RIFLESSIONE

RITAGLI     Restituire l'anima perduta     MISSIONE AMICIZIA

P. MASSIMO CASARO
("Missionari del Pime", Agosto-Settembre 2008)

Frequentavo la quarta ginnasio quando mi è stato assegnato un tema che recava un titolo latino. Era una citazione di Virgilio: "Auri sacra fames", "l’esecranda fame dell’oro". Chissà perché certe frasi, anche dopo 40 anni, rimangono impresse nella memoria a differenza di altre. Forse perché, quando meno te l’aspetti, ma sempre al momento opportuno, tornano a galla e ti offrono una chiave di lettura della realtà.
Nei mesi scorsi, in occasione del
"Vertice FAO", riflettevo sull’emergenza alimentare. Un’emergenza che minaccia di aggravarsi nei prossimi anni. Ognuno diceva la sua, tutti ammettevano la tragica realtà ma le conclusioni operative non sono state adeguate ai bisogni. Perché, credo, tra le pieghe della discussione ha fatto capolino un "ospite fisso", anche se mai ufficialmente invitato, ma che, alla fine, ne determina l’esito. A questo proposito mi è venuta in soccorso la citazione "virgiliana" che mi ha portato, ancora una volta, al cuore del problema. Che non è economico. È semplicemente morale o, meglio, spirituale. Per questo non si trovano soluzioni e, quando si trovano, sono sempre frutto di un compromesso al "ribasso". Gli uomini infatti, "in primis" i loro governanti, sono tentati dal potere e dal denaro. Da ciò che il Vangelo, con la semplicità di chi non è uso alle sottigliezze "tattiche", definisce con le sprezzanti parole che l’antica profezia usava per gli "idoli" nemici di Dio.
In passato la ricchezza è stata oggetto di aspri dibattiti all’interno della Chiesa; era l’epoca degli "Ordini mendicanti" che portavano avanti un ideale scritto nel Vangelo di Gesù. Poi, adagio adagio, la ricchezza è stata "sdoganata" fino a diventare un criterio per individuare gli uomini migliori ai quali ci si può e ci si deve ispirare, dei quali ci si può e ci si deve fidare. Ma come possiamo sperare, mi sono chiesto, che uomini "schiavi" abbiano quel coraggio e quella "lungimiranza" che solo i liberi possono avere?
Non resta che "ri-cominciare" da ciascuno di noi per restituire al mondo l’anima perduta. E allora, forse, quello che tarda accadrà.