MISSIONE SPERANZA

MISSIONE CINA

RITAGLI    SI PUÒ PIANGERE DI GIOIA    SPAZIO CINA

La visita a Zhaoqing, piccola città della Cina,
porta con sé tracce dell'incontro con la fede forte e profonda della gente.

Maria con un'anziana abitante di Zhaoqing, nel sud della Cina...

Sr. Alessandra Bonfanti
("Missionarie dell’Immacolata", Maggio 2008)

Stiamo andando a Zhaoqing, cittadina al sud della Cina. Sono quattro ore di autobus da Hong Kong. Durante il tragitto scopriamo che stanno viaggiando con noi cinque persone di una parrocchia di Hong Kong, che vanno nella stessa missione che anche noi andiamo a visitare. Allora ci uniamo a loro e formiamo un solo gruppo. La nostra meta comune è il luogo in cui vive Padre John, un Missionario dell'"OMI" australiano che lavora in Cina da parecchi anni, dopo essere stato a lungo a Hong Kong. Si occupa della gente più povera, ha costruito vari centri per bambini disagiati, accoglie persone sole, abbandonate o con grandi problemi, segue le famiglie dei raccoglitori di immondizie... e fa altre mille cose. In città tutti lo conoscono e sanno che è un prete cattolico, ma è ben accettato da tutti per il tanto bene che fa.

Padre John ci accompagna a visitare i vari centri dove accoglie bambini poveri per dare loro un'istruzione di base. Questi bambini non potrebbero entrare nelle scuole del governo, perché non hanno né la possibilità economica di farlo, né la preparazione sufficiente. Per essere ammessi alla scuola del governo occorre superare un esame che per loro è troppo difficile. Così il Missionario e i suoi collaboratori li preparano per l'ammissione alla scuola e sostengono i più poveri.

Visitiamo poi il Centro "Assisi", dove i raccoglitori di immondizie vivono in capanne costruite con tutti i pezzi trovati nei rifiuti della città: una situazione disumana, quasi incredibile pensando alla grande potenza che è la Cina.

Infine Padre John ci accompagna in un villaggio fuori città, dove esiste una Chiesa antica e una piccola comunità di cristiani, soprattutto anziani. Ha ricevuto il permesso di poter celebrare la Messa in questa Chiesetta ogni Sabato sera (i sacerdoti stranieri normalmente non possono celebrare in pubblico). Al nostro arrivo, subito alcune donne anziane vengono a salutarci con gioia, chiedono da dove veniamo e ci mostrano con orgoglio la loro Chiesetta, sopravvissuta a tante vicissitudini storiche.

Tra il gruppo delle persone di Hong Kong che si è unito a noi, c'è Maria, una signora sui 55 anni, che era nata in Cina, ma poi da piccola si era trasferita a Hong Kong e da allora non vi era più tornata. Sapeva di essere stata battezzata in Cina e che suo padre vi aveva lavorato come insegnante, ma non sapeva dove.

È allora che, parlando con le donne del villaggio, Maria scopre che suo padre aveva insegnato proprio in quel luogo e che una delle donne che stanno conversando con lei era stata sua alunna. Subito la donna le mostra la casa dove aveva abitato.

L’emozione di Maria è grande, scendono lacrime di gioia per quell'inaspettato ritrovare un pezzo del suo passato; e lacrime di dolore, al pensiero del padre, perduto da tanti anni. La voce si sparge e tutti vengono per conoscere "la figlia del maestro", che a quei tempi era una grande figura per il villaggio. Alla sera Maria, durante la cena, ci vuole raccontare con ordine la sua storia.

Il padre insegnava e aiutava il sacerdote della missione cattolica.

Un giorno giunsero i militari del governo e volevano i soldi del Missionario che non era in sede. Visto che il padre di Maria lavorava con lui, pensavano che sapesse dove il missionario teneva i soldi, ma egli non sapeva nulla e continuava a ripetere che non sapeva e che il padre non possedeva niente. Non cedettero, lo presero e lo portarono in prigione. Anche il Missionario fu poi preso e gli appesero al collo un cartello con scritto "sono un peccatore", e con quel cartello dovette fare il giro del villaggio, per essere deriso e insultato. Allora la madre di Maria fuggì dalla Cina con i suoi figli e dopo aver toccato vari Paesi, alla fine approdarono a Hong Kong. Del padre non seppero più niente. Dopo qualche anno ricevettero da un amico del padre, che si trovava in prigione insieme con lui, una ciotola con i due bastoncini rotti: era il segno che il padre di Maria era morto, la sua vita era stata spezzata. Fu un grande dolore per tutti loro perché vennero a sapere che era stato anche torturato.

Maria termina il suo racconto in un silenzio profondo.

E dentro sento profonda ammirazione: quanta fedeltà, quanto coraggio nel confessare la fede... e so purtroppo che non è l'unica storia del genere, e che ancora oggi storie simili si ripetono.