L’ARCIPELAGO IN GINOCCHIO

Sulla "terraferma" si contano almeno 224 morti e 374 dispersi.
In alcune aree mancano cibo e acqua potabile.

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«Nessun segno di vita sul traghetto affondato»: solo 32 i "superstiti".

Il traghetto Princess of Stars, affondato nelle Filippine! Mamma e bimbo cercano aiuto tra le acque... In fuga disperati, nella furia del tifone Fengshen... Passeggeri sopravvisssuti, tratti in salvo dal traghetto!

Francesca Bertoldi
("Avvenire", 24/6/’08)

Una tragedia nella tragedia. Quello stesso tifone "Fengshen" (chiamato anche "Frank") che ha spazzato con violenza le coste delle Filippine, seminando morte e distruzione, ha anche " inghiottito" un traghetto che trasportava più di ottocento persone. I "superstiti" sono appena una trentina.
La "Marina" delle Filippine ha "spento" le speranze che vi siano tra i passeggeri altri sopravvissuti: «Abbiamo raggiunto lo scafo al largo dell’isola di Sibuyan, semi-affondato, abbiamo battuto su di esso nella speranza di ottenere risposte. Purtroppo non abbiamo sentito nulla», ha detto un "portavoce".
E sulla "terraferma", colpita da frane e inondazioni, sono già 224 le vittime accertate e 374 i dispersi. In nottata (lunedì mattina nelle Filippine) la radio locale "Dzbb" ha dato notizia del ritrovamento di 32 naufraghi vivi. Si tratta di un gruppo composto in gran parte da uomini – fra essi nove membri dell’equipaggio – giunti a bordo di un canotto di salvataggio presso la località di Mulanay, nella penisola di Bondoc, oltre 24 ore dopo l’affondamento della nave. Il traghetto, il
"Princess of the Stars", con a bordo 724 passeggeri e 121 membri d’equipaggio, secondo dati forniti dall’armatore, è affondato (nella notte fra sabato e domenica in Italia) a pochi chilometri al largo di Sibuyan, nelle Filippine centrali. Era in navigazione fra Cebu e Manila. Sembra che si sia rovesciato per la forza delle onde, dopo essere andato alla deriva a causa di una avaria al motore. I naufraghi hanno avuto pochi minuti per abbandonare la nave ed è stato molto difficile, a causa della tempesta, portare loro soccorso. A bordo c’erano anche 20 bambini e 30 neonati.
«Molti di noi sono saltati giù, ma le onde erano enormi e diluviava», ha raccontato a una radio locale uno dei "superstiti". «C’è stato solo un annuncio col megafono, circa 30 minuti prima che il traghetto si rovesciasse su un fianco. Ho visto che le persone anziane venivano lasciate sulla nave», ha detto il naufrago. La Presidente filippina Gloria Arroyo – a cui è arrivato il messaggio di solidarietà del Presidente italiano, Giorgio Napolitano – ha chiesto che venga condotta un’inchiesta per capire come sia stato possibile che, malgrado le condizioni proibitive del mare, sia stato permesso al traghetto di salpare. «Voglio risposte certe», ha detto Arroyo, dall’aereo che la portava negli Stati Uniti per una visita di dieci giorni, rivolgendosi alla protezione civile e alla guardia costiera.
Il governo ha deciso di sospendere l’attività di tutte le navi della compagnia "Sulpicio Lines", considerata – hanno detto fonti governative – l’unica «responsabile» del naufragio. Il traghetto avrebbe dovuto impiegare 22 ore per coprire il tragitto da Cebu a Manila. Al momento della partenza c’era già una situazione di allarme per il tifone "Fenghsen" – dal nome di un "dio del vento" cinese – con venti che soffiavano a 150 chilometri all’ora. La "Croce Rossa" ha fornito intanto un bilancio aggiornato delle vittime sulla "terraferma": almeno 224 morti e 374 dispersi per inondazioni e frane in tutto il Paese. La provincia più colpita è quella di
Iloilo, dove il tifone si è abbattuto con particolare violenza ieri. I morti sono, in questa zona, un centinaio. Molti villaggi sono stati completamente sommersi dai fiumi in piena. In alcune aree mancano cibo e acqua potabile. «Iloilo è come un oceano. È il peggior disastro della nostra storia», ha detto il governatore, Neil Tupaz.
Altre vittime si sono avute nelle regioni di Romblon, Cotabato, Capiz e sull’isola di Mindanao, nel Sud. Nell’isola di Negros 63mila persone sono state evacuate. Domenica il tifone "Fenghsen" aveva deviato il suo cammino raggiungendo Manila, sulla quale si sono abbattute piogge torrenziali e dove si sono verificati numerosi "tagli" dell’elettricità e sono stati annullati voli interni e internazionali.