FRONTIERE ASIATICHE
La primavera. L’ondata
di rinascita religiosa è straordinaria.
Nella notte di Pasqua a Pechino mille persone hanno ricevuto il sacramento.
I nuovi seguaci sono esponenti della classe media, studenti e insegnanti,
che s’interrogano sul senso della vita.
L’impegno dei cristiani nelle opere di carità è ben visto dal governo.
Si allarga la base delle conversioni. Ma la repressione resta forte.
Bernardo
Cervellera
("Avvenire",
8/4/’07)
La Chiesa di Cina
vive nella carne il mistero della Pasqua, della morte e della resurrezione. E
pur sotto controllo o nella persecuzione, crescono le vocazioni e i battezzati.
Nella Cina dei fasti economici e del mercato internazionale vi è infatti una
"merce" rara: trovare madrine e padrini per il battesimo. E questo per
un solo motivo: ci sono "troppi" catecumeni che vengono battezzati
nella notte di Pasqua. Capita così che una sola persona faccia da madrina o da
padrino a decine di battezzandi.
L'ondata di rinascita religiosa e di conversioni al cattolicesimo ha del
miracoloso. Nella sola Pechino ieri notte vi sono stati quasi mille battesimi di
adulti. Nella chiesa di San Salvatore (Beitang) vi erano 180 battesimi; nella
cattedrale dell'Immacolata (Nantang) 200; nella chiesa di San Giuseppe (Dongtang)
altre centinaia e nella chiesa di San Michele, dove si incontrano i cinesi di
origine coreana, altre centinaia. A tutti questi vanno aggiunte le centinaia di
battesimi nella chiesa sotterranea. La situazione è simile in tutte le altre
grandi città della Cina: Shanghai, Xian, Guangzhou, Chengdu, Xiamen, Shenzhen.
Un sacerdote, professore in seminario, fa notare ad "AsiaNews" che la
società cinese contemporanea è segnata da molte piaghe: «Il materialismo
nella vita quotidiana, l'individualismo sfrenato che spinge all'egoismo e a non
fare attenzione alle persone, al futuro e all'ambiente». La Chiesa, continua il
sacerdote, «risponde al grido silenzioso nel cuore della gente, alla sete di
Dio che sta investendo la Cina». In più, i cristiani mostrano che «una sana
collaborazione fra la fede e la ragione migliora la vita umana e incoraggia il
rispetto per la creazione».
In effetti a vedere chi sono i nuovi battezzati, ci si accorge che essi sono
persone benestanti, impiegati di alto livello che pur avendo raggiunto un
discreto benessere, non sono soddisfatti. «Solo il cristianesimo - ha detto uno
di loro - è riuscito a saziare il mio bisogno spirituale».
Fra i nuovi battezzati vi sono anche insegnanti di università e studenti
universitari, persone che si fanno domande sul senso della vita e per i quali i
miti del buddismo e del taoismo, per quanto rispettabili, non tengono di fronte
alle esigenze scientifiche e di ragionevolezza.
Fra i neo-battezzati vi sono pure poveri e migranti, giovani che sono arrivati
in città dalle loro campagne, desiderando qualche briciola di ricchezza per le
loro famiglie. Nel mondo economico cinese essi sono trattati come schiavi, mal
pagati o perfino non pagati, bollati come illegali. Dimenticati o oppressi, essi
trovano sostegno, amicizia, aiuto dalla Chiesa.
Nella Cina che ha eliminato ogni sostegno sociale, i cattolici cinesi sono ormai
impegnati su molti fronti della carità: orfani, anziani, malati di Aids, cure
mediche gratuite ai poveri. Tutti questi impegni della Chiesa ufficiale e non
ufficiale sono ben visti dal governo perché rispondono a bisogni che lo Stato
stesso ignora o non riesce a soddisfare.
Tutte queste libertà rimangono però all'interno di una "gabbia" di
concessioni da parte del governo. Per chi desidera piena libertà religiosa e
rifiuta l'adesione e il controllo dell'Associazione Patriottica, vi sono ancora
arresti e condanne. In molte comunità sotterranee i fedeli non hanno potuto
partecipare alle celebrazioni perché la polizia è in pieno assetto per
arrestare i sacerdoti.
A Wenzhou (Zhejiang), il Giovedì Santo, la polizia ha fatto un "raid" nel luogo
dove si doveva tenere la Messa "in Cena Domini". I preti sono riusciti a fuggire
appena in tempo, sottraendosi all'arresto. Due sacerdoti della diocesi, Shao
Zhoumin e Jiang Sunian, che per venire in pellegrinaggio a Roma, hanno
falsificato i loro documenti, sono stati condannati a 9 e 11 mesi di prigione.
Anche nell'Hebei, dove il vescovo sotterraneo Giacomo Su Zhimin è
"desaparecido" da 10 anni, la polizia controlla che non vi siano
riunioni di fedeli sotterranei. Tutti loro, per celebrare la Pasqua, si sono
trasferiti altrove in situazioni più tranquille.
Secondo dati di "AsiaNews", almeno 17 vescovi sotterranei sono
scomparsi, arrestati o tenuti in isolamento; 20 sacerdoti sono in arresto.
L'ultimo arresto è avvenuto il 27 dicembre scorso nell'Hebei. Dei 9 sacerdoti
arrestati, 5 rimangono ancora in prigione e 4 sono stati liberati.
Tutti, cattolici sotterranei e ufficiali, notano un inasprimento della politica
di controllo dell'Associazione patriottica. Tale durezza è motivata anzitutto
dal fatto che ormai, la maggior parte dei segretari dell'Ap sono atei, membri
del Partito fra i più radicali, il cui scopo è distruggere le comunità
religiose o perlomeno controllarle da vicino. Un altro motivo è l'attesa della
lettera del Papa alla Chiesa della Cina. Essa di fatto richiamerà al fatto che
la Chiesa cinese è una sola ed è nella quasi totalità fedele alla Santa Sede.
La lettera del Papa segnerà il fallimento ufficiale della politica cinese, che
in quasi 60 anni di comunismo ha tentato di eliminare le religioni, soffocarle o
dividerle.
Dopo decenni di martirio, la Chiesa di Cina è più viva che mai: crescono le
vocazioni al sacerdozio, tanto che in molte diocesi l'età media dei sacerdoti
è sui 34-35 anni; in molte aree fioriscono vocazioni religiose femminili a
carattere diocesano. E anche se rimane il divieto governativo a far nascere e
radunare vocazioni religiose maschili, molti sacerdoti vivono seguendo una
regola monastica.