Scenari che mutano

RITAGLI   Nuovi spazi nell'orizzonte della Chiesa   DIARIO

Carlo Cardia
("Avvenire", 24/10/’06)

Si stanno aprendo spazi sempre più ampi per la Chiesa, il suo magistero morale, i valori di cui è interprete, in Italia e in Occidente. Spazi d'interesse, consenso, adesione, anche da parte di chi era, o resta, distante. Ci si è sbizzarriti nel descrivere questo fenomeno con formule politologiche modeste e riduttive che non colgono la sostanza di un evento con radici più profonde. Se c'è stata un'epoca in cui la cultura profana cercava di stringere i confini delle Chiese, e della religione, oggi sta avvenendo il contrario. La Chiesa parla a tutti, si fa sentire oltre i propri confini, propone ideali, valori, princìpi, di cui molti sentono il bisogno.
Un inizio è stato il crollo delle ideologie del Novecento totalitario, che hanno lasciato l'umanità - l'Europa in particolare - esausta per i danni e gli orrori provocati. Di lì è venuto un ripensamento sull'utopia tutta terrena che animava quelle ideologie, e il loro crollo è stato vissuto con uno spaesamento interiore pieno di interrogativi. Poi la storia si è rimessa in moto aprendo scenari di dimensioni planetarie, con i nuovi poteri della scienza e della tecnica, la confusione di popoli e razze, l'emergenza di multiculturalismo e questione islamica.
Sono scenari connessi a un salto di qualità della storia, perché evocano la capacità crescente dell'uomo di conoscere, e insieme la volontà dei popoli di non vivere più divisi. Le cose si fanno più complicate. Il potere della scienza ha aperto interrogativi e possibilità sconvolgenti. Si può far crescere la solidarietà per i deboli e sostenere la vita in tutte le sue fasi. Ma si possono anche stravolgere i legami naturali che presiedono alla nascita e alla crescita delle nuove generazioni, e affermare un dominio totale sulla vita. L'uomo intuisce che il mondo può divenire più aperto, solidale, ricco di senso, ma anche più cinico e disumano, governato da poteri in grado di umiliare la persona e la sua dignità.
È il motivo vero per il quale uomini di ogni formazione volgono lo sguardo alla Chiesa, verso un magistero che si avverte umano e umanistico, per trovare risposte a domande mai formulate prima. Proprio questo aspetto fa crescere il significato del fenomeno, perché la Chiesa usa un linguaggio e interpreta valori che parlano alla coscienza di uomini e donne che vogliono capire e vivere con amore e saggezza.
L'altro scenario sconvolge certezze storiche consolidate che neanche immaginavamo di avere, ma che costituiscono il substrato della nostra struttura mentale di europei e occidentali. La confusione di popoli, culture e religioni ci mette a contatto con diversità che arricchiscono l'umanità, ma anche con fondamentalisti che invocano e praticano la violenza mischiandola alla religione. La questione islamica è lì a chiedere che si apra un vero dialogo tra religioni, per far emergere il meglio della tradizione spirituale di ciascuno e far lievitare la comune fede in Dio. Ma dimostra anche che i princìpi di laicità, tolleranza e dialogo possono essere negati da chi intende far prevalere il passato.
Di fronte a questa realtà inedita larghi strati della cultura laicista non sanno che dire, balbettano, o tacciono, anche quando sono colpite conquiste preziose della nostra tradizione, come la libertà di espressione, di critica, di ricerca. Invece è la Chiesa che ne parla, non in modo oltranzista ma col richiamo al dialogo e insieme ai principi di laicità, di distinzione tra spirituale e temporale. Questo paradosso spiega altre adesioni, vicinanze, consensi che la Chiesa raccoglie tra la gente e gli intellettuali. I quali prendono coscienza del fatto che il relativismo culturale può percorrere la sua parabola fino in fondo svilendo anche i diritti umani fondamentali, mentre verificano che in una visione di fede si affermano e si difendono meglio diritti e idealità virtualmente universali.
Forse per questo la Chiesa e Roma costituiscono oggi, come in altri momenti storici, luoghi di più ampi incontri, di fiducia, di riflessione etica e civile. Le domande fondamentali sulla vita e il nostro futuro fanno volgere tante persone verso una Chiesa che trova parole che superano la contingenza, non spezzetta i problemi, non cede alla tentazione di tacere. Che riesce a interpretare quei valori più alti che tanti vogliono coltivare e testimoniare.