CHIESA NEL MONDO

Un anno dopo il "Messaggio" di Benedetto XVI
ai «fedeli della "Chiesa Cattolica" nella "Repubblica Popolare"»,
il Segretario di Stato Vaticano scrive ai «Successori degli Apostoli»
del Paese Asiatico.
La "missiva" porta la data del 22 Aprile scorso,
ma la sua esistenza è stata resa nota pochi giorni fa dall’Agenzia «Ucanews».
L’obiettivo: orientare e incoraggiare la difficile "missione" dei "presuli".

RITAGLI     Card. Bertone ai Vescovi Cinesi:     SPAZIO CINA
«Fedeltà senza "compromessi"»

La "Lettera" ai novanta "presuli" in comunione con il Papa…
Dal "dialogo" senza mediazioni «politiche»,
diretto e rispettoso con le "autorità civili",
alla necessità del «mandato apostolico» per le "ordinazioni episcopali":
nella "Lettera" del Segretario di Stato la «bussola» di una Chiesa
che vuole crescere in libertà, «cattolicità», unità.
Al proprio interno e con la Chiesa "universale".

Gianni Cardinale
("Avvenire", 24/12/’08)

Ad un anno dalla storica "Lettera" di Benedetto XVI ai cattolici della "Repubblica Popolare Cinese", un’altra "missiva" è partita dal Vaticano per l’ex "Celeste Impero". Questa volta si tratta di un "Messaggio" firmato dal Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato Vaticano, e i destinatari sono i Vescovi considerati dalla "Santa Sede" in comunione con il Successore di Pietro. La Lettera è importante perché invita i "presuli" cinesi ad adempiere al loro dovere con coraggio, senza scendere a "compromessi". Ma è di grande interesse perché per la prima volta la "Santa Sede" ha messo ufficialmente "nero su bianco" l’elenco dei "presuli" che sono in comunione con Roma.
La lettera porta la data del 22 Aprile scorso, ma la sua esistenza è stata resa nota Venerdì scorso, 19 Dicembre, dall’Agenzia Cattolica
"Ucanews" con un "dispaccio" da Hong Kong. La sua diffusione, per ovvi motivi di discrezione avvenuta attraverso canali "non ufficiali", è cominciata a Maggio ed alcuni Vescovi l’hanno ricevuta solo recentemente.
Nel testo il Cardinale Bertone ribadisce «fondamentali principi della "dottrina cattolica"», ricorda ai Vescovi «il ruolo dell’Episcopato» come comunione, afferma che il Papa invita tutti i Vescovi della
"Cina Continentale" ad assolvere «coraggiosamente» al loro «ufficio di "Pastori"», per promuovere la natura cattolica della Chiesa e per ottenere una più grande libertà di attività attraverso un dialogo diretto e rispettoso con le autorità civili. Nella Lettera il Segretario di Stato Vaticano chiede anche ai Vescovi di «agire insieme», per richiedere il diritto di incontrarsi come gruppo e di poter discutere liberamente.
Nel rispettare i principi esposti dalla Lettera di Benedetto XVI dello scorso anno, la nuova Lettera firmata dal Cardinal Bertone afferma che i Vescovi possono scoprire un «corretto atteggiamento da adottare riguardo a quegli "enti" di cui si fa riferimento al "paragrafo n. 7" del "documento pontificio"». Orbene, nel "paragrafo" appena citato si legge che la dichiarata finalità di alcuni "organismi" «di attuare "i principi di indipendenza e autonomia, autogestione e amministrazione democratica della Chiesa" è inconciliabile con la "dottrina cattolica", che fin dagli antichi "Simboli di Fede" professa la Chiesa "una, santa, cattolica e apostolica"». Nella Lettera del Cardinale Bertone si rammenta ai Vescovi di essere «particolarmente attenti ad assicurare che le "ordinazioni episcopali" abbiano luogo solo con il "mandato apostolico"». Questi, in base alla sintesi fornita da "Ucanews", i contenuti della Lettera di Aprile, che non è stata ancora pubblicata da nessuna "fonte" ufficiosa od ufficiale della "Santa Sede".
Il Messaggio che dal Vaticano arriva ai Vescovi Cinesi è quindi chiaro: cercare di "interloquire" – singolarmente e per quanto possibile "collegialmente" – direttamente con le autorità politiche senza passare per organismi "intermedi"; evitare quindi di ordinare Vescovi dei "candidati" che non abbiano avuto il "placet" preventivo del Papa. Come dicevamo, un aspetto molto interessante della Lettera è anche il fatto che ne fa parte integrante la lista completa dei 90 Vescovi destinatari. In questo modo per la prima volta la "Santa Sede" ha fatto conoscere ai cattolici cinesi i nomi dei Vescovi che sono in comunione con Roma, e si tratta di un elenco che comprende Vescovi appartenenti alla cosiddetta "comunità clandestina" – non riconosciuta dalle autorità – e "presuli" che fanno parte della cosiddetta comunità aperta, che però sono stati riconosciuti da Roma prima o dopo la loro ordinazione (da notare che quattro dei 90 nel frattempo sono morti e ora quindi i "presuli" fedeli a Roma sono 86).
L’elenco è stato diffuso in alcuni "siti web" cattolici cinesi e qualcuno si è preso la briga di fornire anche l’elenco dei, a dire il vero non molti (una mezza dozzina), Vescovi che non vi sono compresi. Tra i compresi c’è il Vescovo "aperto" di Pechino Giuseppe Li Shan. Tra gli esclusi invece spicca il nome di Giuseppe Ma Yinglin, la cui ordinazione "illecita" del 2006 ha provocato l’ultimo grave momento di tensione pubblica tra "Santa Sede" e "autorità comuniste".
Sulla Lettera del 22 Aprile è intervenuto con un commento anche il Cardinale di Hong Kong,
Joseph Zen Ze-Kiun. Il "porporato salesiano" ad "Ucanews" ha detto che la Lettera è stata fatta per accompagnare quella del Papa, «per incoraggiare i Vescovi ad essere fermi sui "principi ecclesiologici"». «Non è difficile – ha aggiunto Zen – immaginare quanto coraggio richieda, per esempio, non collaborare con le strutture menzionate dalla Lettera del Papa come inaccettabili». Per il Cardinale Zen non è poi male che la Lettera e i suoi destinatari sia ora di pubblico dominio: così ora i Vescovi dovranno mostrarsi ed agire in «coerenza con il loro "status" con la "Santa Sede"».