CINA
Sui passi di san Francesco per ridonare la speranza
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I religiosi del poverello di Assisi operano per i malati di
lebbra dal 1998,
presto una nuova struttura per chi ora vive nelle grotte.
Gerolamo Fazzini
Accanto alla Cina del miracolo economico ce n'è un'altra, segnata da
povertà e disuguaglianze sociali profondissime. Se a Pechino e Shanghai
svettano grattacieli arditi e fervono i cantieri, nelle campagne e nelle zone
montuose delle province più povere dell'immenso Paese permangono sacche di
miseria e di emarginazione. Ne fanno parte le donne dei villaggi, i contadini
analfabeti, gli anziani tagliati fuori dall'assistenza sanitaria. E, ultimi tra
gli ultimi, i lebbrosi. Oggi in Cina risultano registrati non meno di 20 mila
casi di lebbra, cui vanno aggiunte 120 mila persone, ex malati pesantemente
segnati dal morbo che le ha rese, in toto o in parte, disabili.
È a servizio di queste persone che un piccolo drappello di francescani minori
ha attivato nel 1998 un centro per lebbrosi a Shangluo, nella provincia dello
Shaanxi e si appresta ad aprirne un secondo nel villaggio di Salaxi, nella zona
di Bijie (provincia di Guizhou). Da qualche tempo il governo cinese autorizza
l'attività di Ong ed enti (anche stranieri) a servizio delle fasce più
vulnerabili della popolazione. La presenza francescana si colloca in questo
contesto. Da considerare, inoltre, che la testimonianza della carità, specie
nei confronti di categorie discriminate come i lebbrosi, è una delle vie più
efficaci (e credibili) di presenza cristiana in Cina.
In entrambi i casi si tratta di iniziative in collegamento con i servizi sociali
e sanitari del territorio. Il centro di Shangluo è decollato grazie a un
accordo di cooperazione fra Cina e Corea del Sud. Agli inizi ospitava una
ventina di pazienti: oggi sono 95 in tutto. Gli edifici originari erano le
abitazioni degli stessi lebbrosi, ora la struttura è dotata di stanze, sono
tutte fornite di riscaldamento, con 2 o 3 letti per stanza e un bagno. Molti di
questi pazienti, quasi tutti anziani, avevano trovato nel Centro un posto per
vivere con le loro famiglie e i loro figli. I loro figli sono stati presi in
carico dal Centro con borse di studio e ora, affidati alle cure del parroco
locale, vivono in una casa messa a loro disposizione.
Il nuovo lebbrosario di Salaxi - l'inaugurazione è fissata per il prossimo 4
ottobre - si trova in una delle zone più povere del Paese, a causa del suo
territorio montuoso. Nascerà dalla ristrutturazione completa di alcune case,
costruite negli anni Settanta dal governo locale con l'aiuto di un medico
missionario inglese, la cui opera in favore degli hanseniani (i lebbrosi) è
testimoniata da una piccola iscrizione.
Nel Guizhou la presenza dell'hanseniasi è sempre stata forte: i dati ufficiali
parlano di 3.387 pazienti nella provincia, ma sono certamente sotto stimati.
Anche qui, come altrove, i malati di lebbra sono sempre stati vittime di stigma
sociale ed espulsi dalla società: per questo vivono nei luoghi più nascosti
delle montagne. I loro figli, sani, spesso vivono con loro in questi vecchi
centri di cura, nascosti tra le vallate, senza possibilità di accesso alla
scuola e senza alcuna speranza per il futuro.
Come avvenuto a Shangluo, l'auspicio è che la nuova struttura porti ai malati,
insieme a opportunità di cura e assistenza medica, anche la possibilità di un
riscatto umano e sociale e il recupero di una dignità sin qui calpestata.