P. de Bérulle
In questo tempo sacro, la vergine rimane in silenzio. È la sua condizione, la sua strada, la sua vita. Una vita di silenzio che adora la Parola eterna. Vedendo davanti ai suoi occhi, nel suo grembo, fra le sue braccia, la Parola sostanziale del Padre, muta e ridotta al silenzio dalla condizione dell’infanzia, Maria entra in un silenzio nuovo e ne è trasformata sull’esempio del Verbo incarnato che è suo figlio, il suo Dio e il suo unico amore. E la sua vita trascorre così di silenzio in silenzio, dal silenzio dell’adorazione al silenzio che fa di lei una nuova creatura, mentre il suo spirito e i suoi sensi concorrono a formare e perpetuare in lei questa vita di silenzio... Essa tace, affascinata dal silenzio del suo figlio Gesù. Uno dei frutti sacri e divini del silenzio di Gesù, è la vita silenziosa della sua santissima madre; un silenzio umile e profondo, che adora la sapienza incarnata con maggior santità e con maggior eloquenza di tutte le parole degli uomini e degli angeli... Mentre Gesù vive la sua condizione di infanzia e di silenzio, è straordinario notare come tutti parlino, tranne Maria... Gli angeli ne parlano, fra loro e ai pastori, e Maria rimane in silenzio. I pastori accorrono e parlano, e Maria rimane in silenzio... Maria offre, dona, riceve e porta con sé il proprio figlio in silenzio; tanto grande è la forza e l’influenza segreta del silenzio di Gesù sullo spirito e sul cuore della Vergine, da tenerla potentemente e divinamente occupata e rapita in silenzio.