DAL CAMERUN…

RITAGLI     UN DONO NASCOSTO     MISSIONE AMICIZIA
È UN POVERO DONO!

Storia di una "vocazione missionaria"…

Sr. Stefania Carioni, Missionaria in Camerun, con un gruppo di bambini!

Sr. Stefania Carioni
("Missionarie dell’Immacolata", Giugno-Luglio 2009)

"Il campo di Dio abbonda di messe, la vigna è matura, occorrono braccia, chi ha ricevuto non può trattenere! Un dono nascosto è un povero dono...".

Sono le parole di un "canto" che a me piace moltissimo. Sì, un dono lo si può accogliere facendolo fruttificare, oppure si può rifiutarlo, perderlo, sciuparlo, o disprezzarlo. Parlo del dono della "vocazione missionaria".

Sono passati ormai tanti anni dal mio "sì" alla "vita religiosa missionaria". Ricordo ancora oggi i miei 16 anni. In quel periodo tutto ciò che mi si proponeva di bello e di buono, da qualsiasi "autorità" provenisse (genitori, "catechisti’, Suore, eccetera...), lo rifiutavo, perché avevo l'impressione che volessero impormi le loro idee. Specialmente le Suore, io non le potevo vedere e volentieri le evitavo.

Ma il Signore era proprio lì che mi aspettava! Ogni anno, in preparazione alla Festa dell'"Immacolata", si organizzava un giorno di "ritiro" per tutte le giovani della "Parrocchia". Quindi, anch'io ho dovuto partecipare. Durante una delle "meditazioni", mi hanno colpito le parole del Sacerdote che predicava, parole che ancora oggi ricordo: "Ho pregato la Madonna perché da questo gruppo di ragazze il Signore chiami una di voi a diventare missionaria!".

Che cosa abbia sentito e provato in quell'istante è difficile dirlo e ancor meno spiegarlo. Ma una cosa è certa: ho incontrato Gesù Cristo in modo tutto personale.

Sì, Gesù ha fatto irruzione nella storia della mia vita con un amore profondo, "intimo": ero piena di gioia, perché finalmente avevo trovato quello che da tempo cercavo, ma sempre altrove.

E subito, da quello stesso momento, ho capito che quel Gesù che avevo incontrato non potevo tenerlo solo per me, ma dovevo comunicarlo anche agli altri, specialmente ai più lontani, a coloro che ancora non lo conoscevano.

"Nessuno ha il diritto di essere felice da solo!", diceva Raoul Follereau. E così è nata la mia decisione di essere "missionaria": o "missionaria" o niente!
A volte però avevo anche un certo timore, non mi sentivo all'altezza di questa bella "vocazione", perché la ritenevo una "vocazione" speciale, per la quale ci volevano delle doti naturali: tanta salute, essere inclinati allo studio delle lingue, essere "adattabili"... Così la pensavo. Ma era il Signore che mi aveva chiamata, aveva promesso che sarebbe stato sempre con me e Lui è fedele alle sue promesse.

Sono così entrata tra le "Missionarie dell'Immacolata".

Il Beato Padre Paolo Manna, Missionario del "Pime", che ne aveva ispirato la "fondazione", aveva scritto: "Per diventare missionari ci vuole un solido fondamento di fede e d'amore di Dio, accompagnato da una rettissima intenzione di andare a promuovere solamente gli interessi di Dio e delle anime!".

Il mio unico desiderio era di andare a comunicare a tutti l'"Amore" di Gesù Cristo morto, risorto, vivo e presente in mezzo a noi. Ed è stato così che Gesù e la Madonna della "Pallavicina", che si venera nel "Santuario" del mio paese, mi hanno dato la grazia di realizzare la mia "vocazione missionaria" in Camerun.

Certo, non è stato tutto semplice e le difficoltà non sono mancate. Ma con l'aiuto dello Spirito Santo e di tante persone buone, ho potuto superarle. Per questo ringrazio i miei genitori, che mi hanno dato un'educazione "cristiana", la mia famiglia, la mia "Parrocchia", dove ho ricevuto il dono della fede, e tutti i miei "concittadini", che mi hanno aiutata e seguita con la loro preghiera e generosità anche in Camerun.

Da quasi 3 anni sono rientrata in Italia per salute. Ciò che è importante è essere nelle mani di Dio; e Lui sa quello che è meglio per la sua gloria e per ciascuno di noi.

Adesso, per esempio, sento che mi chiede di dare più tempo alla preghiera per tutti.

Ciò che conta è sapersi amati da Dio e donarsi con gioia, non importa dove ed in quali attività.