DOPO IL CICLONE

Saranno nove i distretti interessati.
Prevista la costruzione di nuovi rifugi, per scongiurare perdite come quelle causate da «Sidr».
Anche il "Pime" in prima linea: raccolti 50mila euro.

RITAGLI    In Bangladesh    MISSIONE BANGLADESH
un piano per battere l’emergenza

Dalla "Caritas" aiuti per 6,5 milioni di euro.
Non solo beni di prima necessità: si lavora per prevenire altre tragedie.

Bangladesh: poveri in fila per comprare il riso a minor costo...

Francesca Bertoldi
("Avvenire", 30/11/’07)

Si sono spenti i riflettori "mediatici" sulla tragedia, ma non l’impegno di chi sta lavorando alla ricostruzione del Bangladesh. Anche perché, come ha avvertito l’"Unicef", i numeri della catastrofe provocata dal ciclone "Sidr" sono impressionanti: 7 milioni le persone colpite, di queste 2,6 sono bambini. «La distruzione di raccolti, infrastrutture e mezzi di sussistenza delle popolazione è totale», ha dichiarato Louis Georges Arsenault, rappresentante "Unicef". Secondo le "Nazioni Unite", nei 30 distretti investiti dal tifone vi sono più di 1,5 milioni di sfollati. Inoltre «le fonti idriche delle aree costiere risultano contaminate da acqua salmastra, cadaveri e detriti e quindi inutilizzabili». La "Caritas" ha messo a punto un piano in tre fasi per affrontare l’emergenza in nove distretti: Khulna, Bagerhat, Satkhira, Barguna, Potuakhali, Barisal, Gopalganj, Madaripur e Chittagong.
L’impegno economico per gli aiuti è pari a 6,5 milioni di euro. Nella prima fase – che durerà per 34 mesi – verranno distribuiti a 51mila famiglie aiuti alimentari (riso, legumi, olio di soia, sale da cucina ed alimenti ad alto valore nutrizionale per i più piccoli o debilitati) e generi di prima necessità non alimentari (teli di plastica, utensili per cucina, zanzariere, vestiario, coperte, lenzuola, saponi).
Inoltre a 18mila famiglie sarà data l’opportunità di lavorare direttamente nei progetti in atto e si provvederà alla distribuzione di sementi, utensili agricoli, utensili per la "piscicoltura" e per l’allevamento di pollame a circa 4.500 famiglie. Nella seconda fase, di ricostruzione e riabilitazione, oltre 24mila famiglie riceveranno generi di conforto essenziali alla ripresa delle normali attività quotidiane, verranno ricostruite o ristrutturate abitazioni e annessi servizi igienici per 10mila famiglie, saranno riparate o ricostruite 57 scuole.
Infine la terza fase riguarda un piano di prevenzione di futuri disastri, con la costruzione di altri 50 rifugi "anticiclone" – che si aggiungono ai 200 già esistenti – di cui potranno beneficiare 100mila persone, utilizzandoli anche come centri comunitari, una volta passata la fase di emergenza.
Anche il
"Pime" è in prima linea nella ricostruzione: la "Campagna" lanciata per la raccolta di fondi ha raggiunto quota 50mila euro. Il "Pime" sta lavorando in alcuni villaggi del sud, la zona interessata dal disastro, in coordinamento con i "Missionari Saveriani" di Khulna.