"Slogan" atei, "sagrati" invasi, "guerre" vere
e "guerricciole" politiche

RITAGLI     Piccoli e grandi «tilt» della "ragione",     DOCUMENTI
tra "propaganda" e incoffessate "nostalgie"

Carlo Cardia
("Avvenire", 16/1/’09)

Bisogna riconoscere che questa nostra società spesso mette a dura prova la "razionalità", con piccoli e grandi "tilt" di fronte ai quali si stenta a trovare la reazione giusta. Sono "schizofrenie" più o meno consistenti che segnano la fine del "buon senso", che è alla base di ogni vero "ragionamento". Il tema più "frivolo" è quello delle "scritte" sull’esistenza di Dio comparse in Inghilterra, Spagna, e che si annunciano in Italia, sugli "autobus". Come reagire? Ci sono tanti modi. Cogliendo il "ridicolo" dei messaggi che suggeriscono di godersi la vita dal momento che Dio non c’è, e quindi confermano che senza religione si apre la strada all’"egoismo". Oppure segnalando che essi riconoscono di dare una cattiva notizia, e così esprimono una nostalgia "freudiana" proprio verso ciò che negano.
Sono reazioni legittime, però la "razionalità" suggerisce una osservazione più di fondo. Che si è di fronte ad una libera "manifestazione" del pensiero usata malissimo, perché l’argomento è serio e buttarlo in "satira" (non riuscita) "avvilisce" un po’. Per essere precisi, è il "salto" da Pascal (e la sua celebre "scommessa") agli "autobus" che deprime.
Un altro piccolo "tilt" si annuncia negli
"Usa" per la cerimonia del "giuramento" del nuovo Presidente, al quale assisterebbero due "ministri di culto" che hanno una sola cosa in comune, essere un po’ "estremisti", perché uno è contestato da molti "evangelici", l’altro presenta tratti di "fondamentalismo". Il primo pensiero che viene è che siccome bisogna "stupire" non c’è più limite ai mezzi per farlo, e anche un atto solenne come quello del "giuramento presidenziale" sta per essere sottomesso alle leggi del "mercato". Un’altra osservazione è che la normalità vive tempi duri un po’ dappertutto, e per un "ministro del culto" avere una solida fede "normale" comincia a essere rischioso, fino all’"emarginazione". Poi, però, si affaccia un pensiero "razionale" che preoccupa, perché anche un valore importante come quello della presenza "pubblica" della religione può non essere limpido e "cristallino" come vorremmo.
Un "tilt" più consistente si è avuto in Italia con la "manifestazione" di "islamici" a
Milano, culminata nella preghiera davanti al "Duomo", di cui ancora si parla sui giornali. I pensieri che affiorano sono molti e diversi. Guai a criticare una preghiera, comunque essa si esprima, perché di lì comincia la violazione della "libertà religiosa". Poi, viene da pensare che la guerra in "Medio Oriente" non è una guerra di "religione", e che a corrente alternata sono esistite le "aggressioni" a Israele, e che mischiare religione e politica così drasticamente impedisce una riflessione più matura sulla "tragedia" di questi giorni. Ma anche in questo caso, la "razionalità" suggerisce qualche altra cosa. I luoghi "simbolici" e sacri di una religione non dovrebbero essere usati, se non concordemente, da altre religioni in modo così "propagandistico". Si urtano sensibilità importanti, si toccano sentimenti profondi, non si fa opera di "dialogo" ma di grave "strumentalizzazione". Per comprenderlo basta pensare a cosa accadrebbe se la scena di Milano fosse "rovesciata", in qualunque altro Paese del mondo. Bisogna rifletterci per dedurre "razionalmente" ciò che è giusto, e ciò che non è giusto fare.
Infine, un’ultima "schizofrenia" (piccola e grande insieme, tutta italiana), si sta verificando a livello "parlamentare", e riguarda la vita quotidiana di tante persone. Nel "Governo" si annuncia una "tassa annuale" sul "permesso di soggiorno" che dovrebbero pagare gli
"immigrati", cioè coloro che sono (per il momento) i più poveri tra noi. Poi chi dirige l’"esecutivo" afferma che è contrario, e dunque si considera la questione chiusa in modo saggio. Poi si annuncia di nuovo la "tassa", che però diverrebbe "contributo" e diminuirebbe di entità (alcune decine, o poche centinaia di "euro", non si sa). Il primo pensiero va alla "schizofrenia" della situazione in sé, che farebbe sorridere. Ma il secondo pensiero, "razionale" e severo, è che si sta giocando malamente con coloro che spesso mancano di tutto, e per i quali anche 50 o 100 "euro" valgono molto più di diecimila per una persona "benestante". Viene in mente, ma in senso contrario, l’avvertimento "evangelico" per il quale la donna che dona poco merita assai di più (rispetto al ricco), perché in realtà essa dona ciò che le è "essenziale". Da noi si discute se togliere, con "contributo" o "tassa", ciò che per qualcuno è "essenziale". Per favore, evitiamo questa odiosa "vessazione". La "razionalità" spinge ancora a una considerazione. Il "Governo" ha consultato le "organizzazioni" di "immigrati" per questo problema? No, perché da lunghi mesi esso ha interrotto tutti i "tavoli di confronto" con le loro "organizzazioni", a cominciare da quelli con gli "islamici".
Dunque, è difficile districarsi tra questi piccoli e grandi "tilt" della nostra società. L’unico modo per orientarsi è quello di non scoraggiarsi ed usare la "razionalità", mista alla "carità" e alla "misericordia" (che esistono solo se esiste Dio), per capire ciò che accade, e poi scegliere con coraggio.