ROMA - HONG KONG

RITAGLI   «Il Papa ha scelto Zen non per calcoli politici»   CINA

All’indomani dell’elevazione a cardinale di monsignor Joseph Zen,
"Mondo e Missione" ha chiesto un commento a padre Gianni Criveller,
missionario del Pime a Hong Kong, studioso dell’Holy Spirit Study Centre.

MONS. JOSEPH ZEN, coraggioso "difensore morale" di Hong Kong!

Gianni Criveller
("Mondo e Missione", Marzo 2006)

«Lo stile battagliero e in alcuni casi persino polemico di mons. Joseph Zen ha provocato, dentro e fuori la Chiesa, una grande attesa e curiosità circa la sua elevazione a cardinale. Alcuni osservatori lo giudicavano troppo controverso per essere "premiato" con la berretta cardinalizia, anzi erano non pochi coloro che immaginavano un ridimensionamento del suo ruolo, e il suo trasferimento da Hong Kong. Monsignor Zen, infatti, sembra agli occhi di taluni, un ostacolo per il ravvicinamento della Santa Sede al governo di Pechino, verso il quali Zen non aveva risparmiato severe critiche per la soppressione della libertà religiosa. Inoltre i toni polemici usati dal vescovo anche verso il governo locale gli avevano creato una fama di vescovo antigovernativo.

Personalmente sono molto entusiasta di questa scelta. Credo che il Papa abbia compiuto un gesto religioso, ecclesiale, senza calcoli politici, come è giusto. La Chiesa cattolica aveva bisogno di un cardinale cinese e mons. Zen era il candidato più naturale. Egli infatti è nato e cresciuto a Shanghai, dove ha ancora forti legami; ha trascorso molta parte della sua vita ad Hong Kong; è stato insegnante nel seminario; provinciale dei Salesiani; parla bene molte lingue. Ma soprattutto conosce come pochi la chiesa in Cina. Nel suo nuovo ruolo di cardinale Zen è ora in grado di informare il Santo Padre sulla Chiesa cinese. Il Papa, dunque, ha fatto una scelta di grande rilievo ecclesiale, e di amore per la Chiesa e il popolo cinese. Escludere Zen dalla rosa dei nuovi cardinali, questa sì sarebbe stata una scelta tutta politica. Sarebbe stato come sottomettere le esigenze ecclesiali a calcoli diplomatici. Ma la diplomazia non è l’essenziale della missione della Chiesa.

La notizia della creazione cardinale da parte del papa Benedetto XVI di monsignor Joseph Zen, vescovo di Hong Kong, occupa le prime pagine dei giornali e delle news televisive di Hong Kong. I media principali hanno mandato a Roma un loro giornalista, mentre sono più di un centinaio i fedeli che hanno accompagnato Zen da Hong Kong a Roma. Questo notevole interesse mediatico per l’elevazione di mons. Zen è un fatto notevole in una città moderna e commerciale come Hong Kong, da nove anni ritornata sotto la sovranità cinese, pur conservando uno statuto autonomo speciale. In questa città, ponte tra Cina ed occidente, i cattolici sono solo il 5 per cento. La Chiesa cattolica è una realtà tutto sommato marginale: per molta parte della popolazione la fede cristiana è una cosa straniera e estranea. Eppure, grazie al suo coraggioso impegno sociale, Zen è divenuto una delle figure più riconosciute, rispettate, influenti e persino temute della città, tanto da essere stato votato "personaggio dell’anno" nel 2002, ed essere definito da molti la "coscienza morale" di Hong Kong».