VIVERE SULLE CIME

Emozionanti storie di montagna, raccontate dagli escursionisti
che fanno tappa al rifugio Letey, nella vallata del Grand Combin.
Panorami incantevoli sulla Bellezza.

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in cammino sui sentieri dei Giganti

Un luogo gestito da due fratelli,
meta anche di molte comitive di giovani
che non hanno paura della fatica e del sacrificio.

Il Rifugio Letey, al Grand Combin, in Valle d'Aosta.

Da Aosta, Fabrizio Favre
("Avvenire", 14/8/’07)

In Valle d'Aosta con un'ora di cammino ci si può trovare ai piedi di vette che superano i 2700 metri e si può far conoscere la montagna a ragazzi di sette-otto anni. Lo raccontano Daniele e Marina, fratello e sorella, rispettivamente di 19 e 32 anni, che nel periodo estivo (da metà giugno a metà settembre) gestiscono un rifugio di proprietà comunale nella vallata del Gran Combin. La struttura, situata a 2435 metri a una quarantina di minuti dal colle Champillon (comune di Doues) e inaugurata nel 2005, è stata dedicata a Adolfo Letey, per quarant'anni primo cittadino di questo comune di 414 anime. È una tappa fondamentale sia per il «Tour des Combins», sia per l'«Alta Via numero 1», chiamata anche «Alta Via dei Giganti», e che comprende Monte Rosa, Cervino, Grand Combin e Monte Bianco. La strada più breve per arrivare al Letey, salendo da Doues, parte da una croce in pietra, situata in un pianoro, dove termina la strada asfaltata. Una croce portata dagli alpini e proveniente dal vecchio cimitero del paese. Lungo il tragitto, che mano a mano si fa più ripido, si incontra una "cappelletta" dedicata alla Madonna delle Nevi, una delle tante testimonianze di fede che caratterizzano le montagne di questa regione.
Marina non pensa che la montagna sarà tutta la sua vita - nel resto dell'anno lavora presso una cooperativa sociale occupandosi di asili nido e "microcomunità" per anziani - ma confessa che si tratta di una passione sbocciata da piccola, quando saliva «a dare una mano» nel rifugio gestito per diciassette anni da suo zio al «Collon» di Bionaz, un paese non molto distante, situato nella stessa vallata. Le esperienze più belle sono gli incontri con gli escursionisti. «Ci sono persone che fanno un lungo giro, arrivando anche dalla Svizzera - spiega Daniela - . E hanno molto da raccontare. Sono francesi, belgi, tedeschi. Le loro storie di montagna sono emozionanti e coinvolgenti. È bello non solo dar loro un riparo, ma farsi ascoltatori di ciò che hanno visto, delle sensazioni che hanno provato, degli imprevisti incontrati. Anche questo fa parte del nostro essere accoglienti. E per me è fonte di grande arricchimento umano».
Anche i più piccoli trovano posto in questa struttura che d'estate mette a disposizione trenta posti letto. «Ci raggiungono molte colonie, alcune anche parrocchiali, per gite di una giornata qui al rifugio. L'altro giorno, ad esempio, abbiamo avuto un gruppo di olandesi - racconta Daniela - . Un sacerdote bergamasco mi ha contattato la scorsa settimana perché vuole proporre un'esperienza ai suoi ragazzi. Saliranno nel pomeriggio con alcuni educatori, si fermeranno a mangiare e dormiranno qui da noi». La montagna, insomma, continua ad affascinare i ragazzi. Un'affermazione che contrasta con l'immaginario collettivo che vede i giovani tutti cellulari e videogiochi, disinteressati da ciò che comporta fatica e sacrificio, a meno che non ci sia un forte elemento di competitività con i coetanei: un modo di ragionare totalmente estraneo alla montagna, dove la sfida è principalmente con se stessi.
«Dal 25 al 30 giugno - conclude Daniela - è stato organizzato al Letey dall'assessorato all'Ambiente della Regione autonoma Valle d'Aosta un campo denominato "trekking nature" con venti ragazzini di età compresa tra i 7 e i 9 anni seguiti da due guide. Sono rimasta impressionata dal loro entusiasmo, dall'educazione, anche dalla competenza dimostrata. Alcuni avevano già fatto delle esperienze particolarmente impegnative, ad esempio nel campo dell'arrampicata. Al termine del campo erano proprio contenti». Ma ci sono anche bambini che salgono con le loro famiglie e restano a bocca aperta di fronte allo splendido scenario della conca di By, ad abbracciare con un solo sguardo il Grand Combin da una parte e il Mont Gelé dall'altra. Un balcone in alta quota che si affaccia sulla Bellezza.