DA HONG KONG
Padre Bonzi:
![]()
«Nuove occasioni di testimonianza»
Gerolamo
Fazzini
("Mondo e
Missione", Agosto-Settembre 2007)
«Se ho visto cambiamenti in
questi ultimi anni? Certo. Forse si potrebbe addirittura parlare, alla luce del
forte incremento degli scambi tra Hong Kong e la Cina, di una provvidenziale
moltiplicazione di opportunità per l’evangelizzazione».
Padre
Giosuè Bonzi,
missionario del Pime, a Hong Kong da quarant’anni, opera nell’ambito della
condivisione e dell’assistenza ai disabili. Spiega: «Per entrare in Cina
continentale oggi è facile ottenere un visto multiplo valido per tre anni.
Prima del luglio ’97, invece, per un visto multiplo di un anno mi toccava
scomodare le autorità della “Federazione dei disabili” della municipalità
di Pechino, perché inviassero una richiesta “ad hoc” all’ufficio visti
della Cina a Hong Kong. Le facilitazioni introdotte hanno prodotto occasioni
inedite per l’evangelizzazione».
Padre Bonzi segnala, innanzitutto, l’aumento costante di visitatori, il che
induce a pensare come l’integrazione di Hong Kong nella Cina continentale stia
viaggiando a velocità superiore al previsto. «Ogni settimana - spiega -
all’“Encounter” accogliamo a cena preti, suore, seminaristi, catechisti e
fedeli della Cina continentale, in prevalenza appartenenti alla Chiesa “non
ufficiale”. La nostra “casa-famiglia” è diventata una tappa
dell’itinerario che la diocesi di Hong Kong ha predisposto per questi ospiti,
che colgono l’occasione del turismo per un rapido aggiornamento pastorale e
per conoscere le vie di apostolato esplorate dalla nostra Chiesa locale».
La città cinese con
Continua padre Bonzi: «Di recente ho accolto in un nostro centro una
delegazione della “Federazione dei disabili” di uno dei distretti principali
di Shenzhen. Nei mesi scorsi vi avevo organizzato alcuni incontri formativi per
le “mamme” delle “case-famiglia” del “Huiling” di Guangzhou, guidata
dal nuovo responsabile di quel distretto. Costui ha richiesto la consulenza
della “Fu Hong Society” per l’allestimento, la programmazione e la
conduzione di un grande centro “multi-servizi” per portatori di disabilità
di vario tipo. Un centro destinato a diventare un modello per altri simili, in
un distretto che già conta più di tre milioni di abitanti». «Insomma -
osserva con un pizzico di legittima soddisfazione padre Giosuè - si sta
profilando una possibilità concreta di creare una “Fu Hong Society”
indigena e autonoma, come già avvenuto a Macao».
Un altro fronte interessante di cooperazione riguarda i docenti della Cina
popolare, che vengono a fare ricerca presso le università di Hong Kong.
Racconta padre Bonzi: «Si tratta di un fenomeno anch’esso in crescita. Uno di
questi docenti, grande amico, è il dottor Joseph Li, di Pechino. Specialista in
medicina cinese, insegna presso