"Segni" di Dio, nascosti nel cuore! ![]()
Comunità
Missionarie Laiche Pime
( "Per
non perderci di vista" - Giugno 2005 )
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Il ritorno di Paola |
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Grande
entusiasmo, grandi fatiche ed un cammino che deve ancora concludersi |
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| Eccomi qui! In Italia, dopo più di tre anni in terra cambogiana. Tornata nella mia comunità di origine, l'Italia, la mia Diocesi, la mia parrocchia, la mia famiglia. |
| Eccomi qui. Eccomi davanti alla prossima tappa di formazione, l'ultima, prima delle Promesse Definitive. |
| Carissimi amici e familiari, ci siamo seguiti a distanza, secondo le possibilità che abbiamo avuto, e sono sicura che sappiate già molto di quello che ho vissuto in Cambogia. In queste poche righe cercherò piuttosto di raccontarvi ciò che vivo ora, tappa saliente nel mio cammino. |
| Durante tutta la fase iniziale e soprattutto la preparazione alla partenza per l'OTP (periodo di missione a tempo determinato, con scopo di formazione), mi è stato detto: "bisogna prepararsi al partire tanto quanto al tornare". Ora capisco pienamente il significato di tale affermazione. Non è scontato né il "come" si parte, né il "come" si torna! E davvero sento che la rielaborazione di ciò che è stato e che sarà deve essere accompagnata, custodita, preparata con la stessa cura e intensità di quando mi preparavo alla "partenza". Non saprei come esprimermi e cercare di farvi comprendere: è davvero tanto e grande quello che è stato per me questo tempo cambogiano. È stato un tale dono che non può trovare una definizione; mi verrebbe da dire che è impronunciabile. Quello che può essere "pronunciato", anzi acclamato, gridato, cantato, sono le MERAVIGLIE del Signore! Mi sento proprio come quelli degli Atti degli Apostoli, che dopo la "missione" ad altri popoli e nazioni, tornano a Gerusalemme "colmi di gioia" per la grandezza del Signore che loro stessi hanno visto e attestano, nel momento stesso che vanno incontro a chi del Signore Gesù non ha mai sentito parlare, ma che nel cuore ha già i segni della presenza attiva dello Spirito Santo. |
| Sì, anch'io mi unisco alla gioia di questi apostoli, affermando: sono testimone della grandezza del Signore Gesù, che era, è e sempre sarà, ovunque, in ogni uomo. Dello Spirito Santo che è fuoco che fa ardere il cuore e fa parlare una sola lingua. Dell'unico Padre, che ci rende davvero fratelli. |
| Questa terza fase della mia formazione sarà variegata e ricca di tanto, spero proprio che dia i suoi frutti, per poter essere sempre più preparata a ciò che maggiormente desidero: servire come Gesù ha fatto, nell'atto dell'amore incondizionato, arrivando a quei "nascondigli" dove l'uomo si rifugia, in quella quotidianità che disarma, per poter sempre di più parlare a Dio dell'uomo e all'uomo di DIO. Bellezza per la mia vita. |
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Paola |
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Due anni d'Africa |
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Dal Camerun
Gabriella, pronta a ritornare per un periodo di riposo in Italia, |
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| Una presenza nuova sia per la gente, per il Clero, per noi, per me. Esperienza che sapeva all'inizio solo di novità, di diverso, di cose nuove. È vero, tutto è nuovo, tutto è diverso rispetto a noi, ma lo è veramente? Un impegno sanitario, una presenza tra la gente, nella loro vita, un servizio fatto per loro e con loro. |
| Cosa dire? Cosa sintetizzare? |
| Non è facile. Descriverei una giornata. Una semplice giornata con gli incontri, le difficoltà, le gioie, il lavoro... |
| Si arriva cariche di tante cose, idee progetti sogni, ma poi piano piano si scopre che la ricchezza del nostro essere qui è quella di cercare di entrare in una vita, in un cammino che è già tracciato, mettendo le mie, le nostre conoscenze assieme alle loro. |
| Ma chi sono state per me queste persone? |
| La cosa più bella è il desiderio di relazione, di amicizia, di condivisione che c'è in tutti. Sentirsi parte dell'unico popolo di Dio in cammino per costruire il Regno; il Regno: uomini e donne con gioie, dolori, speranze, desideri... Cosa di diverso da noi? Forse solo la povertà materiale, la mancanza di certi mezzi che noi riteniamo indispensabili per vivere. |
| E nelle infinite diversità quello che mi ha fatto sentire a casa è trovare un cuore che batte per il prossimo, non importa chi sia, da dove venga, ma attento a tutti. Un cuore che ascolta, che accoglie, un cuore che ama. |
| Importante l'esperienza di lavoro fatta a contatto con le donne. Con loro abbiamo condiviso difficoltà, cercato strategie per migliorare la vita senza togliere nulla della cultura e della tradizione. |
| È stato un cammino dove incontri la vita, dove non sono le tue idee, i tuoi progetti, a prevalere ma la quotidianità fatta di gesti semplici, di azioni che sembrano insignificanti, ma che cambiano, trasformano i cuori, le menti, i desideri. Una quotidianità dove il protagonismo non può aver posto, dove quello che conta è l'amore che tu sai dare attraverso l'ascolto, attraverso un saper "perdere tempo" per aspettare, per camminare con i tempi che il luogo richiede. |
| Sintetizzare la mia esperienza di questi due anni... Lo farei con tre parole: camminare, ascoltare e aspettare; perché è stato così che il lavoro e molti "incontri" si sono realizzati e creati. |
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Gabriella |