RIFLESSIONE

RITAGLI     La libertà del "Dono"     MISSIONE AMICIZIA

P. MASSIMO CASARO
("Missionari del Pime", Dicembre 2008)

Ritagliare spazi. Spazi di "libertà".
È questa la sfida che ogni giorno ci aspetta. Non ritagliare spazi di libertà per noi stessi, ma per tutti. Un modo per declinare, in termini "culturali" e "politici", il "comandamento" niente affatto innocuo dell’amore del prossimo. Amare qualcuno vuol dire, in sostanza, contribuire a rendere possibile l’esercizio della sua libertà. La libertà di essere quello che dovrebbe, ma anche la libertà di essere "altro". Il primato della coscienza, infatti, sempre deve fare i conti con questo "insondabile" mistero: che la libertà possa essere usata male, che non convenga al bene della persona e, quindi, al bene della "comunità". E di non poterlo impedire se non accettando fino in fondo la sfida, "patendola" e pagandola di persona.
È questo che ha fatto il Dio di Gesù. Lui, secondo la "narrazione evangelica", ha prescritto, e con forza, la volontà del Padre e ha comandato ciò che è vero e buono, ma rinunciando alla forza che gli consentirebbe di imporlo. Lo ha fatto vestendo, piuttosto, i panni della debolezza, consegnando se stesso e affidando agli uomini la drammatica responsabilità di riconoscerlo o di rifiutarlo; di amarlo o di ucciderlo; di ospitarlo o di escluderlo. Questo è il Dio in cui crediamo e questo è lo stile dell’uomo che, da questo Dio, costantemente si sente "redento", "ri-generato".
Anche il "discepolo", dunque, prescrive senza imporre, cioè accetta che il "bene" vada indicato con la mite fermezza del "testimone", più che con l’"alterigia" di chi è sicuro di sé. A lui è impedita, dalla sua stessa fede, l’empia "via" dell’indifferenza e dell’arroganza. Sa che cosa è giusto e buono e nello stesso tempo sa che lo deve imparare. Per offrirlo e condividerlo, come si offre e si condivide un "Dono".
A tutti un sincero augurio di "Buon Natale"!