RITAGLI    La Missione è un fatto di cuore    ESERCIZI DI SCRITTURA

P. CIRO BIONDI, PIME
("L’Amico delle Missioni", n. 5-2007)

La festa del Sacro Cuore di Gesù è stata una ricorrenza tutta particolare, un tempo in cui siamo stati attratti da un magnete che ci indirizza nella giusta direzione, un'opportunità che ci fa riprendere la mira per essere scagliati verso un sicuro bersaglio, un'occasione che ci riporta alla sorgente della nostra essenza.

La Chiesa, nostra Madre, mettendoci una mano sotto il mento per direzionare il nostro sguardo, ci aiuta ad alzare gli occhi perché possiamo ancora contattare il principio da dove è scaturito quello che abbiamo nel cuore: colui che è stato trafitto.

Le nostre storie non sono tanto diverse da quelle dei suoi primi discepoli: tutti siamo stati presi all'amo dal cuore di quell'uomo di Nazareth che frequentava le rive di un lago; tutti fummo affascinati dalla mitezza dei suoi occhi, conquistati dalla fermezza della sua parola, inteneriti dalla carezza della sua misericordia.

Tutti avevamo trafitto quel Cuore da cui si riversò acqua e sangue, tutti ce ne siamo abbeverati e siamo stati risanati, tutti ci siamo lavati in esso e siamo ridiventati innocenti. Tutti siamo stati invitati a metter la nostra mano nel suo fianco per fare esperienza della Vita, tutti abbiamo ricevuto dal quel Cuore lo Spirito che ci ha comunicato l'interezza dell'amore, perché noi potessimo essere capaci di amare il Padre alla maniera del Figlio e i fratelli alla maniera del Padre.

Tutti ci siamo nascosti dentro quel Cuore quando la paura tentava di ghermirci per portarci alla disperazione, quando le tenebre del male tentavano di richiudersi su di noi per farci perdere la Via, quando il peccato, dopo averci umiliato, ci abbandonava alla tentazione di essere perduti.

Tutti abbiamo capito che siamo diletti figli perché siamo stati amati dal Figlio come il Padre ha amato Lui, che possiamo essere capaci di amarlo perché lo chiese imperiosamente a uno di noi sulle sponde del lago di Tiberiade. Tutti siamo stati mandati al mondo come il Padre ha mandato Lui: a cuore aperto, senza difese, col solo coraggio dell'amore vicendevole, che è il compimento della legge.

Nella contemplazione del Sacro Cuore ci è chiesto di refrigerarci all'acqua e al sangue di quel Cuore aperto di Gesù, perché possiamo riprendere il cammino che ci porta a fianco di coloro che hanno il cuore spezzato per fasciarlo d'amore, di coloro che sono affaticati e oppressi per ristorarli, di coloro che piangono per confortarli, di coloro che sono schiavi per dare libertà proclamando la Verità, perché solo la Verità li farà liberi.

Andiamo anche noi al cuore della Missione...