IL CASO

Il personaggio del «Codice da Vinci» ripropone vecchie tradizioni gnostiche,
e nulla ha a che fare con la figura storica.

RITAGLI   La Maddalena vera e quella di Brown   DIARIO

Assurdo leggere il best-seller come opera storica.
I Vangeli precedono Costantino di secoli,
eppure lo scrittore lo spaccia per l'«inventore» della religione cristiana.

Giorgio M. Carbone
("Avvenire", 10/5/’06)

Maria Maddalena sembrava caduta nell'oblio più profondo. E, invece, eccola di nuovo alla ribalta. Sta conoscendo una nuova e inattesa epoca di popolarità, anche se spesso per delle ragioni che non la riguardano affatto e che probabilmente suscitano l'ilarità sua e dei suoi compagni nella gloria del paradiso. Una delle "scoperte" apparentemente più fragorose e sensazionali, ma in realtà vecchie e logore, è quella raccontata da Dan Brown nel suo Il Codice da Vinci: Maria Maddalena è la moglie di Gesù. Maria Maddalena è il "santo Graal". Maria Maddalena, al tempo della passione e morte di Gesù, aspettava un figlio da lui. Il Graal che i cavalieri della Tavola Rotonda cercavano appassionatamente non sarebbe stato quella coppa che avrebbe raccolto il sangue sgorgato dal costato trafitto di Cristo, ma sarebbe stato il grembo di Maria Maddalena, che avrebbe portato in sé il sangue di Cristo, cioè la sua discendenza.
Dan Brown è solo un romanziere che non ha alcuna pretesa di far concorrenza agli storici. L'editore italiano de Il Codice da Vinci si è premurato di inserire una doverosa avvertenza: «Questo libro è un'opera di fantasia. Personaggi e luoghi citati sono invenzioni dell'autore e hanno lo scopo di conferire veridicità alla narrazione. Qualsiasi analogia con fatti, luoghi e persone, vive o defunte, è assolutamente casuale». Anche in buona fede, Dan Brown intesse il suo scritto sulla base di pregiudizi o sospetti, corredati da informazioni storiche verosimili - Teabing, uno dei protagonisti, svolge la parte di uno storico molto erudito. Ecco queste sue "scoperte": l'imperatore Costantino avrebbe esercitato pesanti pressioni per far credere che Gesù Cristo sia Dio; i Vangeli giunti a noi sarebbero stati manomessi; la Chiesa cattolica avrebbe cercato di impedire la conoscenza dei manoscritti di Qumran e di Nag Hammadi.
È sufficiente un po' di cultura per cogliere l'infondatezza di questi sospetti infantili. Ad esempio, che Cristo sia Dio è evidente fin dai Vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni, redatti tra gli anni 65 e 100, quindi più di duecento anni prima di Costantino. Che il testo dei Vangeli sia stato trasmesso fino a noi sostanzialmente integro può essere dimostrato non solo attraverso lo studio degli antichi manoscritti, ma anche attraverso le citazioni che gli scrittori del primo, secondo e terzo secolo fanno di esso. Inoltre, lo studio dei manoscritti di Qumran è stato in gran parte promosso dalla Chiesa cattolica. Infine, i testi di Nag Hammadi sono stati pubblicati da case editrici cattoliche e, comunque, le dottrine cui alludono questi testi erano note fin dai primi secoli proprio grazie alla Chiesa. Alcuni vescovi cattolici, come Ireneo ed Epifanio, per confutarle, si documentarono a fondo e riferirono con grande fedeltà il contenuto di esse.
È Dan Brown che fa continuo uso della falsificazione storica. Ad esempio scrive: «In origine il cristianesimo rispettava la festa ebraica del sabato, ma Costantino l'ha spostata per farla coincidere con il giorno che i pagani dedicavano al Sole». Basterebbe leggere gli Atti degli Apostoli, la Prima lettera ai Corinzi e l'Apocalisse per accorgersi che, già nel primo secolo d. C., i cristiani si riunivano per celebrare l'eucaristia di domenica, perché in questo giorno Cristo era risorto. Nel 321 l'imperatore Costantino si limitò soltanto a stabilire che la domenica fosse giorno non lavorativo.
Brown scrive anche che «il tetragramma ebraico YHWH - il nome sacro di Dio - derivava da Yahweh, ovvero Geova, androgina unione fisica tra il maschile Jah e il nome preebraico di Eva, Hawah o Havah». E questo è un altro falso storico: YHWH, in ebraico è stato sempre scritto senza vocali. A partire dal quarto secolo a. C. gli ebrei iniziarono a non pronunciare questo nome per cui ci è difficile sapere quali siano le sue vocali. Tuttavia, la tesi più accreditata è che «Yahveh» sia la sua vocalizzazione corretta.
L'elenco delle assurdità capziose de Il Codice da Vinci sarebbe lungo. Per farla breve possiamo riconoscere che gli errori e le falsificazioni storiche, spacciate come verità certe da sir Teabing, rendono appassionante la lettura del romanzo di Dan Brown, ma generano una disinformazione ingannevole. Tuttavia, nel romanzo possiamo rintracciare anche altri aspetti interessanti, che rivelano alcune tendenze della nostra cultura, aspetti che riguardano molto da vicino la figura di Maria Maddalena. In che modo e perché si è formata l'immagine della Maddalena come "la compagna" di Gesù? Come mai nella nostra epoca, che almeno apparentemente è così demitizzata e secolarista, Maria Maddalena è in grado di far parlare ancora di sé? La prima cosa da fare è studiare le uniche fonti storiche che abbiamo su Maria di Magdala, cioè i Vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni. La sua immagine originaria si è trasformata, sia perché Maddalena è stata identificata con altre donne ricordate negli stessi Vangeli, sia perché è stata usata per precisi obiettivi dalla letteratura misterica e gnostica.
Infatti, alcuni testi, come il Vangelo gnostico di Filippo, sfruttato ampiamente da Dan Brown, parlano di Maddalena come "della compagna di Gesù". Perciò l'analisi di essi è indispensabile per comprendere l'evoluzione del modo di considerare la Maddalena. Ma quando gli gnostici scrivono che Maddalena è "la compagna di Gesù", non vogliono dire quello che noi intendiamo oggi con il termine "compagna". È evidente, infatti, che il significato dei termini dipende dall'ambiente culturale che li usa. Infatti, quando un comunista diceva di «portare in giro una sua compagna», tutti capivano che si trattava di una sua collega di partito. Se, invece, oggi un tale mi dice di «avere una compagna», io penso che mi stia parlando della sua convivente. Perciò, quando leggiamo nei testi apocrifi gnostici che Maria Maddalena era la "compagna di Gesù", dobbiamo intendere quest'espressione così come era intesa nell'ambiente gnostico e non secondo le attuali mode linguistiche o culturali. Per conoscere da vicino Maria Maddalena è necessario innanzitutto vedere ciò che le uniche fonti storiche certe ci dicono di lei. E queste fonti sono i Vangeli: fonti storiche, non nel senso che facciano dei resoconti dettagliati a mo' di cronaca, ma perché dicono cose vere.