I VESCOVI E IL PAESE

RITAGLI      Card. Bagnasco:      DOCUMENTI
in politica serve un alto senso della vita
e della famiglia

Tra Chiesa e società c’è «un rapporto di grande stima e di estrema vicinanza»,
che episodi «pure gravi» non possono pregiudicare.

Da Roma, Giorgio D’Aquino
("Avvenire", 23/1/’08)

Tra Chiesa e società italiana c’è «un rapporto di grande stima e di estrema vicinanza popolare», e non sono certo episodi, «pure gravi e incredibili», come quello della mancata visita del Papa alla "Sapienza" «che possono pregiudicare un’intesa e una positiva collaborazione, che sono e restano nei fatti». Il giorno dopo l’apertura della sessione invernale del "Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana", il Cardinale Presidente della "Cei" Angelo Bagnasco è tornato sui temi toccati dalla sua Prolusione in un’intervista pubblicata sul numero odierno di "L’Osservatore Romano".
Ancora riguardo alla mancata visita di
Papa Benedetto XVI all’"Università La Sapienza" di Roma, per Bagnasco è necessario oggi in Italia «recuperare una forte cultura della legalità e il senso vero del dialogo e della democrazia, per cui ognuno nel rispetto effettivo degli altri possa esprimere in modo sereno le proprie idee». Rispondendo sul riferimento della sua Prolusione alla perduta capacità di costruire insieme lo sviluppo del Paese, il Presidente della "Cei" ribadisce come su questo fronte «è importante che i cattolici portino il contributo di valori spirituali ed etici nel dibattito pubblico». Questo compito, insiste Bagnasco, «deve essere peraltro interpretato con maggiore persuasione e capacità di "argomentare" rispettosamente le proprie convinzioni, sapendo che esse nascono sia dal "Vangelo" come anche dal senso comune della vita. Per questo i cattolici non vogliono imporre una visione religiosa, ma proporre dei valori universali. Beninteso, l’argomentazione più credibile nasce sempre dalla testimonianza della vita».
Quanto alla crisi della politica italiana, spesso considerata "crisi di valori", il porporato rileva come «non esiste politica senza alti ideali spirituali e morali. La politica infatti ha come scopo la giustizia che è anzitutto una virtù morale. Essa richiede pertanto da parte di tutti coloro che si occupano di politica un alto senso della persona umana, della vita e della famiglia». Per quanto riguarda il fronte sociale, Bagnasco insiste sul fatto che «è bene far crescere sempre di più il rapporto dinamico ed imprescindibile tra economia e solidarietà. Ciò comporta innanzitutto – spiega – che il senso del "bene comune" prevalga sugli interessi individuali». La Chiesa infatti «condivide i problemi anche economici che colpiscono, che assediano i singoli e le famiglie. In particolare mi riferisco a due emergenze: le famiglie con bambini che faticano ad arrivare alla fine del mese e le persone sole che vivono il dramma di un certo isolamento».
Dopo la moratoria sulla pena di morte, la moratoria sull’aborto. Come si pone e si porrà in futuro la Chiesa in Italia nei confronti di quest’ultima iniziativa?
«La Chiesa – è la risposta – ribadisce come sempre che l’aborto è un crimine... In questo momento storico si auspica realisticamente almeno l’applicazione più incisiva di quelle parti della legge che tutelano la maternità e inoltre che si prendano in seria considerazione i risultati della ricerca scientifica». Quanto ai temi "etici" «Benedetto XVI ha spesso ricordato che esistono valori non negoziabili che sono costitutivi della persona umana e che pertanto non ammettono compromessi o mediazioni. In questo caso non solo sarebbero negati, ma verrebbe meno il fondamento stesso della dignità della persona umana, che sarebbe consegnata alle opinioni dominanti, secondo gli interessi e le utilità del momento».
Riferendosi infine alla
"Spe salvi", Bagnasco ribadisce la necessità di «annunciare in modo più esplicito e sistematico il vero destino dell’uomo: la vita eterna, che è quella pienezza di felicità, senza fine, che il cuore di ognuno in ogni epoca coltiva. Una pienezza assoluta che non è nelle mani dell’uomo, che assoluto non è e non sarà mai».