MISSIONE CAMERUN

RITAGLI    DA YAOUNDÉ A DJALINGO    MISSIONE AMICIZIA

Dopo sei anni nella capitale, Sr. Serena ritorna nella Comunità di Djalingo,
al Nord del Camerun.

Mamma del Camerun, con in braccio il suo piccolo...

Sr. Serena De Stefani
("Missionarie dell’Immacolata", Aprile 2008)

Da alcuni mesi ormai ho lasciato Yaoundé, con le persone e le situazioni che nei sei anni di servizio nella capitale mi erano diventate familiari, e sono ritornata a lavorare al Nord, precisamente a Djalingo.

Questo cambiamento mi ha dato l'occasione di verificare di persona il "divario" che esiste, per certi settori del progresso, tra le grandi città e il resto del paese. Mentre in città ad ogni passo si trovano "cyber cafè" con la possibilità di "posta elettronica", nei villaggi tutto resta come al tempo "des ancetres", degli "antenati". Ed è anche per questo che i giovani, una volta sperimentata la vita di città, nonostante i disagi e qualche volta la fame, non riescono più a ritornare al villaggio.

Anch'io, come primo impatto, ho avuto l'impressione di essere tagliata fuori dal mondo, e mi sono accorta che mi ero ben abituata alla facilità di comunicazione che offrono telefono ed "internet". Infatti, da quando sono a Djalingo, sto solo adesso organizzandomi per riprendere la comunicazione con i mezzi che ci sono qui. Ma, a parte questo, ho fatto abbastanza in fretta a ritrovarmi nella vita calma del Nord Camerun, dove il ritmo è quello delle stagioni, del levar del sole o della pioggia, e i sorrisi, la tranquillità delle persone e le belle immagini della natura e della vita dei campi portano pace e ci riempiono la vista e il cuore. Le corse negli uffici tra il traffico di Yaoundé cominciano a diventare un ricordo, ma senza nostalgia. Mi mancano ancora un po' gli "sgangherati" ma efficaci "taxi" gialli che permettevano rapidi spostamenti. Qui al Nord sono una rarità e sono stati "rimpiazzati" dalle moto: un mezzo, per noi della "terza età", da usare solo in casi estremi... Fortunatamente abbiamo la nostra "jeep"!

Veniamo a Djalingo, dove avevo lavorato ben nove anni fa, quando era iniziata la nostra presenza. Da allora la missione ha progredito, sia come personale che come strutture: avevamo iniziato in due, io e Sr. Francesca, con un programma ridotto, anche perché Djalingo non era ancora parrocchia. Veniva saltuariamente un Padre da una missione vicina per la Messa e l'amministrazione dei Sacramenti. Ora c'è un parroco fisso, un giovane e attivo sacerdote "Fidei Donum" della diocesi di Milano, con tanti bei progetti di cui qualcuno già realizzato, come l'acqua per tutto il quartiere, ed altri in "cantiere". C'è il "Centro" per gli handicappati, piccolo ma funzionante. In Comunità siamo in tre. Sono qui con Sr. Giampaola, che è l'anziana rimasta, con Sr. Regi, che si occupa del "Centro" e anche dei "Cop Monde" ("infanzia missionaria"). Io, vista la mia precedente esperienza, ho ripreso a seguire i gruppi di donne; in questi ultimi anni, in tutte le parrocchie, è stato fatto e si sta facendo un buon lavoro, coordinato dalla diocesi, per la "promozione" della donna e per l'organizzazione di attività che permettano un piccolo guadagno, soprattutto per i mesi in cui non ci sono i prodotti agricoli e non sono possibili i piccoli commerci. Dal mese scorso, attraverso incontri sia a livello di diocesi che sul posto, mi sto inserendo di nuovo in questo movimento di "animazione" del mondo femminile, dove resta sempre tanto da fare.

Adesso le donne sono ancora occupate nei lavori dei campi; in Gennaio inizieremo i corsi di "alfabetizzazione" e altre attività, soprattutto per le ragazze.

Nella pastorale seguiamo soprattutto la catechesi in preparazione ai Sacramenti con l'aiuto dei catechisti.

Anche quest'anno saranno parecchi i "catecumeni" che, iniziato il loro cammino verso il Battesimo, entreranno a far parte delle diverse comunità.

Ecco gli inizi della mia "nuova" – "vecchia" missione al Nord, a cui mi sto bene "riabituando".