GIORNATA MONDIALE DELLA VITA CONSACRATA

Il 2 febbraio si celebra la "Giornata mondiale della vita consacrata".
Nel documento della "Cei", un invito a trovare nella Parola e nell’Eucaristia
la via per «aderire» a Gesù senza riserve. 

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«epifania» della speranza che salva

("Avvenire", 24/1/’08)

Pubblichiamo il testo integrale del "Messaggio" della "Commissione episcopale per il clero e la vita consacrata" preparato in occasione della "12ª Giornata mondiale della vita consacrata", che sarà celebrata il 2 febbraio 2008, festa della "Presentazione del Signore".

Alle consacrate e ai consacrati, ai sacerdoti, ai diaconi e ai fedeli laici.

«Tutto quello che c’è in me è del mio Amato, a lui devo tutto; non si pensi che io ami un altro né si pensi che io desideri che altri si compiacciano di me, perché io sono e sarò sempre del mio Amato, come lui è mio: chi mi vuol bene voglia bene anche a lui, perché io sono di chi lui vuole che io sia».
Queste parole, tratte dal "Commento al Cantico dei Cantici" di Fr. Luis de León (1528-1591), descrivono bene il cuore della vita consacrata: per questo vogliamo riproporle in occasione della giornata del 2 febbraio, quando, nella ricorrenza della festa della "Presentazione del Signore", ogni diocesi è invitata a ringraziare Dio per il dono di consacrati e consacrate alla Chiesa e al mondo.
Gesù che viene «presentato al Signore», cioè offerto e donato al Padre, non solo compie ciò che è scritto nella Legge: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» (Lc 2, 23; cfr. Es 13, 2.11), ma anche anticipa, prefigurandola chiaramente, la sua offerta pasquale, in cui si compie in modo perfetto l’"olocausto", cioè il sacrificio per eccellenza, in cui la vittima veniva completamente bruciata, e saliva «in onore del Signore un profumo gradito» (Es 29, 18), «una soave fragranza» (Gn 8, 21).
«Cristo con uno Spirito eterno offrì se stesso senza macchia a Dio» (Eb 9, 14): la Trinità tutta è coinvolta in quest’offerta sacrificale. Lo Spirito Santo, fuoco di Dio, consuma l’offerta di Cristo sull’altare della croce e fa salire quel soave profumo che rende respirabile e bello il mondo. Nell’offerta pasquale, Gesù si è fatto «obbediente fino alla morte e alla morte di croce» (Fil 2, 8) e ci ha amato «sino alla fine» (Gv 13, 1). Quest’"obbedienza-carità", che abbraccia ogni uomo, è il vero culto gradito a Dio, la luce che illumina le nazioni e la gloria d’Israele. La vita consacrata fa sua in maniera particolare la parola dell’apostolo Paolo: «Vi esorto dunque, fratelli a offrire i vostri corpi (ossia la vita umana nella sua dimensione esistenziale) come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale» (Rm 12, 1). Lo Spirito Santo, che ha realizzato perfettamente questo in Gesù, trasformi anche la vostra vita in un’offerta bella, luminosa, gradita a Dio!
Come ci ha ricordato il Santo Padre
Benedetto XVI, nel "Discorso ai Superiori e alle Superiori Generali" del 22 maggio 2006, «appartenere al Signore vuol dire essere bruciati dal suo amore incandescente, essere trasformati dallo splendore della sua bellezza: la nostra piccolezza è offerta a Lui quale sacrificio di soave odore... Essere di Cristo significa mantenere sempre ardente nel cuore una viva fiamma di amore». Nella stessa occasione, il Papa ha messo in guardia dall’insidia della mediocrità, dell’"imborghesimento" e della mentalità consumistica, che mette oggi a repentaglio anche la vita consacrata, rammentando che «il Signore vuole uomini e donne liberi, non vincolati, capaci di abbandonare tutto per seguirLo e trovare solo in Lui il proprio tutto».
Dall’assidua frequentazione della Parola di Dio – tema della prossima "Assemblea generale" del "Sinodo dei vescovi" – nella forma della "lectio divina" personale e comunitaria, potrete trarre quella luce e alimentare quella sensibilità spirituale che consente di non conformarsi alla mentalità di questo secolo e di discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto (cfr. Rm 12, 2).
Così facendo, si apprende ad assumere lo stile di vita di Cristo casto, povero e obbediente, umile e sobrio, proteso alla carità. La vita consacrata diventa così «confessio Trinitatis, signum fraternitatis, servitium caritatis», luminosa testimonianza profetica, "epifania" della forma di vita di Gesù, presenza incisiva all’interno della Chiesa e profezia paradossale e affascinante in un mondo disorientato e confuso. Tale ascolto troverà la sua pienezza nella partecipazione devota e quotidiana al Mistero Eucaristico, evento nel quale la Parola accolta e meditata diventa Presenza di Gesù Salvatore.
Nell’invocare la benedizione del Signore su di voi e sul vostro impegno in favore della Chiesa in Italia, facciamo nostro l’insegnamento affidatoci da Benedetto XVI
nella recente Lettera Enciclica "Spe salvi": «La vita è come un viaggio sul mare della storia, spesso oscuro ed in burrasca, un viaggio nel quale scrutiamo gli astri che ci indicano la rotta. Le vere stelle della nostra vita sono le persone che hanno saputo vivere rettamente. Esse sono luci di speranza. Certo, Gesù Cristo è la luce per antonomasia, il sole sorto sopra tutte le tenebre della storia. Ma per giungere fino a Lui abbiamo bisogno anche di luci vicine – di persone che donano luce traendola dalla sua luce ed offrono così orientamento per la nostra traversata» (n. 49). Maria Santissima sia la vostra stella e vi renda fari di speranza per tutta l’umanità.

Roma, 13 gennaio 2008, Festa del Battesimo del Signore

"Commissione episcopale per il clero e la vita consacrata"