RITAGLI   P. LUCA GALIMBERTI   MISSIONE BANGLADESH

IL VANGELO OLTRE I CONFINI

P. Luca, tra bimbi e giovani, nella cappella di Binodpur!

"Il mondo ha bisogno di sentire voci che indichino la pace, il rispetto per tutti, la condanna di ogni violenza, voci che raccontino della superiore dignità di ogni persona e degli innati diritti e doveri che le competono" (Benedetto XVI).

Sono contento di poter condividere la mia esperienza con tutti voi, dopo aver trascorso alcuni anni della mia vita in Bangladesh, e quasi nel mezzo del mio servizio in Italia nella casa di formazione per partenti missionari Laici in Busto Arsizio (VA).

Appena diventato prete, sono partito nel 1993 per un anno di lavoro nel seminario di Pune, nello stato del Maharashtra, con capitale Bombay (India).

Poi, dal 1994-2004, ho vissuto fianco a fianco con la gente del nord Bengala, in una piccola missione cattolica, Boldipukur-Rangpur, appena sopra la confluenza dei due grandi fiumi sacri dell'India, il Gange e il Brahmaputra.

Un'esperienza davvero indimenticabile, e che mi ha fatto crescere come uomo e come prete: alle prese con la povertà di milioni di persone, alla scoperta di me stesso e degli altri nella relazione con tradizioni, lingue, mentalità completamenti diverse dalla mia, ma con una sorprendente ricchezza e dignità dalle quali imparare. Anche la convivenza con tante esperienze religiose come l'Islam, l'Induismo, il Buddismo, le religioni Tribali, i non praticanti di nulla e le diverse denominazioni cristiane presenti, mi ha fatto capire come la mia esperienza "Brianzola-Milanese" poteva dare spazio ad un incontro serio e autentico nella scoperta di quell'Altro con la "A" maiuscola, e che fra tutti noi si manifesta nel dono della vita, della festa, della gioia, della pace, della comprensione e dell'ospitalità vicendevole.

Certo gli inizi sono sempre i più difficili.

Alle prese con lo studio della lingua, con un cibo gustosissimo ma ricco di peperoncino, la pancia come la lingua hanno dovuto allenarsi non poco. Ma ora, dopo il mio rientro in Italia, tutto questo "mi manca": e allora penso che la vera fatica non erano queste cose, ma la durezza di mettersi ad ascoltare, capire bene, cercare di diventare amico, togliere da me tutte quegli atteggiamenti di "superiorità" che ogni uomo ha, fino a quando non impara che il cuore degli uomini e delle donne di questa terra è lo stesso, ma proprio uguale!!

(Poiché di tutti è la ricerca del bene, della felicità, l'amore alla famiglia, la tenerezza verso i bambini, la paura della malattia, della povertà, la preoccupazione per il futuro dei figli/e, la passione per la giustizia, la ricerca di un lavoro che dia dignità, il desiderio di pace e di sicurezza civile, il rifiuto dei furbi e di vivere facendosi mantenere, ecc).

Quando ho iniziato a studiare il bengalese, pensavo si trattasse di una "lingua di poveretti", ma poi ho imparato che è la sesta lingua parlata nel mondo, e che l'italiano è solo al quattordicesimo posto. Credevo di possedere uno stile di rispetto e di vera democrazia: e invece ho imparato che, per ogni problema riguardante la vita di tutti o la singola famiglia, occorre "sedersi e parlare" per ore, in un'assemblea dove ogni famiglia deve essere rappresentata e dove chi ha "convocato" diventa parte di un processo di comune ricerca, per capire e per arrivare a una soluzione condivisa, equa. Pensavo di insegnare il grande valore delle feste cristiane: e invece ho scoperto che dopo la Messa notturna di Natale e anche di Pasqua, le piccole comunità cristiane del Bangladesh passano tutta la notte danzando insieme, cantando i racconti della Bibbia nella loro lingua madre, riascoltando tutti i libri della sacra scrittura. Così fino all'alba!!

Sono solo alcuni aspetti da unire alla grande importanza di questa nuova FRATERNITÀ, di cui il Vangelo ci parla e di cui il missionario non può che essere parte attiva. Se non si vive e non si cambia attraverso il semplice annuncio di una "nuova umanità possibile", la vita di tutti diventa assurda.

La protezione (un bisogno comune), non passa anzitutto attraverso le polizie o il possesso delle armi in casa, ma solo nella costruzione di veri rapporti di vicinato, di conoscenza!!

Proprio durante la guerra nel Golfo, in Bangladesh (120 milioni di mussulmani) le suore della mia scuola in città venivano protette da famiglie mussulmane, che le invitavano a non uscire e si offrivano per portare loro la spesa a casa, fin tanto che le tensioni in città non diminuivano.

È una protezione reciproca quella che si realizza quando le persone si sentono appartenenti, membre della stessa società! Ma ne è la base un'attenzione reciproca, a partire dalla cura per i più piccoli e per più poveri.

Nel nostro vivere in Italia mi pare, invece, che purtroppo ci siamo "dimenticati" dei più poveri, o meglio delle Nazioni povere (la maggioranza nel mondo!), e che nella vita quotidiana si giustifichi tutto pur di vivere senza pensare alla "reale" MISERIA di miliardi di persone nel mondo!! Ma se i soldi sono solo per me, se la famiglia è solo la mia, se il paese è solo la mia Regione, se non voglio vedere l'emergenza dell'altro, se il criterio del mio vivere è solo il MIO stare bene, dove trova posto la trasparenza, la legalità, il vero senso di giustizia, la dignità mia e di ogni uomo?

In questi giorni spesso mi interrogo: in Bangladesh, paese di milioni di analfabeti, durante le campagne elettorali il candidato sindaco e gli assessori dei i vari partiti giravano in moto e davano soldi alle piccole comunità cristiane per avere il loro voto!

In Italia, alla radio e alla televisione, è detto e scritto: "500 euro in tasca se mi voti!". Ma secondo voi dove è la differenza? È questa la politica che tiene conto dei destini e delle vite della gente? Governare è forse fare regali per essere votati o lavorare per il "bene comune", che include ormai cittadini di ogni provenienza e di ogni lingua (anche se in Europa siamo il paese con minor presenze di stranieri!).

La Pasqua cristiana ci invita a una vita libera da superiorità e dimenticanze, ci chiama a sentirci responsabili di un futuro che ci stiamo costruendo, oggi, in un mondo di sei miliardi di differenti ma con il cuore identico!

Non sarebbe più facile darci insieme una mano? Sviluppo, educazione, accesso alla sanità, difesa dei più poveri, porre fine alla violenza, impedire il commercio sugli immigrati, esigere il rispetto della legge, il dovere di pagare tutti equamente le tasse.

Quanti temi preziosi di cui il VANGELO si fa "garante"!!

Concludo con un augurio di pace a tutti, ma proprio a tutti; invitandovi a leggere, gustandovi il racconto di questo "vecchio" missionario in Bangladesh…
Ciao e grazie!

P. Luca Galimberti