Apre
lunedì (in anticipo) il nuovo mega-parco Disney:
avrà 10 milioni di visitatori, ma ha già creato un sacco di polemiche.
Anche
il governo dell’ex colonia ha investito nel progetto,
che ha suscitato le ire di ecologisti e organismi di volontariato.
Eppure rispetta il «feng shui»...
Da
Hong Kong, Gerolamo Fazzini
("Avvenire", 7/9/’05)
Sui pannelli della metropolitana di Hong Kong brilla di un rosa intenso il tracciato della nuova linea che ha per capolinea l'isola di Lantau, dove sta per aprire una nuova mega-Disneyland. Ma tutt'altro che roseo, a giudicare dalle polemiche scoppiate sin qui, si presenta l'esordio del gigante del divertimento in Cina, fissato per il 12 settembre. Iniziati nel 1999, i lavori di realizzazione di quello che diverrà l'undicesimo parco Disney nel mondo sono finiti in anticipo: infatti l'apertura era prevista per il 2006. Ma - a dispetto delle attese dei promotori - lo sbarco di Topolino & C. in terra cinese (che potrebbe continuare con analoga operazione su Shanghai) si sta rivelando un'impresa a dir poco sofferta. Ad avere investito molto su questo progetto sono sia la corporation americana sia l'amministrazione dell'ex colonia, che con questa mossa spera di riguadagnare i turisti persi negli ultimi anni. Quello di Penny's Bay è il primo parco divertimenti Disney a godere di un cospicuo finanziamento governativo, a fonte del quale la municipalità di Hong Kong fruirà di una quota consistente dei proventi. Tanto appetitosa è la torta, tanto - si diceva - le traversie patite fin qui dal progetto. I primi a scendere in campo furono, alcuni anni fa, gli ambientalisti, critici circa la scelta della sede, un'isola disabitata. Quando i lavori ebbero inizio fu la volta dei pescatori locali, che lamentarono una preoccupante morìa di pesci, dovuta all'inquinamento delle acque provocato dai lavori di costruzione. Per limitarlo, intorno alla baia venne realizzata un'apposita barriera artificiale. Il governo di Hong Kong, inoltre, si vide costretto a varare indennizzi ad hoc per tacitare le proteste: un conto salato, che le autorità cittadine contano di recuperare in fretta, alla luce del fatto che la nuova Disney porterà in dote circa 36mila nuovi posti di lavoro. Una battaglia, in verità, gli ambientalisti l'hanno vinta: inizialmente i dirigenti Disney avevano pensato di offrire, nel menù dei ristoranti del parco, una tipica specialità cinese, la zuppa di pinne di squalo, piatto pregiato che viene servito di solito in circostanze particolari e il cui consumo è aumentato in maniera preoccupante. Ma la vibrata reazione di alcuni organismi ha fatto tornare sui suoi passi la corporation americana, che ha cambiato il menù. L'ultima vicissitudine risale a poche settimane fa. Il colosso dell'entertaiment è finito nell'occhio del ciclone dopo la denuncia, lanciata da una Ong di Hong Kong, circa le condizioni imposte ai lavoratori cinesi che realizzano gadget e pupazzi ispirati ai personaggi disneyani. E sì che gli esperti della multinazionale si erano dati da fare per avere un impatto il più possibile soft. Tanto per dire: nell'ingresso della Disneyland di Hong Kong l'inclinazione del cancello principale è stata spostata di 12 gradi, su consiglio di uno specialista di feng shui, nella speranza che la modifica assicuri ricchezza e prosperità alla struttura... È stata inoltre aggiunta una curva al vialetto che dalla stazione ferroviaria conduce al cancello, per far sì che l'energia positiva non l'oltrepassi, disperdendosi così nel Mar della Cina. Ancora: una delle sale da ballo del parco misura 888 metri quadri, in ossequio alla diffusa credenza cinese per cui il numero 8 porta bene (al contrario del 4 che rima con morte, ragion per cui negli ascensori degli alberghi nel parco è stato eliminato il pulsante per il quarto piano). Una volta a regime e smorzatasi la bufera delle polemiche, graviteranno sul parco - è l'auspicio dei finanziatori - qualcosa come 10 milioni di visitatori all'anno, che porteranno nelle casse della Disney e di Hong Kong un bel gruzzolo. Sempre che sulla malasorte di Pippo prevalga la fortuna di Gastone.