bangladesh una cosa sola è certa: che i primi bilanci della tragedia sono tristemente, desolatamente, parziali. Si parla per ora di quasi 2.400 morti accertati, ma si sa che tanti sono i "buchi neri" e che quelle cifre aumenteranno. A Ginevra, come riporta l’agenzia "AsiaNews", l’Ufficio "Onu" per il "Coordinamento degli aiuti umanitari" ha fatto sapere che un migliaio di pescatori sono dati per dispersi. Interi villaggi poi sono ormai irraggiungibili, villaggi dai quali non arriva alcuna informazione e che sono tagliati fuori dal resto del Paese. Già ieri mattina le autorità di Dacca avevano avvertito: i soccorritori – l'esercito e i volontari – non sono ancora riusciti a raggiungere le zone dove il tifone ha spazzato via villaggio dopo villaggio, casa dopo casa. «Ci aspettiamo che nei prossimi giorni si scoprano migliaia di cadaveri», ha detto il vice-responsabile dell’ufficio gestione emergenze, Shekhar Chandra Das. «Non siamo stati in grado – ha continuato – di avere informazioni da molte aree remote e spesso inaccessibili a causa dell’interruzione delle linee di comunicazioni». Migliaia sono i feriti e i senzatetto e vaste aree coltivate sono andate distrutte.
Sidr ha scaricato la sua furia con venti che hanno raggiunto la velocità di 250 chilometri orari nella notte tra giovedì e venerdì. È l’ultima emergenza in ordine di tempo in un Paese tra i più poveri al mondo. Già nel mese di agosto, il Bangladesh è stato sommerso, per una buona fetta del suo territorio, dalle alluvioni. L’"Unione europea", due giorni fa, ha stanziato un milione e mezzo di euro in aiuti alle popolazioni colpite. L’Italia, ha promesso il Presidente del Consiglio, Romano Prodi, «farà tutto il possibile per offrire un aiuto concreto alle popolazioni colpite». Il Ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, ha fatto sapere ieri di avere disposto, per il tramite della direzione generale per la "Cooperazione allo Sviluppo", l’invio di aiuti urgenti.
Oltre 30mila volontari sono stati mobilitati dalla "Mezzaluna rossa" locale: servono viveri, medicinali e compresse per rendere potabile l’acqua. «La tempesta generata dal ciclone – ha riferito ad "AsiaNews" Akhila D’Rozario, direttore della "Caritas" per la "Gestione dei disastri" – ha distrutto i raccolti nelle zone inondate; le comunità di pescatori e di lavoratori giornalieri sono quelle più esposte: hanno perso la loro unica fonte di guadagno e la maggior parte è così povera che non ha nessun tipo di provvista alimentare in casa». Tra le realtà impegnate negli aiuti alla popolazione, vi è la "Caritas Bangladesh" con il suo "partner" locale "Catholic Relief Services".
«Volontari e operatori sanitari – rende noto l’organizzazione – sono al lavoro 24 ore su 24 per quantificare i danni e stabilire i campi in cui intervenire. Con le linee di comunicazione interrotte e la mancanza di elettricità, tutto però diventa più difficile, mentre alcune aree devono ancora essere raggiunte». Il "Programma alimentare mondiale" ("Pam") ha deciso l’invio di 98 tonnellate di biscotti a elevato contenuto calorico, sufficienti a soddisfare il fabbisogno di 400mila persone per tre giorni. Il tifone, di categoria "quattro" poi declassato due giorni fa a tempesta tropicale, era stato preceduto da un’onda di piena che si è abbattuta su almeno tre città lungo il litorale del Golfo del Bengala: Patuakhali, Barguna e Jhalakathi. Oltre 3,2 milioni di persone sono state fatte sfollare. La capitale Dacca e molte altre città sono ancora senza energia elettrica.