PER UN "CLIMA" DI GIUSTIZIA…

RITAGLI     Perché il "Creato" ci sta a cuore!     DOCUMENTI

Oggi tutti (a parole) sono per l’ambiente.
Lo specifico del "messaggio cristiano" è un’"ecologia umana",
in cui la natura non è "idolatrata", né "asservita" all’economia.

GEROLAMO FAZZINI
("Mondo e Missione", Marzo 2009)

«La Chiesa non trova i criteri decisivi per la sua responsabilità e "azione pastorale" in prima istanza nelle argomentazioni delle scienze "sociali" e "naturali"». Lo scrivevano i Vescovi tedeschi nel 2006, in un "documento sull’ecologia", e non possiamo che "sottoscrivere": non ci occupiamo dei "cambiamenti climatici" in obbedienza a qualche "moda" o perché la scienza ci imponga di farlo. Il motivo è più profondo: chi sente di «essere nel cuore di Dio» ha a cuore l’uomo e l’ambiente che il "Creatore" ha predisposto per l’umanità. Il messaggio del "Regno di Dio" «non contiene alcuna "ricetta miracolosa" per la soluzione dei problemi relativi ai "cambiamenti climatici globali", ma costituisce l’orizzonte dell’"azione storica" della Chiesa».
Non è mai tempo perso tornare sulle ragioni di fondo per cui ci si spende. Troppo spesso la sensazione è che l’impegno cristiano per l’"ecologia" abbia messo fra parentesi una visione dell’uomo "biblicamente" fondata («la natura è per l’uomo e l’uomo è per Dio»). In qualche caso abbiamo percepito una sorta di "sudditanza culturale" a modelli estranei alla "dottrina sociale" della Chiesa. Il che, non di rado, porta a "ecologismi" dal fiato corto.
Ecco perché crediamo sia importante rilanciare quella che
Benedetto XVI chiama un’«ecologia umana», che propone un’umanità in sintonia "armonica" col cosmo, non in "competizione" né in regime di indefinita appartenenza ad esso (quasi che l’uomo fosse un "animale" tra i tanti).
Un altro criterio basilare, in tema di impegno per la "salvaguardia del Creato", potrebbe essere così riassunto: «Sì alla responsabilità, no al "catastrofismo"». La Chiesa ha fiducia nell’uomo e nella sua capacità sempre nuova di cercare soluzioni ai problemi che la storia gli pone. A dispetto di quanto lascia intendere un certo "ecologismo arrabbiato", l’uomo non è «il "cancro" del pianeta». È tuttavia semplicistico replicare, a tale visione "riduttiva", che «l’uomo è la soluzione, non il problema», come recita il "motto" dell’"Agenzia Svipop", portavoce di un "ambientalismo cristiano" «controcorrente». L’uomo può essere, di volta in volta, soluzione e problema: dipende da come esercita la sua libertà, se lascia prevalere gli interessi economici, politici e "ideologici" oppure il senso del "bene comune’.
Lo ha spiegato efficacemente il Papa in un celebre "Discorso" (
"Epifania 2008"): «I conflitti per la "supremazia" economica e l’accaparramento delle "risorse" energetiche, idriche e delle "materie prime’ rendono difficile il lavoro di quanti, ad ogni livello, si sforzano di costruire un mondo giusto e "solidale"». E ancora: «C’è bisogno di una speranza più grande, che permetta di preferire il "bene comune" di tutti al "lusso" di pochi e alla "miseria" di molti. Questa grande speranza può essere solo Dio... Se c’è una grande speranza, si può perseverare nella "sobrietà" (…). La moderazione non è allora solo una regola "ascetica", ma anche una via di "salvezza" per l’umanità».
Il tempo di "crisi" che stiamo attraversando è certo una stagione di "prova". Ma potrebbe rivelarsi un "kairòs", l’opportunità di rivisitare – in chiave di "rispetto per la natura" – uno stile di vita troppo "egoista", di gente «sazia e disperata». A patto di avere il coraggio di cambiare davvero.
È quanto auspica anche "Ecen", una "rete ecumenica" di organismi cristiani impegnati sul versante "ambientale" (l’"ecologia" è uno degli ambiti dove la "collaborazione" fra Chiese si è rivelata più feconda): «Il termine "crisi ambientale" non è del tutto appropriato – si legge in un "documento" recente – . In realtà la "crisi" attuale non è fuori di noi (nell’ambiente "fisico" che ci circonda), ma è innanzitutto dentro noi stessi: è una "crisi" del nostro modo di pensare, di "percepire" e di agire».