IL PERSONAGGIO

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Una biografia e l’epistolario riportano in primo piano, anche in Italia,
la figura della Delbrêl:
missionaria nei quartieri periferici e «rossi» della Parigi del "dopoguerra",
modello di una presenza silenziosa, ma irriducibile,
negli ambienti della "scristianizzazione".

MADELEINE DELBREL (1904-1964).

Enzo Bianchi
("Avvenire", 5/3/’08)

Anche nel vissuto ecclesiale, come in quello delle società, ci sono stagioni che mutano, tempi propizi e momenti più travagliati. E nella Chiesa, come nella società, ci sono persone che sanno anticipare le svolte e "precorrere" i tempi, magari pagando lo "scotto" del loro discernimento anticipato e della fedeltà a un’intuizione, così come ci sono quelle che invece fiutano il vento che tira e si affrettano a correggere la "rotta" secondo convenienza.
Madeleine Delbrêl è una di queste figure "precorritrici", capace in tutta semplicità di gesti e parole profetiche, salda nell’umile consapevolezza di non cercare altro che la volontà di Dio nell’oggi della storia. Figura conosciuta solo da una ristretta "cerchia" di persone al momento della sua morte nel 1964, la pubblicazione di tre libri "postumi" tra il 1966 e il 1973 ha segnato un progressivo dilatarsi di interesse nei suoi confronti, fino a raggiungere anche gli ambienti della Chiesa italiana in quegli anni dell’immediato "post-Concilio". Poi, almeno in Italia, una sorta di "letargo". Una ventina d’anni fa il vescovo di Créteil decide l’apertura del processo di beatificazione di Madeleine, che condurrà la "Congregazione per le cause dei santi" a proclamarla «serva di Dio» nel 1996.
Nata in Dordogna il 24 ottobre 1904, alla fede Madeleine giungerà in modo imprevedibile. Arriverà nel 1933 a Ivry, negli ambienti atei e comunisti della periferia parigina: «Senza segreti, né nulla da nascondere». Da due decenni Nietzsche aveva formulato l’affermazione che aveva affascinato anche la giovane Madeleine: «Dio è morto!», ed effettivamente Dio era morto per molti uomini e donne di quelle generazioni. Sono gli anni della "scristianizzazione" della Francia e Madeleine si viene a trovare in questa "transumanza" che va dalla fede all’incredulità, al rifiuto di Dio. In quel clima e in quel luogo trascorrerà oltre trent’anni, senza altro desiderio che quello di farsi "prossimo" di quanti le stanno intorno, in un’incondizionata disponibilità alla volontà di Dio.
La costante ricerca di questa "Presenza" è stato il "filo conduttore" della sua esistenza, una ricerca che per sfociare in Dio ha attraversato le "feconde" terre della "compagnia" degli uomini e dell’interiorità. – «Se vuoi trovare Dio sappi che è dappertutto, ma sappi anche che non è solo... Se vai in capo al mondo, trovi le orme di Dio; se vai nel profondo di te stesso, troverai Dio in persona». – Fino alla domanda che solo nell’incontro "faccia a faccia" troverà risposta: «Mio Dio, se tu sei dappertutto, come mai io sono così spesso altrove?».