RIFLESSIONE

RITAGLI     Il potere di "dare la Vita"     MISSIONE AMICIZIA

P. MASSIMO CASARO
("Missionari del Pime", Marzo 2009)

Bisogna ubbidire alla volontà di Dio? Certamente. Ma prima ancora, e più radicalmente, bisogna "ubbidire" alla sua verità, quella che il Figlio ci ha rivelato. Ubbidire alla volontà di Dio senza ubbidire alla sua verità, cosa sempre possibile agli uomini, significherebbe "re-instaurare" quel rapporto di dominio che proprio Dio, sulla "Croce", ha radicalmente e definitivamente confutato. Non dobbiamo, infatti, dimenticare che è proprio questo tipo di "ubbidienza" che rende possibile il coinvolgimento di Dio nelle "scelleratezze" degli uomini. E la storia, anche la storia cristiana, ampiamente lo testimonia. C’è, infatti, un modo di ubbidire a Dio che dà potere all’uomo e un modo che glielo toglie o, meglio, glielo restituisce "purificato".
Potremmo identificare in questo elemento la ragione della strenua opposizione dei "farisei" al messaggio e, quindi, alla persona di Gesù. Il Dio di Gesù, infatti, lascia agli uomini solo il potere di dare la vita, mentre loro, i suoi "oppositori", tutti gli "oppositori", a qualunque nazione o popolo appartengano, a qualunque principio o ragione s’appellino, vogliono quello di toglierla. In effetti, ubbidire alla volontà di Dio senza ubbidire alla sua verità equivale ad affermare se stessi.
Dio, infatti, fin dall’origine non ha voluto stabilire un ordine di "subalternità" tra gli esseri, ma creare armonia fra gli esseri rimettendo al centro la verità. Per questo Gesù afferma che solo quando due o più sono riuniti nel suo nome lui è in mezzo a loro ("Gv 8,31-59"). Se, infatti, non sono riuniti in nome suo, cioè in nome della verità, la loro è una "associazione per delinquere", provvisoria e nociva come lo sono le "alleanze d’interesse" il cui fine non è mai il bene di tutti ma soltanto il bene di qualcuno. La vita umana, infatti, è un gioco di libertà in cui la libertà è in gioco se ciascuno non cerca la verità ma unicamente se stesso.