Per
molti cinesi Cristo è ancora uno straniero
Il volto cinese di
Gesù
![]()
P. Gianni
Criveller*
("Mondo e
Missione", Agosto-Settembre 2007)
Cosa
pensano i cinesi di Gesù? Per molti, è innanzitutto uno straniero. Uno dei
miei migliori amici di Taiwan, Leonardo, è un convertito nato in una famiglia
“agnostica”. Mi diceva che i suoi coetanei crescevano senza alcuna idea di
Dio, e senza sentirne
Ma ora qualcosa sembra cambiare. Per la prima volta, dai tempi di Matteo Ricci,
il mondo accademico cinese guarda alla fede cristiana come una ricchezza. E
allora chi è Gesù per i cinesi? C’è qualcosa «specificatamente cinese»
nell’accogliere e comprendere questa figura? Quale contributo
l’interpretazione cinese di Gesù porta al cristianesimo universale?
Negli ultimi anni molti studiosi, cinesi e non, hanno cercato di rispondere a
queste domande. Nel 1998 il gesuita Benoit Vermander aveva curato una prima
raccolta di studi, dal significativo titolo “Le Christ Chinois, Héritages et
Espérance” («Il Cristo cinese»). Ma è soprattutto il valente sinologo
verbita Roman Malek a guidare un ambizioso progetto, che lascerà un segno
profondo nella storia degli studi su cristianesimo e Cina. L’opera curata da
padre Malek si intitola “The Chinese Face of Jesus Christ” («Il volto
cinese di Gesù»), pubblicata dall’“Istituto Monumenta Serica di Sankt
Augustin” (Germania). Il progetto comprende cinque volumi, di cui i primi tre
già pubblicati, che contengono saggi sul tema dell’immagine di Gesù
sviluppatasi in Cina dalla dinastia Tang ai nostri giorni. Il quarto volume
offrirà una bibliografia ragionata di pubblicazioni occidentali e cinesi su
Cristo in Cina, con un indice generale e un glossario. L’ultimo volume sarà
dedicato all’iconografia e riunirà le rappresentazioni visive di Gesù da
parte dei missionari, dei cristiani e degli artisti cinesi.
L’approccio è fortemente interdisciplinare: i molteplici volti e immagini di
Gesù in Cina sono presentati con competenze sinologiche, storiche, teologiche,
artistiche ecc. I numerosi studi, scritti da specialisti di tutto il mondo,
affrontano il tema in una duplice prospettiva “ermeneutica”, così descritta
da Malek: «Tratteggiare la figura di Gesù “straniero” e “occidentale”
da un punto di vista cinese, ma anche il “Gesù cinese” da una prospettiva
occidentale».
Il termine «volto» è alquanto complesso e si presta a varie sfumature
interpretative. «Volto» (in inglese “face”) e «immagine» (“image”)
hanno vari equivalenti nella lingua cinese: il primo, nell’accezione usata nei
volumi, potrebbe essere tradotto in modo adeguato con “mianrong”. Esso non
indica solo i connotati fisici del viso, bensì l’unicità personale,
l’identità sociale. Il termine cinese “xingxiang” (immagine) esprime il
concetto di «icona», la visualità evocativa.
L’imponente opera curata da Malek riguarda “Gesù di Nazareth” come
personaggio storico e redentore; il suo messaggio e le sue azioni, e la sua
influenza in Cina. I primi tre volumi descrivono l’approccio che ogni epoca
(dalle dinastie Tang, Yuan, Ming, Qing ai nostri giorni) ha avuto verso la
figura di Cristo. I volumi includono anche un’ampia antologia di scritti,
cristiani e non; il quinto, dedicato all’«immagine» di Gesù, metterà in
risalto l’impatto della visualità, nell’accoglienza di Gesù da parte delle
comunità cristiane, o della reazione della società a Cristo.
Il cristianesimo entrò in Cina nell’anno 635 grazie ai missionari della
Chiesa siro-orientale, durante
«Nel passato la “xenofobia” e il forte nazionalismo - scrive padre Malek -
impedirono a molti cinesi una comprensione genuina di Cristo. La capacità di
accogliere Gesù per i cinesi dipende da come essi sapranno integrare le
complicate “questioni cristologiche” nel loro sistema di pensiero, e in
quale grado Gesù potrà rispondere ai bisogni e ai desideri della Cina
contemporanea. È perciò importante accogliere i volti e le immagini cinesi di
Cristo con grande sensibilità. Questo tipo di approccio interculturale ci apre
nuove possibilità di riflessione sul senso della figura di Gesù Cristo in un
mondo pluralistico».
*Missionario del Pime, sinologo, Hong Kong (Cina)