L'ALFABETO DELLA FEDE

Grandi specialisti ma anche scrittori, artisti e professionisti dell’industria e della politica,
sono tra i protagonisti della "kermesse" vicentina dedicata alla Bibbia.

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In corso a Vicenza il "Festival Biblico",
quest'anno dedicato al tema «I tempi delle Scritture».
Il vescovo Nosiglia: «Aiutiamo le persone a scoprire il Libro e a innamorarsene».

Da Vicenza, Mariagrazia Bonollo
("Avvenire", 1/6/’07)

La caducità e l'eterno, l'assoluto e il relativo. Sta dentro a queste dicotomie il viaggio nel sacro della terza edizione del "Festival Biblico", la "kermesse" dedicata al "Libro dei Libri" che anima il centro di Vicenza (e non solo) da mercoledì scorso a domani. «I tempi delle Scritture» è il tema scelto quest'anno. Di primo piano gli ospiti che si succederanno. Biblisti, vescovi, scrittori, artisti, filosofi, sociologi, ma anche sindacalisti e industriali: dal biblista Gianfranco Ravasi a Claudia Koll, dall'arcivescovo Bruno Forte a Vittorio Sgarbi, da Massimo Calearo di Confindustria a Bruno Tabacci, da Raffaele Bonanni della Cisl all'imprenditrice Marina Salomon, da Angelo Branduardi a monsignor Giancarlo Maria Bregantini, vescovo di Locri-Gerace. Tanti interpreti trasversali chiamati a riflettere e confrontarsi sul rapporto fra tempo e fede.
Un filo continuo che tocca anche le cittadine di Bassano del Grappa, Valdagno, Piazzola sul Brenta e San Bonifacio e che propone, come nelle edizioni precedenti, iniziative diverse: dai convegni ai concerti, dagli aperitivi biblici alle mostre, dai giochi alle meditazioni, dai pranzi agli spettacoli.
La filosofia dei promotori (la diocesi di Vicenza e il "Centro culturale San Paolo Onlus") è quella di far vivere un'esperienza totale, quindi non solo intellettuale ma che interpella i sensi e il cuore, che emoziona e fa meditare. Esperienze fatte di parole e colori, suoni e silenzi, profumi e visioni. Con al centro sempre il Libro sacro.
L'edizione dello scorso anno ha fatto registrare a 25 mila le presenze, quest'anno si spera di andare oltre.
«I percorsi tradizionali per avvicinarsi alla Bibbia sono sempre validi e vanno mantenuti - ha affermato aprendo il Festival il vescovo di Vicenza
monsignor Cesare Nosiglia - ma viviamo un mondo che ha i suoi linguaggi, quindi è necessario individuare ed usare strumenti nuovi per far conoscere questa fonte primaria della rivelazione di Dio al suo popolo. Il fine rimane lo stesso: penetrare un mondo, quello della Bibbia, profondamente umano ma divino, cogliere l'anima del suo messaggio. Il "Festival Biblico" ha questo obiettivo: fare in modo che la gente possa avvicinare questo libro, quindi Cristo, innamorandosene, riscoprendone la ricchezza per la propria vita e il proprio tempo».
Per Nosiglia «il tema di quest'anno richiama l'esperienza propria di ogni uomo e di ogni popolo, che è la storia, il tempo che passa carico di avvenimenti. Storia che lascia una traccia indelebile nella coscienza dell'umanità e apre a un futuro di speranza, capace di aiutare l'uomo a pensare ed intravedere il domani più ricco e bello del presente e del passato. La Bibbia ci rivela che il tempo di Dio non ha tempo, perché è fuori di esso, essendo eterno. Ciò nonostante egli ha voluto assumere il tempo storico ed umano facendosi uomo in Gesù Cristo».
Come ha ricordato ai giornalisti
Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, che ha aperto in Duomo con Gianfranco Ravasi e Claudia Koll il Festival, «c'è un tempo pesante, quello spaziale, fatto anche di attese e angoscia per la vita quotidiana, ed un tempo lieve, fatto di tocchi di amore, di tocchi di grazia che fanno vivere diversamente».
Tempi diversi, come ha ricordato rifacendosi alla propria esperienza di vita, l'attrice Claudia Koll: «Prima mi sentivo artefice delle mie decisioni, della mia sicurezza. Cercavo la soddisfazione nel lavoro. L'incontro con Dio è stato un terremoto: non mi aspettavo che Dio mi amasse, è stata una scoperta meravigliosa, tutto è diventato relativo, anche la considerazione delle persone. Oggi continuo a lavorare, amo il mio lavoro, ma capisco che non vivo più per me stessa. Ho un cuore nuovo che vive in comunione con gli altri e la vita è diventata servizio. Quando si incontra la grazia di Dio non si può non servirlo».