LA RECENSIONE

RITAGLI   Cina, gente comune nel testardo Paese   SPAZIO CINA
di "record" ed eccessi

Luigi Geninazzi
("Avvenire", 1/5/’07)

Sulla Cina si sprecano le analisi e dilagano i luoghi comuni. È la Cina che ammalia e incute paura, il Paese del "turbo-capitalismo" che brucia tutti i "record" dell’economia e invade i nostri mercati, il gigante che continua a crescere al prezzo di catastrofi ambientali e repressioni sociali. Ma chi sono davvero i cinesi? Fabio Cavalera, corrispondente da Pechino del "Corriere della sera", ha lasciato da parte ogni ambizione di sinologo per descrivere i protagonisti nascosti del nuovo Celeste Impero che ha molte nubi all’orizzonte. Con la maestrìa e l’esperienza del vecchio cronista, Cavalera ci racconta le storie della gente comune. Gente semplice e al tempo stesso straordinaria, come «il manager dei bagni pubblici» che dà il titolo al libro. Ne viene fuori un ritratto, affascinante e per molti aspetti inquietante, della Cina di tutti i giorni che si regge su mestieri antichi e disprezzati, quali appunto la pulizia di cinquemila latrine pubbliche di Pechino. Sfilano sotto i nostri occhi personaggi bizzarri e drammatici, spesso commoventi, a volte eroici. C’è il contabile Li Zuzhong che trent’anni fa, quando imperversava il collettivismo più esasperato imposto da Mao e applicato brutalmente dalle "Guardie rosse", decise di farla finita con la «Comune del popolo» ed insieme a quattro amici, disperati come lui, prese la parola durante l’assemblea di partito proponendo la distribuzione della terra ai contadini. «La nuova Cina è nata nel mio piccolo villaggio», dice orgoglioso Li Zuzhong, anche se l’episodio non sarà mai citato nei libri della storia ufficiale. C’è l’artista Ai Wei Wei, cresciuto in un nido di fango e costretto al confino per la sola colpa di essere nato in una famiglia di poeti, ed oggi divenuto uno degli architetti più famosi del Paese, designato a progettare lo stadio olimpico che ospiterà i "Giochi" dell’agosto 2008. C’è l’imprenditore Zhen Ronghui, figlio di poveri immigrati ad Hong Kong che ha fatto fortuna fino a diventare uno degli uomini più ricchi della Cina. Quand’era bambino invidiava i coetanei che giocavano con le macchinine e tormentava il babbo con l’assillante richiesta: «Voglio la Ferrari rossa». Costava pochi "yuan", ma per suo padre era una spesa impossibile. Sono passati molti anni ma il sogno non è tramontato. E così nel 2004, quando a Shanghai sbarca il grande "circo" della Formula uno, Ronghui non ha un attimo d’esitazione, acquista la Ferrari di Barrichello per piazzarla in un museo e se ne compra un’altra per sé, staccando un assegno di due milioni di dollari. «Siamo una nazione di sognatori testardi», dice il "tycoon" che si è fatto dal nulla. Fortuna, saggezza, incoscienza, sono forse questi gli ingredienti della nuova Cina, ci suggerisce l’autore del libro, delicato racconto del Paese degli eccessi.

Fabio Cavalera, "Il manager dei bagni pubblici",
Bompiani - pagine 214, euro 12,00