CHIESA IN ITALIA

Fino a domani l’incontro della Uac,
associazione che nel nostro Paese conta 5mila ministri ordinati.
Il presidente monsignor Peri:
promuovere la spiritualità diocesana, compito di tutti i battezzati.

RITAGLI   Sacerdoti, la comunità nasce   DIARIO
dal pane spezzato

A Napoli la 19ª assemblea nazionale dell' "Unione apostolica del clero" (Uac),
che completa il suo ciclo triennale sull'Eucaristia.

Da Napoli, Valeria Chianese
("Avvenire", 13/6/’07)

Camminare insieme: è invito, è "slogan", è richiesta. È il passo che dovrebbero sempre tenere i ministri ordinati per vivere la quotidianità diocesana, comunitariamente, fraternamente. È mezzo e meta. È segno della Chiesa missionaria, evangelizzatrice, concreta. «Le isole stanno bene nell'oceano, ma non nella Chiesa» - commenta efficacemente monsignor Vittorio Peri, presidente dell'"Unione apostolica del clero", riunita nella XIX Assemblea nazionale, in corso fino a domani a Napoli, per concludere un percorso triennale ed aprire quello successivo. «La spiritualità diocesana non è solo dei ministri ordinati, e dei vescovi in primo luogo che ne sono i primi garanti e promotori, ma di tutti i battezzati, perché non è un di più facoltativo della vita di fede, ma un elemento costitutivo - ribadisce Peri - . Sosteniamo l'azione pastorale dei ministri ordinati per favorire la crescita di autentiche comunità cristiane attorno al loro vescovo».
Nella prospettiva della spiritualità diocesana il cammino di questi tre anni dell'"Unione apostolica del clero" è stato incentrato sul sacramento dell'Eucaristia sotto i suoi tre aspetti di Parola annunciata ("fractio Verbi"), Parola celebrata ("fractio Panis") e Parola vissuta ("fractio Vitae"), sottolineando la pluralità delle frazioni eucaristiche e l'unità della comunione ecclesiale. «La frazione della Parola conduce all'unità della fede, la frazione dell'Eucaristia ravviva l'unità della speranza, la frazione della vita fa sperimentare l'unità della carità» - dice don Alberto D'Urso, vicepresidente nazionale vicario dell'"Unione apostolica del clero", spiegando il tema dell'incontro napoletano, «Dalla mensa della Parola e del Pane alla mensa della Carità». Anche il bel mosaico dell'abside nella chiesa parrocchiale di Santa Croce a Bari, scelto come marchio per questa Assemblea richiama il cammino triennale fin qui fatto con il logo del Congresso eucaristico e i volti di tre grandi santi:
Antonio di Padova, il sapiente nunzio del Vangelo, Pio da Pietrelcina, l'innamorato di Cristo-Eucaristia, e Madre Teresa di Calcutta, icona del Buon Samaritano. Alla carità come forma della Chiesa locale, quindi alla condivisione della vita nell'Eucaristia, si riferisce monsignor Sandro Panizzolo, rettore del Seminario di Padova: «Durante la sua vita terrena Gesù ha dato alla Chiesa gli elementi strutturali della sua forma visibile: l'annuncio del Regno, la chiamata dei Dodici, l'incarico a Pietro, l'istituzione dell'Eucaristia sono quelli tradizionalmente segnalati - osserva - . Si passa però a volte sotto silenzio il fatto che Gesù ha voluto dare al gruppo dei suoi discepoli la forma di una nuova famiglia. Eppure questa realtà emerge con prepotenza dalle pagine del Vangelo. Questa nuova famiglia non è circoscritta soltanto a chi lo segue di paese in paese, ma comprende anche coloro che accolgono il messaggio del Regno e così adempiono la sua volontà». È la "forma" delle comunità, di base, parrocchiali e diocesane, alla cui verifica don Panizzolo richiama: sono comunità caratterizzate dall'amore o segnate da attivismo e "girandola" di iniziative, burocrazia e uffici, liturgismo e psicologismo? «La Chiesa - è la riflessione - in quanto inabitata dallo Spirito acquista interiormente la forma della comunione, della "carità/agape"». E carità e comunità cristiana formano un binomio inscindibile, anche nel mondo di oggi, pur in profonda trasformazione. «Le diverse forme di carità e lo stesso "principio-carità" che anima la Chiesa trovano la loro giustificazione anche in riferimento alla nuova sensibilità che caratterizza il nostro tempo» sottolinea monsignor Vito Angiuli, provicario generale di Bari-Bitonto. La carità rappresenta un valore profondamente attuale e sentito e per questo e perché costituisce l'essenza stessa di Dio e della Chiesa occorre ovunque ripartire da essa.