CINA
RITAGLI   Sui passi di san Francesco per ridonare la speranza   CINA

I religiosi del poverello di Assisi operano per i malati di lebbra dal 1998,
presto una nuova struttura per chi ora vive nelle grotte.

Gerolamo Fazzini
("Avvenire", 28/1/’06)

Accanto alla Cina del miracolo economico ce n'è un'altra, segnata da povertà e disuguaglianze sociali profondissime. Se a Pechino e Shanghai svettano grattacieli arditi e fervono i cantieri, nelle campagne e nelle zone montuose delle province più povere dell'immenso Paese permangono sacche di miseria e di emarginazione. Ne fanno parte le donne dei villaggi, i contadini analfabeti, gli anziani tagliati fuori dall'assistenza sanitaria. E, ultimi tra gli ultimi, i lebbrosi. Oggi in Cina risultano registrati non meno di 20 mila casi di lebbra, cui vanno aggiunte 120 mila persone, ex malati pesantemente segnati dal morbo che le ha rese, in toto o in parte, disabili.
È a servizio di queste persone che un piccolo drappello di francescani minori ha attivato nel 1998 un centro per lebbrosi a Shangluo, nella provincia dello Shaanxi e si appresta ad aprirne un secondo nel villaggio di Salaxi, nella zona di Bijie (provincia di Guizhou). Da qualche tempo il governo cinese autorizza l'attività di Ong ed enti (anche stranieri) a servizio delle fasce più vulnerabili della popolazione. La presenza francescana si colloca in questo contesto. Da considerare, inoltre, che la testimonianza della carità, specie nei confronti di categorie discriminate come i lebbrosi, è una delle vie più efficaci (e credibili) di presenza cristiana in Cina.
In entrambi i casi si tratta di iniziative in collegamento con i servizi sociali e sanitari del territorio. Il centro di Shangluo è decollato grazie a un accordo di cooperazione fra Cina e Corea del Sud. Agli inizi ospitava una ventina di pazienti: oggi sono 95 in tutto. Gli edifici originari erano le abitazioni degli stessi lebbrosi, ora la struttura è dotata di stanze, sono tutte fornite di riscaldamento, con 2 o 3 letti per stanza e un bagno. Molti di questi pazienti, quasi tutti anziani, avevano trovato nel Centro un posto per vivere con le loro famiglie e i loro figli. I loro figli sono stati presi in carico dal Centro con borse di studio e ora, affidati alle cure del parroco locale, vivono in una casa messa a loro disposizione.
Il nuovo lebbrosario di Salaxi - l'inaugurazione è fissata per il prossimo 4 ottobre - si trova in una delle zone più povere del Paese, a causa del suo territorio montuoso. Nascerà dalla ristrutturazione completa di alcune case, costruite negli anni Settanta dal governo locale con l'aiuto di un medico missionario inglese, la cui opera in favore degli hanseniani (i lebbrosi) è testimoniata da una piccola iscrizione.
Nel Guizhou la presenza dell'hanseniasi è sempre stata forte: i dati ufficiali parlano di 3.387 pazienti nella provincia, ma sono certamente sotto stimati. Anche qui, come altrove, i malati di lebbra sono sempre stati vittime di stigma sociale ed espulsi dalla società: per questo vivono nei luoghi più nascosti delle montagne. I loro figli, sani, spesso vivono con loro in questi vecchi centri di cura, nascosti tra le vallate, senza possibilità di accesso alla scuola e senza alcuna speranza per il futuro.
Come avvenuto a Shangluo, l'auspicio è che la nuova struttura porti ai malati, insieme a opportunità di cura e assistenza medica, anche la possibilità di un riscatto umano e sociale e il recupero di una dignità sin qui calpestata.