«STRAPPI» DI PECHINO
L’Associazione patriottica aveva forzato la presenza dei cattolici locali
al rito,
senza però ottenere grande successo.
Nelle scorse settimane altre due ordinazioni
hanno sollevato la dura reazione
vaticana.
Zhan Silu, 45 anni, presule non riconosciuto dalla Santa Sede,
si è auto-eletto a Ningde come titolare della diocesi di Mindong.
Era stato ordinato già nel 2000,
ma è isolato dai fedeli che domenica hanno disertato la cerimonia.
Bernardo Cervellera
("Avvenire", 16/5/’06)
Alla presenza di uno sparuto gruppo di fedeli, pochi preti e nessun vescovo,
domenica 14 maggio monsignor Zhan Silu, 45 anni, vescovo non riconosciuto dalla
Santa Sede, si è auto-insediato a Ningde come titolare della diocesi di Mindong
(Fujian). La diocesi ha oltre 80mila fedeli. Di questi, più di 70 mila
appartengono alla Chiesa sotterranea. Solo diecimila si riconoscono nella Chiesa
ufficiale. Nei giorni precedenti, i sacerdoti e i fedeli di Ningde sono stati
forzati dall'Associazione patriottica (Ap) a partecipare alla cerimonia, ma
senza molto successo.
La maggior parte dei cattolici della Chiesa ufficiale e tutti quelli della
Chiesa sotterranea hanno boicottato le cerimonie perché monsignor Zhan non ha
l'approvazione del Vaticano. I sacerdoti dei due rami della Chiesa affermano che
la sua presa di possesso della diocesi non aiuterà ad appianare i rapporti fra
Cina e Santa Sede dopo gli ultimi sviluppi. Nelle ultime due settimane
l'Associazione patriottica ha deciso due ordinazioni senza l'approvazione della
Santa Sede a Kunming e a Wuhu, provocando la denuncia del Vaticano che le ha
definite una «grave violazione della libertà religiosa».
In un'intervista ad "Asia News" il neo-insediato vescovo mons. Zhan ha
escluso un legame fra le due ordinazioni illecite e la sua presa di possesso e
ha rivendicato a sé la decisione di procedere. Ma secondo personalità vaticane
il gesto di domenica riflette l'intenzione dell'Associazione patriottica di
riaffermare il suo potere sulla Chiesa ufficiale, occupando con personale di sua
fiducia le sedi episcopali vacanti in Cina. Ordinando persone senza il premesso
del Papa, l'Ap rischia anche di distruggere il paziente lavoro di
riconciliazione della Chiesa operato da Giovanni Paolo II e da molti vescovi.
Monsignor Zhan, ritenuto fin dai tempi del seminario un «ambizioso e uno
stretto collaboratore del partito», era da anni uno dei vice presidenti dell'Ap
ed era inviso al clero e ai fedeli del Fujian. Zhan era stato ordinato senza
permesso della Santa Sede il 6 gennaio del 2000 a Pechino, insieme ad altri
quattro candidati in una cerimonia voluta da Liu Bainian, vice presidente laico
dell'Ap, per contrastare i primi segni di dialogo fra Cina e Vaticano.
Non essendo riconosciuto né dal Vaticano, né dai fedeli di Mindong, Zhan ha
passato tutti questi anni chiuso in un ufficio messo a disposizione dal governo
nella sua città natale, Ningde. Alle sue messe, disertate dai fedeli,
partecipano pochi suoi familiari e qualche impiegato dell'Ap. La sua presa di
possesso rischia di isolarlo ancora di più e non gli permetterà di esercitare
alcun ministero pastorale. Egli continuerà a vivere a Ningde e non a Fuan, la
sede episcopale del suo predecessore, monsignor Zhang Shizhi morto il 5 agosto
2005.
Il frettoloso insediamento del vescovo è anche un tentativo di bloccare la
scelta fatta dal Vaticano su un altro candidato: il vescovo Huang Shoucheng, un
vescovo sotterraneo, succeduto a monsignor Xie Shiguang, morto in fama di
santità lo scorso anno, il 25 agosto 2005. Monsignor Huang, pur essendo vescovo
della Chiesa clandestina, è molto amato e rispettato da tutti i fedeli
cattolici della Chiesa di Mindong.