RITAGLI   LA MISSIONE CHE CAMBIA IL CUORE...   CAMMINI GIOVANI PIME

P. Simone Caelli
("Missionari del Pime" - Aprile 2005)

La Missione è fatta di tanti piccoli gesti d'amore...

"Giovani e Missione" esiste da una quindicina di anni.
Per molti giovani, partiti per trascorrere un mese in una delle missioni del Pime,
è stata una tappa importante del proprio percorso di fede.

Nel cammino "Giovani e Missione" si offre ai giovani la possibilità di conoscere la missione attraverso tre tappe: un primo anno dove l'obiettivo è capire l'origine e le finalità della missione, si continua con la permanenza per un mese presso i missionari, si termina con il secondo anno dove l'obiettivo è riprendere l'esperienza per individuare come continuare a vivere la missione. I Paesi visitati negli ultimi anni sono Messico, Brasile, Guinea Bissau, Camerun, India, Bangladesh, Cambogia, Filippine. I giovani vengono inviati a gruppi di tre o quattro persone, un gruppo facilmente ospitabile presso gli alloggi dei missionari, conoscendo insieme la comunità cristiana e una società diversa dalla propria. L'atteggiamento da assumere è quello di adeguarsi alle esigenze della missione, e non il contrario. Si va, appunto, in missione. Ciò diventa un prezioso incoraggiamento nel cammino di crescita umana e di fede incominciato qui in Italia.

Vi propongo due testimonianze come simbolo di quanto accade nel cuore di quei giovani che vivono l'esperienza del viaggio in missione con la disponibilità a lasciarsi trasformare dall'incontro con l'altro, perché esiste anche il rischio che non accada nulla.

Nel cammino di fede Benedetta scrive: «Com'era piccola la mia fede "teorica" di fronte alla vita delle Missionarie dell'Immacolata. Di fronte a quel fuoco che le spingeva, che le bruciava, che dava loro sempre nuova forza. Nella loro serenità - che resisteva nonostante tutto - ho capito il significato della gioia cristiana, una gioia e una pace che dà forza, che sprona, che spinge fuori dal proprio egoistico cerchio, ma spinge verso l'Altro, perché sai di non doverti più preoccupare di te, perché in migliori mani non potresti essere... Questo ho imparato: ho visto la parola di Dio farsi carne nella vita delle persone della missione, uscire dalle sterili discussioni a cui spesso ho partecipato.

Ma soprattutto ho scoperto un significato nuovo della parola "missione".

Se prima questa evocava in me paesaggi lontani ed esotici, tanto da suonarmi strana in bocca a quella ragazza brasiliana, ecco che oggi mi sento coinvolta anch'io in questa chiamata, e non solo per la durata

della missione "ufficiale" in Brasile. Ho compreso l'immenso dono di essere chiamati a testimoniare, qui, nella mia casa, nella mia comunità, ogni giorno, ogni attimo, la gioia che nasce dall'incontro con Lui, dall’"essere salvata da Lui"».

Daniele, dal canto suo, racconta di come la sua fede si sia aperta ad una nuova visione di chi è "straniero": «La mia fede si è arricchita di tolleranza e rispetto. In Kerala - India del Sud - ho avuto un'iniezione di speranza: forse è davvero possibile riuscire a convivere pacificamente tra persone di credo diverso, è possibile accettare la ricerca altrui di un Senso nella Vita, le risposte diverse che ciascuno dà alle proprie domande. È possibile abituarsi alla diversità, non girarsi di fronte ad essa come di fronte ad un mostro, ma riuscire a vedere se stessi nell'altro, nella sua umanità e cercare di fare delle differenze occasione d'incontro. Tra le mille difficoltà che ci sono state nella storia, oggi a Cochin le moschee sorgono accanto alle chiese e ai templi indù senza nessun problema: un monito e un insegnamento di tolleranza per noi occidentali».

Molti altri sono i giovani che hanno vissuto esperienze trasformanti come quella di Benedetta e di Daniele. Il cammino "Giovani e Missione" è l'occasione di compiere una tappa significativa nella formazione spirituale e umana, allargando così gli orizzonti del proprio cuore al mondo intero. Una visione che nasce dalla novità del Vangelo.