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Don Francesco Fully Doragrossa
( Diocesi di Genova )

Qualcuno di voi è stato certamente colpito in questi giorni dall’atleta "non abile" che è giunto secondo in una gara di corsa atletica al "Gran Galà" di Roma: gareggiando con atleti "normali", mentre lui si avvaleva di protesi avveniristiche al titanio.

La discussione si è spostata subito sul fatto se lui fosse avvantaggiato o meno dalle sue protesi (le gambe gli furono amputate da piccolo per una malformazione congenita), e se potesse dunque gareggiare con gli altri. Discussione "stucchevole" dal punto di vista umano. Ho persino sentito un commento preoccupato che diceva: "Temiamo che tutti gli atleti si facciano tagliare le gambe per poter correre avvantaggiati!". L’orrore del "buon gusto" non ha limiti!

Al di là della straordinaria prova educativa di un atleta, che con la sua forza di volontà trasforma una menomazione in una sorta di vantaggio, e riesce ad arrivare là dove si era prefissato grazie a disciplina, sacrificio, etc. etc.: prova che nessuno è in grado di giudicare perché nessuno entra nel cuore di questo ragazzo, e non conoscendolo non possiamo dire nulla del suo personale cammino interiore… Mi colpisce invece l’uso della tecnologia a vantaggio dell’uomo!

Dunque la ricerca, lo studio, l’analisi dei materiali, la sperimentazione possono fare cose grandi per il bene dell’uomo.

È chiaro a tutti che queste cose, senza che l’uomo ci metta il cuore e la testa, non servono a nulla; non sono certo due pezzi di titanio a dare "qualità" alla vita e valore alla vita, ma ciò che da dentro l’uomo ha consentito loro di essere un "gesto d’amore".

L’amore dei ricercatori, l’amore di questo ragazzo e di chi lo aiuta sono i veri protagonisti dell’episodio.

Ed è su questo che volevo farvi riflettere. Su questo amore quotidiano che pervade o non pervade la scienza e la ricerca…

Se questo atleta può arrivare a tali risultati, allora davvero si possono produrre, pensare e realizzare strumenti in grado di aiutare l’uomo nella ricerca del suo bene. Esiste un mondo e un modo di pensare al bene dell’uomo. Perché allora questo bene non è condiviso? Perché questo comune ricercare non viene applicato alla vita di tutti i giorni? Perché la scienza e la tecnica non si concentrano su questo genere di cose? Perché le risorse pubbliche non vengono dirottate su questo genere di ricerche?

Perché si fabbricano sempre nuove armi, e mai nuovi semplici farmaci che aiutino l’uomo? Perché ci sobbarchiamo il peso di tante guerre, di tanti investimenti in armi e non investiamo in pozzi, in "desalinazzatori", in case, ospedali, scuole?

Sentiamo in questi giorni notizie che amareggiano. La Russia sospende la "moratoria" dell’accrescimento delle armi convenzionali. Ma costruire un carro armato non può essere sostituito dal finanziare la ricerca? Con i soldi con cui si costruisce un aereo militare, quante persone possono ricevere un aiuto concreto e non un missile sulla testa?

Ma sentiamo anche che un ministro sale su un elicottero per farsi portare a una "festicciola" per un paio d’ore: segno di sobrietà e di investimento per la ricerca? Col costo di quel "viaggetto", per quanti mesi si sarebbe potuto pagare un ricercatore?

Sentiamo che se un portiere, a 18 anni, in terza riserva di una squadra di serie A prende 25.000 euro al mese, un ricercatore sulle proteine per sconfiggere il cancro prende 900 euro al mese, e chissà se domani lavorerà…

Sentiamo che ancora una volta il fatturato italiano sulle armi è in crescita.

Non vorremmo che un povero ragazzo senza gambe si trasformasse in un "circo spettacolo" alla "Buffalo Bill". Vorremmo che il suo segno fosse quello di impegnarsi, affinché tutti i bambini di ogni guerra avessero le stesse possibilità. Vorremmo che la nostra sanità fosse all’altezza di queste sfide. Vorremmo che la scienza non fosse piegata da logiche economiche ma che, libera, cercasse qual è il bene dell’uomo…

Noi siamo sempre disposti a dire che senza "Amore" l’uomo è nulla, anche se sbarca sulla luna, anche se resuscita i morti, anche se corre senza gambe; ma la scienza compia il suo cammino a favore di tutti, non solo per chi paga di più!