REPORTAGE

RITAGLI    Tiberiade, il lago dei tesori    TERRA SANTA

Sullo specchio d’acqua galileo ha camminato Gesù,
lungo le sue rive ha chiamato i discepoli,
ha compiuto la pesca miracolosa, ha sedato la tempesta...
La zona però è centrale pure per la storia "civile":
qui sorgevano le "terme romane", circondate da splendide ville;
qui è stato finito il "Talmud".

Vista aperta sul Mare di Galilea, il Lago di Tiberiade... In navigazione sulle acque del Lago! Ancora un panorama del Mare, accanto alla terra di Gesù...

Da Tiberiade, Marie Boeton
("Avvenire", 8/3/’08)

È dunque questo e questo soltanto il lago di Tiberiade? Che cosa ha di più rispetto a un altro lago? Sono sufficienti pochi giorni qui per ripartire "sbalorditi" per lo splendore delle "vestigia" del luogo. Perché la Storia – o piuttosto le storie: romana, ebraica e cristiana – qui si sono svolte conferendo al "sito" un’inesauribile ricchezza archeologica. Perché dunque un "incrocio" di civiltà nel bel mezzo della piana, lontano dalle coste dove arrivano i viaggiatori? «La storia è una questione di geografia», scherza un abitante del luogo. In effetti è l’attività "tellurica" dei bordi del lago che, facendo zampillare sorgenti d’acqua calda, spiega l’attrattiva del luogo. Fin dall’antichità le "terme" della città sono tra le più apprezzate del Medio Oriente, e molto presto la città di Tiberiade diventa luogo di passaggio dove si incrociano nel corso dei secoli ebrei, cristiani, "drusi" e musulmani. I terremoti a ripetizione hanno da tempo cancellato dalla carta geografica la città antica, fondata da Erode Antipatro in onore dell’imperatore Tiberio (intorno al 21 a.C.). Il foro, il tribunale, il teatro e lo stadio dove avvenivano i combattimenti dei "gladiatori", tutto è sparito, tranne qualche "terme romana" a due chilometri a sud della città attuale.
«Queste rovine attirano solo i "tombaroli" – s’inorgoglisce Katerina, dell’"ufficio turistico" – . Sono nascoste da vari anni e i maggiori archeologi sono ormai convinti che la sede ufficiale del "Sinedrio", la più alta autorità religiosa dell’ebraismo, si trovava proprio qui». Dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme nel 70 d.C., la città diventò in effetti il rifugio principale degli ebrei cacciati dalla Giudea. È qui che è stato terminato il "Talmud", cosa che ha permesso alla città di diventare il quarto "luogo santo" di
Israele, insieme a Gerusalemme, Hebron e Safed.
Appena 5 chilometri più a nord sorge
Cafarnao, luogo fondamentale per la predicazione di Cristo in Galilea. Gli scavi effettuati nel secolo scorso hanno portato alla luce i resti di una "sinagoga" del IV secolo e diverse abitazioni, tra cui quella che si pensa sia stata dell’apostolo Pietro. Più ancora della raffinatezza di queste rovine, ciò che colpisce è il "genio" del luogo. Il visitatore resta "stordito" dall’alta spiritualità dei posti. Come se gli uni chiamassero gli altri. A qualche minuto da qui, il monte delle "Beatitudini": è lì che, sempre secondo la tradizione, Gesù esaltò le otto virtù nel "Sermone della montagna".
Dall’alto di questa collina, la vista sul lago di Tiberiade e sull’immensa
valle del Giordano è a perdita d’occhio. Regna un’atmosfera da "inizio del mondo". Stranamente i turisti non sono molti. Niente a che vedere con le rive del Giordano, invase dagli americani. «Con la bella stagione arrivano decine di auto con i "carismatici" americani per farsi battezzare nel fiume», constata Daniel Rosenblum, guida turistica. Ai bordi del lago, gli appassionati di "ornitologia" si danno appuntamento due volte all’anno per osservare gli stormi di uccelli che partono per "svernare" in Africa, prima di ritornare in Europa e in Asia. Qui passa una delle "rotte migratorie" più importanti del mondo. Cicogne, pellicani e fenicotteri rosa incrociano senza paura gli avvoltoi che raggiungono le montagne del Golan, a est del lago. Su queste alture, i paesaggi desertici e sassosi, "punteggiati" da rari pini di Aleppo, creano un’atmosfera quasi "lunare". Nulla a che vedere con la vegetazione "lussureggiante" che circonda il lago. In pianura infatti, gli escursionisti si perderanno tra i palmeti, i bananeti, gli oliveti e le piantagioni di mango. Forse si confonderanno tra le piantagioni di mandarini, aranci, cedri e pompelmi. Un’abbondanza vegetale che colpisce anche di più a causa della siccità che regna nei dintorni. A qualche centinaio di metri, nelle montagne della Samaria e nel deserto di Giudea, tutto è immobile. Si comprende allora il ruolo "cruciale" giocato dal lago nell’irrigazione. L’agricoltura ha potuto svilupparsi nel resto del paese soltanto grazie alla "canalizzazione" delle sue acque. Il lago, costituendo la sola "riserva d’acqua dolce" d’Israele e una delle rare riserve in tutta la regione, rifornisce un terzo della popolazione.
Non c’è da meravigliarsi se le alture del Golan, attraversate da numerosi "fiumicelli" che si riversano nel lago, sono di grande importanza strategica. Conquistato da Israele nel 1967, il luogo viene rivendicato dai siriani.
«Un giorno bisognerà forse andare via di qui», osserva, realista e pensieroso, il direttore del "Centro culturale" di Katzrin, piccola località israeliana a est del lago. La Storia con l’"esse maiuscola" continua a svolgersi qui.

( Per gentile concessione del quotidiano «La Croix», Parigi )