"GIORNATA DI PREGHIERA E DIGIUNO"

PRECEDENTE     La "vergogna" dell’India     SEGUENTE
e quella dell’Europa e del mondo

La "vergogna" è che i cristiani dell'India,
una forza importante per lo sviluppo sociale ed economico del Paese,
vengono "massacrati", mentre Governi mondiali e "associazioni umanitarie" tacciono.
Un altro esempio di "cristianofobia".
L'invito dei Vescovi italiani per la "Giornata di preghiera e digiuno", domani,
Memoria della Beata Madre Teresa di Calcutta.

Giovani profughi in fuga dall'Orissa: sguardi che attendono aiuto!

INDIA: Orissa e dintorni, mappa delle violenze contro i cristiani...

Disperazione rassegnata: donna indiana tra le macerie della persecuzione!

P. Bernardo Cervellera
("AsiaNews", 4/9/’08)

L’India del Mahatma Gandhi, della "tolleranza", della democrazia è scivolata nella "vergogna". "Una vergogna per la nostra Patria": così il "premier" Manmohan Singh e il Card. Oswald Gracias, Arcivescovo di Mumbai, hanno definito il "pogrom" contro i cristiani, scatenatosi dal 23 Agosto in poi nello Stato dell’Orissa. Il "bilancio" è gravissimo e destinato a crescere: decine di morti (alcune fonti dicono 100); almeno 52 Chiese (fra cattoliche e protestanti) distrutte; centinaia di case danneggiate; quattro Conventi, cinque fra Ostelli e alloggi per giovani, sei "Istituti" cattolici dediti al volontariato e al "sociale" devastati, centinaia di auto e altri oggetti personali incendiati. Ancora oggi migliaia di cristiani, fuggiti al "massacro", vivono nelle foreste vicine, nel terrore, senza abiti, né cibo.

L’Orissa, uno Stato del Nord-Est indiano, non è nuovo a queste "ondate" di persecuzione. Lo scorso Dicembre, alla vigilia di Natale, l’organizzazione "fondamentalista" indù ("Vishwa Hindu Parishad", "Vhp") ha ucciso 3 persone, attaccato e distrutto 13 Chiese e Cappelle, ferendo e lasciando senza tetto un gran numero di cristiani sempre nel distretto di Kandhamal. A spingere le folle indù contro i cristiani vi era Swami Laxmanananda Saraswati, uno dei capi del "Vhp".

Quest’ultimo "sussulto" di persecuzione è avvenuto proprio dopo la morte dello Swami, ad opera di un gruppo "terrorista maoista" la sera del 23 Agosto. Sebbene anche alla polizia fossero chiari gli autori dell’assassinio dello Swami, alcuni capi del "Vhp" hanno subito dato la colpa ai cristiani e durante le cerimonie funebri del "guru" migliaia di "radicali" indù hanno dato inizio al "pogrom" col grido: "Uccidete i cristiani! Distruggete le loro istituzioni!".

L’accanirsi contro persone e strutture serve ad eliminare la "missione" dei cristiani. "Tribali" – spesso utilizzati come schiavi per i lavori agricoli – e "Dalit", gli emarginati dalle "caste", vedono nel cristianesimo una strada per migliorare la loro situazione, vedere affermati i loro diritti, trovare finalmente una dignità al loro essere uomini. In un certo senso, la persecuzione è la misura dell’efficacia della "missione" cristiana.

Nell’opporsi all’impegno dei cristiani, i "fondamentalisti" indù si oppongono anche all’induismo di Gandhi, che voleva per l’India un Paese "laico", aperto a tutte le religioni, l’eliminazione delle "caste" e la dignità dei "Dalit", da lui definiti "figli di Dio" ("harijian").

Il "Vhp", nel suo "nazionalismo" esclusivo, molto vicino al "nazismo", vuole invece eliminare dall’India cristiani, musulmani, "parsi". Insomma: distruggere la storia dell’India, da sempre luogo d’incontro e di integrazione fra culture e religioni.

Oltre alla "vergogna" dell’India, vi è anche una "vergogna" per l’Europa e per il mondo. Al di là di qualche "sparuta" voce – come quella del Ministro italiano Frattini –  nessun Governo ha osato dire qualcosa sui "massacri" dell’Orissa, domandandone la fine. Molte "associazioni" così pronte a difendere gruppi, minoranze, specie in estinzione, impegnati "pacifisti" hanno preferito tacere e anzi sospettare che dietro le accuse di "proselitismo" fatte dai "radicali" indù ci sia una qualche verità. Come hanno giustamente additato alcune "personalità" vaticane, vi è in Europa e nel mondo una specie di "cristianofobia" che cerca di scrollarsi di dosso, anche con la menzogna, l’eredità cristiana. Per questo, le notizie di persecuzione dei fedeli in Orissa, come in Cina o in Medio Oriente, non interessano, anzi sono magari giustificate.

Questo rende ancora più importante il nostro "servizio di informazione", la nostre preghiera e la nostra testimonianza, in India come in Europa. Anche l’invito dei Vescovi italiani a una "Giornata di preghiera e digiuno" per i cristiani dell’India – domani, 5 Settembre, Memoria della Beata Madre Teresa di Calcutta – è parte di questo impegno per la verità e l’amore.